Auto elettriche piccole: 7 citycar a confronto

Fiat 500e, Mini Cooper SE e la prima supercompact Honda elettrica ampliano la scelta fra lecittadine zero emission. Panoramica fra le principali proposte.

L’asset circolatorio nelle nostre città è destinato a mutare? Da molte parti questo argomento è di stretta attualità. Due episodi-chiave della più recente storia sociopolitica del pianeta potrebbero giocare un ruolo determinante nell’evoluzione del traffico urbano e metropolitano verso l’affermazione della mobilità sostenibile: il “Dieselgate” che ha fatto da vicenda-spartiacque verso un sostanziale “boost” alle strategie evolutive dei big player in chiave “green” (vicenda peraltro contestuale, o quasi, alla determinazione politica di un graduale taglio alle emissioni di CO2 nella media delle vetture di nuova produzione: il riferimento, in questo senso, è rivolto soltanto ai Paesi dell’Unione Europea); e l’emergenza sanitaria da Coronavirus. In Italia, l’avvio della “Fase 2” iniziata lunedì 4 maggio ha visto le amministrazioni locali di alcune delle principali città – segnatamente Roma e Milano – puntare in maniera piuttosto marcata verso un futuro più sostenibile nella circolazione urbana. Un nuovo assetto che, se si verificasse, potrebbe vedere le auto ibride ed elettriche assumere un ruolo di primo piano.

Quota di mercato piccola, ma le auto elettriche crescono

Nel nostro Paese, inoltre, è da considerare la sempre più ampia attenzione istituzionale nei confronti della mobilità a zero emissioni. Dati alla mano, le vendite di auto elettriche in Italia hanno, nel 2019, raggiunto quota 10.566 unità, ed una crescita del 111% in rapporto all’anno precedente. Una notevolissima accelerazione (sebbene l’incidenza delle vetture “zero emission” si sia mantenuta esigua sul totale del venduto: la quota di mercato auto elettriche è passata da un precedente 0,3% allo 0,5%), derivata in larga parte dall’entrata in vigore degli Ecobonus che “premiano” le auto aventi livelli di emissioni di CO2 inferiori a 60 g/km (attualmente: al momento del debutto, tale soglia massima era di 70 g/km) e che “chiavi in mano” non costano più di 60.000 euro, con incentivi da un minimo di 1.500 euro a 6.000 euro.

Fiat, Honda e Mini: le tre “piccole-grandi” novità elettriche

Con l’evoluzione delle tecnologie di engineering, e “giocoforza” per offrire un parco auto via via più ampio, il panorama delle auto elettriche “new gen” si va dunque affinando. In particolare, proprio in riferimento a quanto accennato in merito ad un eventuale cambiamento che potrà verificarsi nella futura circolazione nelle nostre città, sotto la lente d’ingrandimento ci sono le auto elettriche “di segmento inferiore”, ovvero le naturali evoluzioni delle conosciutissime, e vendutissime, supercompatte e citycar. Una fascia di mercato che ha di recente visto l’arrivo (o si prepara a salutarne l’esordio) di alcuni modelli immediatamente assurti all’attenzione da parte del grande pubblico: Fiat Nuova 500 elettrica, Honda e, Mini Cooper SE. Altri modelli hanno raggiunto una ben consolidata lineup (si pensi, ad esempio, a Volkswagen e-Up!, profondamente aggiornata nella tecnologia di alimentazione); altri hanno, a loro volta, determinato una “rivoluzione a trecentosessanta gradi” da parte delle rispettive Case costruttrici, che con il loro arrivo hanno di fatto eliminato precedenti versioni ad alimentazione convenzionale.

Il nostro confronto fra “baby” elettriche prende in considerazione sette di questi modelli-simbolo di una “nuova” filosofia di circolazione urbana:

  • Fiat Nuova 500 elettrica
  • Bmw i3
  • Honda e
  • Mini Cooper SE
  • Seat Mii Electric
  • Smart EQ fortwo
  • Volkswagen e-Up!

Per ciascuna vettura, analizziamo l’impostazione complessiva e la rispettiva configurazione powertrain, ci soffermiamo sui principali valori prestazionali dichiarati (soprattutto in funzione di autonomia e tempi di ricarica) e indichiamo quali elementi giocano a favore della vettura e quali “voci” possono essere annoverate fra i “contro”.

Fiat Nuova 500 elettrica

Com’è

“Ovviamente” fedele a se stessa, e però tutta nuova. Le linee sono quelle, inconfondibili, della “segmento B-trendy” di Fca. L’ossatura, tuttavia, è inedita: una piattaforma ad hoc che amplia le dimensioni (e, dunque, dona a Fiat Nuova 500 elettrica un po’ più di abitabilità rispetto alla serie precedente): 3,63 m in lunghezza e 1,7 m in larghezza, oltre a 20 mm in più di interasse. Prodotta a Mirafiori, integra l’attuale lineup 500 benzina, mild hybrid (di recentissimo esordio sul mercato, avvenuto insieme alla “segmento A”-bestseller Fiat Panda) e Gpl che resta in produzione.

Quanto costa

Al momento dell’esordio sul mercato (le prime consegne sono previste dopo la prossima estate), la prima configurazione elettrica “new gen” di Fiat 500 viene proposta in versione “La Prima”, a partire da 37.900 euro. Più avanti arriveranno ulteriori allestimenti, con prezzi inferiori a completare una lineup a tetto fisso e Cabriolet.

