Opel Ampera, l’elettrico è già qui

Svelata a Ginevra l’elettrica di Opel. La Ampera ha un generatore che aumenta l’autonomia di 500 km e arriva fino a 160 km/h

Opel Ampera, l’elettrico è già qui

di Redazione

03 marzo 2009

Svelata a Ginevra l’elettrica di Opel. La Ampera ha un generatore che aumenta l’autonomia di 500 km e arriva fino a 160 km/h

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Il vero problema della propulsione ad emissioni zero è quella che Opel ha chiamato range anxiety, ovvero la paura di restare a secco di batterie e dover attendere lunghe sessioni di ricarica. La soluzione arriva al Salone di Ginevra con la Ampera, una vettura quattro posti, cinque porte a propulsione elettrica che elimina parzialmente il problema dell’autonomia, adottando un piccolo generatore in grado di assicuare alla vettura 500 chilometri in più con le batterie scariche.

Una soluzione non certo definitiva, ma che sembra efficacissima: l’ibrido “tradizionale” mantiene un’architettura con predominanza del motore termico, rendendo necessario l’utilizzo di costoso e inquinante carburante anche per gli spostamenti più brevi.

L’Ampera viceversa è una vettura ad emissioni zero per i primi 60 chilometri, riducendo di un quinto il consumo di carburante a parità di percorso annuo, senza cedere nulla nelle prestazioni: la propulsione elettrica assicura ben 370 Nm di coppia fin dallo spunto, mentre la potenza è equiparabile ad un motore da 150 cavalli.

La velocità massima è di circa 160 km/h, un valore in linea con il traffico di oggi ma con il grande vantaggio della silenziosità di marcia e l’assenza delle vibrazioni tipiche dei “vecchi” motori a ciclo otto installati nelle vetture ibride.

L’Opel Ampera è tagliata su misura dei clienti europei: secondo uno studio del costruttore circa l’80% degli automobilisti tedeschi compie al volante meno di 50 km al giorno, a cui va aggiunta la consistente mole di traffico che aumenta esponenzialmente le emissioni inquinanti delle vetture tradizionali.

Il generatore, nei piani di Opel, rappresenta una soluzione temporanea: le batterie possono essere ricaricate tramite una comune presa a 220 volt, e sono in corso accordi per l’installazione di torrette ad hoc negli spazi cittadini, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale della vettura. Ammesso che l’adozione di batterie al litio su larga scala sia veramente una soluzione ecosostenibile.