Mercato auto, Europa in crescita: +21,7% a dicembre, +1,2% nel 2019

La domanda di nuove autovetture ha fatto registrare il quarto mese ed il sesto anno consecutivi con il segno più. Ecco com’è andata.

Il mercato auto in Europa ha concluso il 2019 con performance nel complesso positive. È quanto messo in evidenza dai dati ACEA diffusi in queste ore e riguardanti le nuove immatricolazioni per i Paesi UE ed EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). Nello specifico, a dicembre la domanda di autovetture nei Paesi dell’Unione Europea è cresciuta per il quarto mese consecutivo (+21,7), andando per di più ad archiviare il mese con il tasso di crescita più elevato mai fatto segnare a dicembre. Complessivamente, nell’intera Unione Europea le nuove immatricolazioni, sono, relativamente ai dodici mesi 2019, cresciute dell’1,2% (oltre 15,3 milioni di unità): aumento che permette ai mercati UE di archiviare il sesto anno consecutivo con il “segno più”. Il 2019 era iniziato con il freno a mano tirato, conseguenza dell’onda lunga del ciclo WLTP entrato in vigore il 1 settembre 2018 (ne parliamo più diffusamente qui sotto); tuttavia, l’ultimo trimestre dell’anno, ed in particolare dicembre, hanno conferito una significativa spinta ai mercati (potrebbe esserci, peraltro, un motivo anche per questo, come vedremo). Su base annua, la Germania ha fatto registrare il tasso di aumento più elevato (+5,0%), seguita da Francia (+1,9%) e Italia (+0,3%); segnali negativi, invece, da Regno Unito (-2,4%) e Spagna (-4,8%).

Dicembre 2019: perché tutti i Paesi hanno concluso con segno più

Se si escludono Portogallo, Spagna e Regno Unito (il cui incremento di nuove immatricolazioni è stato nell’ordine del, rispettivamente, 9,5%, 6,6% e 3,4% sullo stesso mese del 2018), dicembre 2019 è stato contrassegnato, come di accennava, da tassi di aumento delle consegne a doppia (ed in alcuni casi tripla) cifra. Clamorosi, a questo proposito, il +109,3% fatto registrare in Svezia ed il +113,9% verificatosi in Olanda. Come si spiega questo significativo “boost”? A tutto c’è una spiegazione: nel dettaglio, il Paese scandinavo ha recentemente annunciato significativi cambiamenti nelle quote “bonus-malus” riguardanti la tassazione (ovvero gli incentivi oppure le sovrattasse) dei veicoli di nuova immatricolazione funzionali ai livelli di emissione di CO2 (un provvedimento analogo è stato deciso in Francia, dove peraltro l’aumento delle nuove immatricolazioni su base mensile è stato, sì, notevole, avendo raggiunto il +27,7%, tuttavia non così vistoso come nel caso della Svezia); ed il Governo dei Paesi Bassi ha comunicato un aumento (dal 4% all’8%) della tassazione per le auto elettriche, a partire dal 1 gennaio 2020. Ragione per cui, laddove si poteva, il mercato ha provveduto ad immatricolare nuove autovetture… prima che per il portafoglio dei contribuenti e per le casse delle aziende fosse troppo tardi. Occorre altresì tenere conto del fatto che nell’ultima parte del 2018 i mercati avevano fatto registrare un calo complessivamente significativo, a causa della definitiva entrata in vigore dei nuovi standard WLTP di determinazione dei consumi e delle emissioni “reali” (1 settembre 2018); “last but not least”, per un motivo simile – nello specifico: il recepimento, avvenuto lo scorso 1 gennaio 2020, dei nuovi limiti UE alle emissioni di CO2 sulla media dei modelli in produzione per ogni Casa costruttrice: 95 g/km -, i Costruttori hanno contribuito a movimentare i mercati con le auto-immatricolazioni necessarie a smaltire gli stock di vetture che, da quest’anno, non rientrerebbero più nei nuovi parametri UE sulle emissioni e, dunque, causerebbero sanzioni alle aziende stesse.

Dicembre 2019 Paese per Paese

Di seguito, ed in ordine alfabetico, l’andamento del mercato auto nei Paesi UE a dicembre 2019.

  • Austria: +18,2%
  • Belgio: +44,3%
  • Bulgaria: +11,8%
  • Croazia: +72,9%
  • Cipro: +24,1%
  • Danimarca: +11,4%
  • Estonia: +69,5%
  • Finlandia: +33,2%
  • Francia: +27,7%
  • Germania: +19,5%
  • Grecia: +23,6%
  • Irlanda: +57,7%
  • Italia: +12,5%
  • Lettonia: +17,6%
  • Lituania: +33,4%
  • Lussemburgo: +19,6%
  • Olanda: +113,9%
  • Polonia: +15,7%
  • Portogallo: +9,5%
  • Regno Unito: +3,4%
  • Repubblica Ceca: +27,6%
  • Romania: +48,3%
  • Slovacchia: +29,3%
  • Slovenia: +22,8%
  • Spagna: +6,6%
  • Svezia: +109,3%
  • Ungheria: +66,6%.

Marchio per marchio, le cifre di dicembre e dell’intero 2019

Per i mercati UE ed EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), tranne PSA Groupe, Jaguar Land Rover e Mitsubishi (che a dicembre hanno fatto segnare un segno negativo: rispettivamente, del -2,7%, -5,1% e -2,6%), tutti i Gruppi costruttori hanno archiviato dicembre 2019 con risultati positivi.

