Mercato auto, Europa in continuo calo: -7,4% nei Paesi UE a febbraio 2020

Secondo mese consecutivo con il “segno meno”: ecco i motivi della contrazione nella domanda di nuove autovetture. C’è preoccupazione per i prossimi mesi.

Nessuna sorpresa (purtroppo): anche a febbraio 2020, le cifre relative all’andamento del mercato auto in Europa mettono in evidenza segnali in negativo. Il consuntivo reso noto da Acea (l’Associazione europea che raggruppa le Case costruttrici) conferma il brusco rallentamento che già aveva contrassegnato l’inizio dell’anno (-7,4% per i Paesi UE e -5,6% per i mercati EFTA): un trend ripetutosi, a febbraio 2020, con un -7,2% complessivo (-7,4% UE rispetto a febbraio 2019; -11,5% EFTA; -2,9% per il Regno Unito). Di seguito, in termini assoluto, il monte-immatricolazioni per l’intero Continente europeo totalizzate a febbraio 2020.

  • Unione Europea: 957.052 unità (a febbraio dello scorso anno erano state 1.033.608)
  • EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera): 30.148 (34.082)
  • Regno Unito: 79.594 (81.969).

I motivi di una tendenza in continuo calo

La condizione del mercato europeo relativamente al comparto autovetture, in effetti, non sorprende più di tanto, considerate le cause concomitanti che dall’inizio di quest’anno incidono in maniera piuttosto sostenuta sul numero di nuove automobili immesse in circolazione: se a dicembre dello scorso anno l’aumento percentuale delle nuove immatricolazioni nei Paesi UE ed EFTA – cioè Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera – aveva messo a segno un +21,7%, ciò era stato determinato da una serie di inasprimenti fiscali (ovvero tassazioni più elevate) decisi nei mesi scorsi dai Governi di alcuni Paesi dell’Unione Europea ed entrati in vigore nel 2020. Il riferimento va, ad esempio, al raddoppio delle aliquote sull’acquisto di nuove auto elettriche deciso in Olanda, così come ai significativi cambiamenti nelle quote “bonus-malus” riguardanti la tassazione (cioè gli incentivi oppure le sovrattasse) dei veicoli di nuova immatricolazione funzionali ai livelli di emissione di CO2, annunciati nell’ultima parte del 2019 in Svezia ed in Francia. Ma anche i nuovi limiti UE alle emissioni di CO2 sulla media dei modelli in produzione per ogni Casa costruttrice (95 g/km) avrebbero potuto, nei mesi scorsi, suggerire ai Costruttori di provvedere ad una fase di auto-immatricolazioni necessarie a smaltire gli stock di vetture che, da quest’anno, potrebbero non rientrare più nei nuovi parametri UE sulle emissioni e, dunque, causerebbero sanzioni alle aziende stesse. Tutte motivazioni valide a far sì che le nuove immatricolazioni, in Europa, abbiano messo a segno, a dicembre, aumenti anche significativi (+109,3% in Svezia; +113,9% in Olanda; +27,7% in Francia). Dunque, una volta esaurito il rush finale alle nuove immatricolazioni 2019, il mercato auto nel “Vecchio Continente” è tornato a “sgonfiarsi”. Una situazione che si è puntualmente verificata anche a febbraio 2020.

Il coronavirus non aveva ancora fatto sentire il proprio effetto sui mercati

Il prospetto delle nuove immatricolazioni UE, EFTA e UK di febbraio 2020 e per i primi due mesi dell’anno è in parte ancora “libero” dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19 (recentemente dichiarata “Pandemia” da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) che, è molto probabile, inciderà molto sui mesi a venire. Chiusura temporanea di gran parte degli impianti di produzione in Europa, notevoli difficoltà di approvvigionamento di componenti e parti staccate rischiano di “Avere effetti pesantissimi sull’occupazione e sul contributo economico che il settore automotive fornisce in tutta Europa”, commenta Andrea Cardinali, direttore generale Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri): una condizione che rischia di aggravare il già delicato asset di febbraio 2020, “Non ancora influenzato dall’emergenza coronavirus, e che conferma la crisi ormai strutturale del mercato auto europeo, sorretto dai grandi sforzi economici di Case costruttrici e reti di distribuzione”, prosegue il direttore generale di Unrae.

