Mercato auto, Europa in calo: -7,5% a gennaio 2020

Dopo quattro mesi consecutivi con il “segno più”, è arrivata una contrazione nella domanda di nuove autovetture: analizziamo com’è andata.

Il 2020 del comparto dell’auto in Europa è iniziato con un brusco rallentamento. Una condizione che non sorprende più di tanto, considerate le condizioni sulle quali si era concluso il 2019, e gli sviluppi politici nel frattempo intervenuti (fra gli altri, la Brexit che ha contribuito a rallentare le nuove immatricolazioni oltremanica; ma possono peraltro esserci state ulteriori cause, come vedremo). Se, tuttavia, a dicembre dello scorso anno il tasso di nuove autovetture immesse in circolazione nei Paesi UE ed EFTA – cioè Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera – aveva messo a segno un +21,7%, a gennaio 2020 le nuove immatricolazioni nei medesimi mercati hanno fatto registrare una diminuzione del 7,4%. Nello specifico, -7,5% relativamente ai Paesi dell’Unione Europea, e -5,6% nei quattro Paesi EFTA. Il Regno Unito, dal canto suo, ha concluso gennaio 2020 a -7,3%. In cifre assolute, le autovetture di nuova immatricolazione sono state, a gennaio, 956.779 (“contro” 1.034.407 nello stesso mese dello scorso anno), 29.058 quelle relative ai Paesi EFTA (laddove a gennaio 2019 erano state 30.782) e 149.279 nel Regno Unito (161.013 a gennaio 2019).

Gennaio 2020: ecco perché c’è stata una diminuzione

Il consuntivo del mercato auto in Europa, reso noto dalle rilevazioni mensili a cura di Acea (l’Associazione europea che raggruppa le Case costruttrici) è tuttavia, come si accennava, lo specchio di un “asset” presentito da molti analisti: sotto i riflettori, ci sono gli inasprimenti fiscali (leggi: tassazioni più elevate) decisi nei mesi scorsi dai Governi di alcuni Paesi dell’Unione Europea. In Olanda, ad esempio, è stato deciso, a partire dal 2020, di raddoppiare le aliquote sull’acquisto di nuove auto elettriche; in Svezia ed in Francia sono stati annunciati significativi cambiamenti nelle quote “bonus-malus” riguardanti la tassazione (ovvero gli incentivi oppure le sovrattasse) dei veicoli di nuova immatricolazione funzionali ai livelli di emissione di CO2. Per questo motivo, a dicembre 2019 le nuove immatricolazioni avevano fatto registrare il +109,3% in Svezia, addirittura il +113,9% in Olanda ed un significativo “boost” (non così clamoroso, ma pur sempre a doppia cifra) in Francia, dove il consuntivo mensile aveva messo a segno un +27,7%. “Last but not least”, i nuovi limiti UE alle emissioni di CO2 sulla media dei modelli in produzione per ogni Casa costruttrice (95 g/km) potevano, nei mesi scorsi, avere suggerito ai Costruttori di provvedere ad una fase di auto-immatricolazioni necessarie a smaltire gli stock di vetture che, da quest’anno, potrebbero non rientrare più nei nuovi parametri UE sulle emissioni e, dunque, causerebbero sanzioni alle aziende stesse. Esaurita la corsa alle nuove immatricolazioni… prima che fosse troppo tardi, si assiste ora ad uno “sgonfiarsi” dei volumi di nuove autovetture in circolazione.

Le immatricolazioni UE a gennaio 2019 Paese per Paese

Di seguito, ed in ordine alfabetico, l’andamento del mercato auto (solamente per i Paesi UE) a gennaio 2020, secondo le rilevazioni mensili Acea. Come si noterà, escludendo Belgio, Bulgaria (il cui aumento è trascurabile), Croazia, Cipro (uno degli incrementi più sostanziosi), Estonia, Grecia, Ungheria, Lituania (la crescita più sostenuta) e Lussemburgo, tutti gli altri mercati hanno terminato il primo mese del 2020 con il “segno meno”.

  • Austria: -9,1%
  • Belgio: +1,5%
  • Bulgaria: +0,1%
  • Croazia: +4,0%
  • Cipro: +14,2%
  • Danimarca: -12,4%
  • Estonia: +3,9%
  • Finlandia: -8,0%
  • Francia: -13,4%
  • Germania: -7,3%%
  • Grecia: +6,2%
  • Irlanda: -3,6%
  • Italia: -5,9%
  • Lettonia: -3,6%
  • Lituania: +35,1%
  • Lussemburgo: +2,7%
  • Olanda: -6,1%
  • Polonia: -14,1%
  • Portogallo: -8,0%
  • Repubblica Ceca: -0,8%
  • Romania: -10,5%
  • Slovacchia: -5,1%
  • Slovenia: -8,2%
  • Spagna: -7,6%
  • Svezia: -18,0%
  • Ungheria: +4,1%
  • Regno Unito: -7,3%.

Marchio per marchio, le cifre di gennaio 2020

Il Gruppo Hyundai, Bmw Group, Toyota Group e Mitsubishi sono, in Europa, gli unici “big player” ad avere concluso il mese di gennaio “in attivo”. Tutti gli altri, chi più chi meno, hanno dovuto incassare un “mese no”.

