Nissan 370 Z Roadster: come va su strada e in pista

Con 328 CV scaricati sulle ruote posteriori, la "scoperta" del Sol Levante è dedicata ai puristi della guida ma non rinuncia al comfort.

Nissan 370 Z Roadster LEV2

  • Design8,00
  • Comfort7,00
  • Prestazioni8,50
  • Consumi6,00
  • Prezzo6,50
  • Pro Motore potente e prestazioni sportive
  • Contro trasmissione dura negli innesti e frizione pesante
  • Voto Motori.it: 7,20

Nissan 370Z Coupé 2011

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Chi pensa alle auto giapponesi come vetture gestite completamente dall'elettronica è fuori strada, la Nissan 370 Z Roadster è una spider nuda e cruda, a volte persino capricciosa che esige una guida decisa e ripaga dispensando adrenalina ed emozioni. Le sue concorrenti europee sono esclusive e molto valide dal punto di vista dinamico, ma la questa Nissan è una voce che canta fuori dal coro attraverso i 328 CV emessi dal suo poderoso V6 da 3,7 litri. Ciò non vuol dire che non sia comoda, a modo suo riserva un trattamento particolare ai suoi occupanti, ma è un'auto senza filtri capace di trasformarsi rapidamente in un'avida divoratrice d'asfalto.

Esterno: eccentrica e aggressiva

Potrebbe essere l'auto ideale per un personaggio manga, così aggressiva muscolosa e prepotente sprizza testosterone da tutti i pori. Con una parte anteriore lunga e un posteriore corto e allargato ha una linea tipicamente roadster e attira gli sguardi dei passanti incuriositi dalle sue forme uniche e originali. Il frontale, caratterizzato dal lungo cofano motore dalle tipiche nervature che ben si armonizzano con i fari a freccia, è armonioso e tagliente, e si integra con gli ampi passaruota anteriori. La vista laterale mostra i muscoli dei passaruota allargati e dei cerchi da 19 (optional) che sembrano proiettare la vettura in avanti anche da ferma. Dietro, la fanno da padrone i due terminali di scarico, i gruppi ottici dal taglio particolare e il cofano bombato. La vettura, grazie alla capote in tela ha una linea armoniosa anche chiusa, ma è evidente che mostra tutto il suo potenziale quando è aperta.

Interni: classici e moderni

Originale fuori, la 370 Z Roadster mantiene il suo carattere anche nell'abitacolo che risulta persino confortevole per questo genere di vettura. La strumentazione è sempre sotto controllo visto che si sposta insieme al volante quando questo viene regolato, mentre la plancia riprende alcuni elementi in stile "Infiniti" che si mescolano a dettagli old style come i tre indicatori circolari posizionati sopra lo schermo del navigatore. Il livello di finitura è migliorato decisamente rispetto al modello precedente e la pelle e l'alcantara presenti nell'abitacolo ne rappresentano una valida testimonianza. Certo, alcuni elementi, come l'orologio digitale e alcuni indicatori della strumentazione di stampo decisamente moderno, stonano un po', ma rappresentano lo specchio dei tempi che cambiano. D'altra parte il progresso avanza, e altri accessori, come i sedili che possono essere riscaldati e refrigerati, sono decisamente ben accetti. Il tetto che scompare in 20 secondi, offre un valido isolamento quando non ci sono le condizioni ideali per viaggiare all'aria aperta.