I prossimi mesi potrebbero essere ancora più pesanti per il comparto auto

Il prosieguo del 2020, stima Unrae, “Già negativo prima dell’inizio del dramma sanitario che il mondo intero sta vivendo, rischia di diventare insostenibile per la situazione economica e sociale che ne scaturisce, gravissima, e senza precedenti”. “Da quando sono state applicate all’intero territorio nazionale le misure di contenimento dell’epidemia – continua Cardinali – il mercato delle autovetture in Italia ha registrato un vero e proprio tracollo, con ormai poche decine di immatricolazioni al giorno e una previsione per l’intero mese di marzo di meno di 30.000 unità contro le 194.000 di marzo 2019”.

I primi due mesi 2020 dell’auto in Europa

Situazione pressoché analoga per il primo bimestre di quest’anno: il periodo 1 gennaio-29 febbraio 2020 ha fatto registrare, nei Paesi UE, un totale di 1.913.931 nuove autovetture immatricolate “contro” 2.067.945 del primo bimestre 2019, e quindi una diminuzione del 7,4%; nei mercati EFTA, 59.206 nuove autovetture messe in circolazione (64.864) ed un -8,7%; nel Regno Unito, 228.873 nuove immatricolazioni (242.982) corrispondenti ad un -5,8% rispetto ai primi due mesi dello scorso anno.

Immatricolazioni UE febbraio 2020 Paese per Paese

  • Austria: -10,9%
  • Belgio: -6,3%
  • Bulgaria: -29,2%
  • Croazia: +0,5%
  • Cipro: +15,9%
  • Danimarca: -19,5%
  • Estonia: -3,6%
  • Finlandia: +2,3%
  • Francia: -2,7%
  • Germania: -10,8%
  • Grecia: +4,0%
  • Irlanda: -7,9%
  • Italia: -8,8%
  • Lettonia: +1,2%
  • Lituania: +36,9%
  • Lussemburgo: -4,9%
  • Olanda: +0,3%
  • Polonia: -12,0%
  • Portogallo: +7,4%
  • Repubblica Ceca: -9,2%
  • Romania: -26,8%
  • Slovacchia: -4,7%
  • Slovenia: -10,2%
  • Spagna: -6,0%
  • Svezia: -6,3%
  • Ungheria: -1,3%
  • Regno Unito: -2,9%.

Marchio per marchio: le cifre di febbraio 2020 nei mercati UE

Fca contiene le perdite

Il segno negativo fatto registrare da Fiat-Chrysler Automobiles è pari al 7% di diminuzione rispetto a febbraio 2019: non c’è da stare allegri, ma nemmeno da stracciarsi le vesti, considerato l’andamento complessivamente in calo. Il totale nuove immatricolazioni (72.197 unità contro le 77.646 di dodici mesi prima) è la somma di, rispettivamente, 52.449 nuove autovetture da parte di Fiat (che in rapporto alle 51.663 di febbraio 2019 conclude il mese ad un +1,5% nei Paesi UE); segno positivo anche per Lancia (per l’Italia, non essendo esportata) e Chrysler: +1,8% su febbraio 2019. Negativi gli altri “brand” Fca: -23,1% per Alfa Romeo, -33% per Jeep, -50,4% per “altri” (compresi Dodge e Maserati).