Fca: lascia quasi il 7% sul terreno

Fiat-Chrysler Automobiles, dopo la momentanea cancellazione di una mediocre performance messa a segno a novembre 2019, è tornata “in negativo”. Il più elevato numero di nuove autovetture immesse in circolazione va ascritto a Fiat, che peraltro contiene le perdite (-2,4% da gennaio 2019) avendo immatricolato 44.652 unità (erano state 45.749 dodici mesi prima). In calo tutti gli altri: da Jeep (che comincia il nuovo anno con un -14,3% rispetto a gennaio 2019) ad Alfa Romeo che “perde” il 29,6%, a Lancia (presente soltanto in Italia; altrove, il marchio torinese viene abbinato a Chrysler) che fa registrare un -5,7%.

Gruppo VAG: perde meno degli altri e rimane leader nelle vendite

Relativa serenità nei “piani alti” di Wolfsburg: anche se le cifre sono piuttosto lontane dal consuntivo di dicembre 2019 (per i motivi cui abbiamo accennato), il “segno meno” (-0,4% complessivo) fatto registrare dal Gruppo Volkswagen nelle nuove immatricolazioni UE a gennaio 2020, in rapporto a dodici mesi prima, mantiene il Gruppo tedesco in cima alle nuove immatricolazioni. Un leggero calo per Volkswagen (-0,6%) e Skoda (-1,4%) hanno trovato compensazione dal +6,4% di Audi, dal +10,4% di Seat e dal +76,4% di Porsche, cui può aggiungersi un +4,2% complessivo da parte di Bentley, Lamborghini e Bugatti.

PSA Groupe: ancora un mese in negativo

Il Gruppo franco-tedesco, “promesso sposo” di Fca, ha conosciuto a gennaio 2020 ed in confronto allo stesso mese dello scorso anno, una diminuzione del 12,9% (da notare che il mese precedente era andato in archivio con un -2,7% nelle nuove immatricolazioni). DS ha tuttavia lasciato ancora una volta il segno: +50,9%; Peugeot, Citroen ed Opel sono, al contrario, in calo (le diminuzioni a gennaio sono state del, rispettivamente, -8,5%, -6,5% e -27,5%).

Renault Groupe: nuove immatricolazioni diminuite

Sempre tenendo conto dei Paesi UE, le autovetture dei marchi che fanno capo al Gruppo Renault sono tutti con segno meno. Nel dettaglio, la “Marque à Losanges”, con 62-.938 nuove immatricolazioni, risulta a gennaio 2020 in calo del 7,4% dallo stesso mese dello scorso anno; medesima situazione, tuttavia con cifre e corrispondenze percentuali più accentuate, per Dacia (-30,2%), Lada (-41,7%) e Alpine (-88,1%).

I Gruppi tedeschi in chiaroscuro

Detto del Gruppo VAG e della leggera diminuzione messa a segno, il mese di gennaio 2020 è stato piuttosto vario per i “big” connazionali: nello specifico, Daimler AG ha perso il 10,4% rispetto a gennaio dello scorso anno (con Mercedes in sostanziale parità: -0,1% da parte della Stella a Tre Punte, cui tuttavia fa da contraltare un importante -89,1% fatto registrare da Smart con la nuova lineup ad alimentazione 100% elettrica). A Monaco di Baviera, le tinte sono un po’ più rosa: Bmw, con 51.218 nuove immatricolazioni registrare a gennaio 2020 contro le 46.977 di dodici mesi prima, ha concluso i primi trenta giorni del nuovo anno con un incremento del 9,0%, mentre Mini (10.026 nuove unità contro 11.231 di gennaio 2019) ha perso il 10,7%.

Ford, Volvo, Jaguar Land Rover: gennaio in calo

Tanto l’”Ovale Blu” quanto il marchio di Goteborg e l’”asse Coventry-Solihull” hanno, nel mese di gennaio 2020 appena concluso, messo a segno risultati “in rosso”. Ford, con 46.258 nuove immatricolazioni contro le 59.871 di gennaio 2019, ha perso il 22,7%; Volvo ha diminuito del 18,1% le proprie nuove immatricolazioni nei mercati UE (17.331 contro 21.174 di gennaio 2019). Jaguar Land Rover hanno, dal canto loro, fatto registrare ancora una diminuzione (-12,8% complessivo, con un -1,6% fatto registrare da Land Rover ed un -33,6% da parte di Jaguar).

Giapponesi e coreani: chi sale e chi scende

Fra i grandi Gruppi dell’estremo oriente, il consuntivo mensile riguardo ai Paesi UE “penalizza” Nissan, Mazda e Honda; per converso, Toyota, Mitsubishi e Hyundai Group hanno concluso il primo mese dell’anno “in attivo”. Nel dettaglio, Nissan, che aveva terminato dicembre 2019 con un +23,4%, ha fatto registrare a gennaio un calo del 4,1%; Mazda chiude gennaio con un -30,2% rispetto a gennaio 2019 (la crescita messa a segno a dicembre dello scorso anno, su dodici mesi prima, era stata del 74%); Honda fa segnare un -18,6%. Performance sempre “a segno più” per Toyota Group, che chiude gennaio 2020 con un +12,2% sullo stesso mese del 2019 (la capogruppo, con 56.890 autovetture di nuova immatricolazione immesse in circolazione nei Paesi UE, ha messo a segno, rispetto alle 51.031 di gennaio 2019, un +11,5%; il marchio “alto di gamma” Lexus, con 3.465 nuove immatricolazioni, apre l’anno con un +24,9% su gennaio 2019. Positivo anche il computo di gennaio 2020 anche per Mitsubishi (il terzo brand della “big Alliance” con Renault e Nissan ha fatto registrare un +1,2% su gennaio dello scorso anno) e per il Gruppo Hyundai: +0,5% per la holding coreana, con Hyundai in leggera flessione (-3,4%) e Kia ad un +5,5%.

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