Fca: mese in crescita

La mediocre performance di novembre (-1,6% dallo stesso mese dell’anno precedente) è stata cancellata, da parte di Fiat-Chrysler Automobiles, con un buon +13,8% su base mensile, sebbene il computo dell’intero 2019 sia complessivamente in calo (-7,3%). Fiat è il “brand” che ha messo a segno i risultati migliori (+25,4%), mentre soltanto Alfa Romeo (+1%) è l’altro marchio di Fca ad avere ottenuto un “segno più”. Jeep (-8,0%), Lancia (presente soltanto in Italia) e Chrysler, così come Dodge e Maserati, hanno, a dicembre 2019, fatto registrare trend in negativo nelle nuove immatricolazioni.

Gruppo VAG: resta leader nelle vendite

In termini assoluto, la palma di “big fra i big” va, anche a dicembre 2019, al Gruppo VW: il “colosso di Wolfsburg” ha concluso il mese con 291.748 nuove immatricolazioni (a dicembre 2018 erano state 240.568), corrispondenti ad un +21,3%. Porsche (+62,7%) è il “brand” dalla crescita più significativa, tuttavia è da segnalare (e ciò è ancora più importante trattandosi di un marchio “generalista”) il +35,3% fatto segnare da Seat, che prosegue il proprio trend in continua ascesa; seguono, nell’ordine, Audi (+31,1%), Skoda (+22,6%) e Volkswagen (+12,7%).

PSA Groupe: leggera flessione

Il Gruppo franco-tedesco, “promesso sposo” di Fca, ha conosciuto, a dicembre 2019 ed in rapporto allo stesso mese 2018, una diminuzione del 2,7%. Se DS (+63,5%), Peugeot (+13,1%) e Citroen (+11,8%) sono in crescita, Opel e Vauxhall hanno concluso il mese in calo (-35%).

Gruppo Renault: mese positivo

Sono 146.902 le autovetture immesse in circolazione a dicembre 2019, nei mercati UE ed EFTA, che appartengono ad uno dei marchi dell’orbita Renault: complessivamente, la crescita su base mensile è stata del 22,9%, con una quota di mercato aumentata dall’11,5% all’11,6%. La “Marque à Losanges” capogruppo ha messo a segno un aumento del 22,4%; “segno più” anche per Dacia (+23,3%), Lada (+57,3%) e Alpine (+80,2%).

I “brand” tedeschi crescono

Detto del Gruppo VAG, un mese complessivamente in positivo è stato fatto registrare anche dagli altri due “big player” connazionali: nel dettaglio, Bmw Group ha totalizzato 97.206 nuove immatricolazioni (quantitativo che, confrontato con dicembre 2018, corrisponde ad un +15,9%), con Bmw a +20,5% e Mini in crescita dello 0,7%. Daimler AG (89.842 le nuove immatricolazioni di dicembre e +18,3% complessivo) ha, nell’ordine, fatto segnare un +7,9% per Mercedes (74.512 le autovetture di nuova immatricolazione immesse sul mercato) e +123% per Smart (15.330 nuove unità contro 6.875 di dicembre 2018).

Ford, Volvo, Jaguar Land Rover: performance in chiaroscuro

Se l’”Ovale Blu” e il marchio di Goteborg hanno, a dicembre 2019, fatto registrare risultati positivi (75.891 nuove immatricolazioni “contro” 63.375 ed un +19,7% per Ford; 35.323 nuove unità su 27.761 di dodici mesi prima, corrispondenti ad un +27,2%, per Volvo), il computo dell’anno è differente: Ford, avendo totalizzato 965.070 nuove immatricolazioni nel 2019, è scesa dell’1,5%; al contrario, Volvo (342.579) è cresciuta del 6,9%. Sempre “con segno negativo” Jaguar Land Rover, che a dicembre 2019 perdono il 5,1% seppure Land Rover abbia fatto registrare +6,2%, valore percentuale che tuttavia non riesce ad essere compensata dal -23,1% di Jaguar. Complessivamente, tanto Jaguar che Land Rover hanno, nel 2019, perso il 3,6%.

Giapponesi e coreani: chi sale e chi scende

Fra i grandi Gruppi dell’estremo oriente, il consuntivo mensile “penalizza” soltanto Mitsubishi: il terzo brand della “big Alliance” con Renault e Nissan ha lasciato sul terreno il 2,6%, seppure nell’arco dei dodici mesi il monte-immatricolazioni di nuove unità sia cresciuto del 2,9%; Hyundai Group è, fra i “big” orientali, la holding che ha messo a segno i quantitativi complessivamente più elevati riguardo alle nuove immatricolazioni (44.251 nuove unità per Hyundai, 33.722 per Kia), tanto da concludere il mese con un +17,2% globale ed il 2019 con +2,8%. Soltanto Honda, che a dicembre 2019 ha messo a segno +27,7% di nuove immatricolazioni rispetto a dodici mesi prima, archivia un 2019 “negativo” (-10%) per i mercati UE ed EFTA. Il Gruppo Toyota, con 54.961 nuove immatricolazioni a dicembre, cresce del 21% su base mensile e, a fronte di 797.397 nuove immatricolazioni durante l’anno, del 4,8% nell’intero arco del 2019; Nissan ha archiviato dicembre a +23,4%, aumento mensile che mitiga il calo che ha contrassegnato l’intero 2019 (-20,2%). Molto bene, tanto su base mensile che annua, le performance Mazda: il marchio di Hiroshima, con 27.755 nuove immatricolazioni a dicembre, è cresciuto del 74% rispetto a dicembre 2018; e, con 256.562 nuove autovetture immesse in circolazione contro le 234.510 dell’anno precedente, ha nel 2019 conosciuto un +9,4% complessivo in riferimento ai mercati UE ed EFTA.

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