Gruppo VAG: in calo ma resta leader

Già “negativo” a gennaio, il monte-immatricolazioni per il Gruppo Volkswagen si conferma a febbraio 2020: il “colosso di Wolfsburg” e le Case che vi fanno capo lasciano il 5,3% sul terreno rispetto a febbraio 2019. Ciò nonostante, il Gruppo VAG rimane in testa alle vendite: a febbraio ha fatto segnare 240.115 nuove immatricolazioni. Nel dettaglio, Volkswagen perde il 10,9%, Skoda il 3,8% e Audi il 6,2%; per converso, segnali positivi arrivano da Seat (+9,2%), da Porsche (addirittura +64,8%) e da “altri”, che nella fattispecie rispondono ai nobilissimi marchi Bentley, Bugatti e Lamborghini: complessivamente, hanno fatto segnare un buon +21,3%.

Gruppi tedeschi a luci ed ombre

Detto del Gruppo VAG e della leggera diminuzione messa a segno, il mese di febbraio 2020 è stato, al pari di quanto messo in evidenza a gennaio, piuttosto vario per i “big” connazionali: nello specifico, Daimler AG ha perso il 12,7% rispetto a febbraio dello scorso anno (con Mercedes a -3,8% e Smart, dalla lineup ora proposta esclusivamente ad alimentazione 100% elettrica, a -80,1%). A Monaco di Baviera, tinte un po’ più “rosa”: l’aumento complessivo è stato nell’ordine del 3,1%, contrassegnato in questo caso dal +6,0% fatto registrare da Bmw e dal -8,9% da parte di Mini (9.655 nuove immatricolazioni dal marchio di Oxford).

PSA Groupe: anche febbraio in negativo ma DS “vola”

Il Gruppo franco-tedesco “promesso sposo” di Fca ha, a febbraio 2020, conosciuto una diminuzione dell’8,9% da febbraio 2019 (calo inferiore se messo a confronto con il -12,9% fatto registrare a gennaio 2020 rispetto allo stesso mese dello scorso anno). DS ha, ancora una volta, lasciato il segno: il “marchio luxury” di PSA conclude febbraio con un ottimo +103,8% rispetto a dodici mesi prima. Peugeot, Citroen ed Opel sono, al contrario, in calo (le diminuzioni a febbraio sono state del, rispettivamente, -4,8%, -4,9% e -23,0%).

Renault Groupe in diminuzione

Sempre in rapporto ai mercati UE, le performance fatte registrare a febbraio 2020 dai marchi che fanno capo al Gruppo Renault sono tutte “con segno meno”. Nello specifico, la “Marque à Losangescapogruppo risulta, con 70.997 nuove immatricolazioni, in calo del 6,9% da febbraio 2019; medesima situazione, e per di più con cifre e saldi negativi ancora più accentuati, per Dacia (-27,3%), Lada (-60,4%) e Alpine (-84,6%).

Ford, Volvo, Jaguar Land Rover: in calo anche a febbraio

L’”Ovale Blu” ha, a febbraio 2020, concluso il mese con una diminuzione del 19,8% delle nuove immatricolazioni rispetto allo stesso mese dello scorso anno; e se il marchio di Goteborg mette a segno una perdita poco rilevante (-0,3%), la stessa cosa non si può dire per Jaguar e Land Rover: a Coventry si lamenta un -30,4%, ed a Solihull viene lasciato sul campo il 12,9%.

Giapponesi e coreani: performance in chiaroscuro

Come sempre “altalenante” il consuntivo delle nuove immatricolazioni da parte dei grandi Gruppi dell’estremo oriente. Il totale delle nuove immatricolazioni di febbraio 2020 (in riferimento ai mercati UE) “penalizza”, come già avvenuto a gennaio, Honda, Mazda e Nissan (come già avvenuto a gennaio) e in più anche Mitsubishi, in calo del, rispettivamente, 29,5%, 30,2%, 6,6% e 3,4%. Per converso, i dati sono positivi per Toyota Group (+11,5% complessivo, con la capogruppo Toyota a +9,8% e il marchio alto di gamma Lexus a +48,2%) e Hyundai Group: +1,1% per la holding coreana che fa segnare +0,5% da parte di Hyundai e Kia a +1,6%.

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