Saab: il ritorno all’utile nel 2014

Pand da e Youngman hanno reso noto che l’obiettivo è di raggiungere l’utile nel 2014. In arrivo oltre 700 mln di Euro.

Saab: il ritorno all'utile nel 2014

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di Andrea Barbieri Carones

01 novembre 2011

Pand da e Youngman hanno reso noto che l’obiettivo è di raggiungere l’utile nel 2014. In arrivo oltre 700 mln di Euro.

Dopo aver acquistato la Saab per 100 milioni di Euro, le cinesi Pang Da e Youngman hanno reso noto di voler erogare subito un prestito ponte da 50 milioni di Euro per tamponare la situazione di emergenza dell’azienda. Un ulteriore prestito di 63 milioni sarebbe in arrivo dalla Bei.

A queste misure seguirà un investimento a lungo termine, che prevede l’arrivo di altri 610 milioni di Euro a partire dal prossimo anno. In base al documento programmatico, sottoposto e firmato dall’attuale amministratore Saab nominato dal tribunale di Goteborg, ci si aspetta di riportare Saab in attivo a partire dal 2014, naturalmente dopo aver pagato tutti quei fornitori ancora in attesa delle loro spettanze. I nuovi proprietari si propongono di tagliare i costi per oltre 110 milioni di Euro, cominciando dalla riduzione di 500 unità del personale impiegato.

Se per il 2012 l’obiettivo è di vendere fra 35 e 55.000 auto, nel 2013 si punta a circa 80.000, mentre a regime si dovrebbe arrivare attorno a 200.000, entrando anche in Cina.

Tutto secondo i piani, dunque: la società proprietaria che ha appena ceduto la Saab – la Swedish Automobile – aveva infatti specificato in una nota che una clausola dell’accordo di vendita prevedeva che gli acquirenti immettessero finanziamenti a lungo termine. L’accordo tra le parti prevede ancora l’approvazione formale di tutti gli azionisti Swedish Automobile e di altre parti. 

Gran parte dei sindacati svedesi ha accolto con entusiasmo l’acquisto dello storico marchio da parte delle due aziende cinesi, visto che la produzione sarà mantenuta in Svezia e, con essa, l’occupazione nello stabilimento di Trollhättan e nelle aziende dell’indotto.