Su strada: potente e stravagante

Una volta ricevuto l'abbraccio composto dei sedili in pelle, premuto il pulsante d'avviamento e ascoltato il suono cupo del V6 da 3,7 litri, premere il pulsante per aprire il tetto è un'azione automatica perché la 370 Roadster va guidata senza filtri. Se vi aspettate un'auto docile ed equilibrata siete fuori strada: già nelle prime manovre il cambio mostra un azionamento maschio, la frizione obbliga ad un allenamento extra la gamba sinistra e lo sterzo non è mai troppo leggero. Una volta in marcia però, è il motore il vero protagonista e la sua esuberanza viene fuori appena si preme a fondo l'acceleratore. La spinta è progressiva, l'allungo portentoso e la sonorità agli alti regimi è trascinante: modificando di continuo l'alzata delle valvole, e quindi la quantità di aria nella camera di combustione, il sistema VVEL aumenta la resa della fase di combustione per incrementare potenza e coppia. E' una potenza straripante, capace di proiettare la 370 Z roadster a 250 km/h e di farla schizzare a 100 km/h con partenza da fermo in soli 5,5 secondi. Nelle curve più strette, se si esce troppo forte, le ruote posteriori perdono aderenza e, nonostante i controlli, è necessario controsterzare per riportare l'auto in traiettoria. Certo, non è una vettura per tutti e, nonostante la sua ripartizione del peso ideale (47% dietro e 53% avanti), le sue reazioni rapide richiedono una buona dose di esperienza. 

In pista: via i controlli e... buon divertimento!

Così, per capirla meglio, siamo andati in pista, precisamente sul tracciato del Isam ad Anagni, dove abbiamo potuto esaminare in sicurezza le reazioni del suo telaio. Con un passo ridotto di 100mm rispetto al modello precedente e le carreggiate allargate (+15mm  anteriore e + 55mm posteriore) la scoperta di Nissan vuole essere più agile e dinamica del modello precedente ed offrire una guida più coinvolgente. In effetti, in pista, dove lo spazio per tenere a bada le reazioni del retrotreno non manca, la 370 Z Roadster mantiene le promesse. Disattivati i controlli, reagisce bene ai comandi dell'acceleratore e così, si può allargare o stringere la traiettoria attraverso il gas; inoltre, spingendo il tasto che attiva il sistema Synchro Rev Control, la vettura regola i giri del motore durante le scalate più violente in mondo da non mettere in crisi il retrotreno in ingresso curva: in pratica effettua da sola la famigerata doppietta. Anche se non è necessario eseguire la manovra del punta tacco, le cambiate non sono molto agevoli per via di un'intrinseca durezza del cambio che, qualche volta, tende ad impuntarsi. Con tutta la potenza espressa dal suo V6, questa Nissan spinge forte in ogni rapporto e il pratico display al centro della strumentazione ci ricorda in un lampo in che marcia siamo. Negli appoggi ad alta velocità si percepisce il limite del telaio e si capisce quando è il caso di non esagerare con il gas, mentre nelle curve strette si può uscire controsterzando potendo contare sulle capacità di recupero del telaio, ma attenzione a non dare troppo angolo di sterzo mentre si recupera l'assetto della vettura: l'effetto pendolo con 328 CV è sempre in agguato. Tirando le somme, risulta equilibrata anche senza i controlli inseriti e questa è sicuramente una bella notizia per chi vuole saggiarne le doti in circuito, ma non bisogna mai sottovalutarla: condurre 328 CV a briglia sciolta non è affare da tutti. Per questo consigliamo vivamente di non togliere i controlli elettronici nell'utilizzo stradale dove la sicurezza non è mai abbastanza e di comprendere le sue reazioni in maniera graduale in circuito, giro dopo giro.

Una spider da quasi 50.000 euro

La 370 Z Roadster, con tutta la sua tecnologia e la dote di cavalli nascosta sotto il cofano, costa quasi 50.000 euro, 47.050 euro per l'esattezza. Il nostro esemplare, con i sedili interni bordeaux (600 euro), la vernice metallizzata anti graffio (850 euro) e il Luxury Pack (cerchi in lega da 19 e navigatore satellitare per 3.400 euro), ha un prezzo finale di 51.900 euro. Una cifra importante, ma non esagerata se si considerano i contenuti della vettura e il potenziale prestazionale. Certo, non è un'auto adatta a tutti, ma è proprio il suo carattere particolare che la rende unica.

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di Valerio Verdone | 06 aprile 2011

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