Pregi

In virtù del nuovo pianale, che consente il posizionamento delle batterie al di sotto di esso, la capacità del vano bagagli rimane invariata. Non male i valori di autonomia dichiarati, così come i tempi di ricarica; e questo potrebbe rappresentare un atout per chi ricerchi, nell’impostazione da cittadina-glamour di Fiat 500, quella marcia in più che l’alimentazione “zero emission” è in grado di fornire: in cinque minuti, assicura Fca, si ottiene l’energia sufficiente a garantire una giornata di percorrenza. Proprio la sua impostazione estetica è, inoltre, a tutta prova: c’è da scommettere che sarà un “assegno circolare” (al pari delle “sorelline” precedenti) che non passa mai di moda.

Difetti

Forse, di primo acchito, proprio la capienza utile del vano bagagli potrebbe costituire un relativo limite in senso assoluto, sebbene 185 litri possano apparire sufficienti per le commissioni quotidiane in città ed in ambito metropolitano. Vorremmo poi annoverare il prezzo di vendita fra i “contro”: 37.900 euro per la versione di lancio “La Prima”, in configurazione Cabriolet, non sono pochini, anche se è chiaro che, per dotazioni e novità di progetto (anche dal punto di vista hi-tech: porta al debutto il sistema multimediale Uconnect 5 e sistemi di guida semi-autonoma di Livello 2), sarà un veicolo che “parla da se”. Va comunque considerato che, al netto dell’Ecobonus, l’importo di listino scenderà a 33.900 e 31.900 euro. E più avanti arriveranno versioni più economiche e con carrozzeria “chiusa”. Staremo a vedere.

Scheda tecnica in sintesi

  • Dimensioni esterne: lunghezza 3,61 m; larghezza 1,69 m; passo 2.320 mm
  • Capacità bagagliaio: 185 litri
  • Alimentazione: motore elettrico, batteria agli ioni di litio da 42 kWh
  • Potenza massima: 118 CV
  • Autonomia dichiarata: fino a 320 km (WLTP) a ciclo combinato; fino a 400 km in ambito urbano
  • Prestazioni: velocità massima 150 km/h (autolimitati); accelerazione 0-50 km/h in 3”2; 0-100 km/h in 9”0.

Bmw i3

“Veterana” nel suo genere (è una delle vetture capostipiti, in un passato ancora recente, della “corsa” all’elettrificazione fra i modelli di fascia supercompatta), la “segmento B” elettrica di Monaco di Baviera è in produzione dal 2013. Modello ampiamente collaudato, dunque. La più piccola delle Bmw porta in dote soluzioni tecnologiche di sicuro interesse: telaio in alluminio con cellula abitacolo in fibra di carbonio; pannelli carrozzeria in resine plastiche, peso relativamente contenuto (1.200 kg), buona abitabilità per quattro persone, possibilità di scegliere fra due configurazioni: “normale” ed “S”, che fra loro differiscono per 14 CV, sezione degli pneumatici e, nel caso della “Sport”, una modalità di guida specifica che dona maggiore risposta a sterzo e pedale dell’acceleratore. “Regolare” (cioè in rapporto alla fascia di appartenenza ed in relazione con le vetture concorrenti) la capienza del vano bagagli.

Quanto costa

Le due configurazioni proposte sono in vendita a partire da, rispettivamente, 40.600 euro (125 CV) e 44.400 euro (135 CV). Le rispettive varianti Advantage sono in listino a 43.200 euro e 47.000 euro.

Pregi

Buone l’autonomia di marcia, la maneggevolezza e la capacità di districarsi nel traffico urbano in virtù del diametro di sterzata decisamente contenuto; la potenza è, poi, più che sufficiente per avere a disposizione ottimi tempi di accelerazione e ripresa: ciò vale già per la versione “base” da 170 CV: il modello “S” da 184 CV accentua in maniera ulteriore queste caratteristiche. L’abitabilità è buona per quattro persone.

Difetti

Uno dei “contro” viene rappresentato dagli importi di vendita, non propriamente “popolari” sebbene ciò rappresenti un “difetto” comune ad altre vetture a zero emissioni; con gli Ecobonus, tuttavia, il prezzo si riduce in maniera piuttosto notevole. L’accesso al divanetto posteriore, collocato più indietro rispetto alle battute delle porte (dal canto loro, parliamo sempre di quelle posteriori, equipaggiate di cristalli fissi), richiede un minimo di attenzione per chi debba accomodarsi dietro. Considerata la formula da piccola monovolume, il bagagliaio potrebbe forse essere un po’ più ampio.

Scheda tecnica in sintesi

  • Dimensioni esterne: lunghezza 4,01 m; larghezza 1,78 m; altezza 1,6 m; passo 2.570 mm
  • Capacità bagagliaio: 260-1.110 litri
  • Alimentazione: motore elettrico, batteria da 42,2 kWh di capacità
  • Potenza: 170 CV-245 Nm, 184 CV-275 Nm
  • Autonomia dichiarata: 310 km (Bmw i3 170 CV); 285 km (Bmw i3 184 CV), sistema di recupero dell’energia nelle fasi di decelerazione
  • Prestazioni: velocità massima 150 km/h (i3 170 CV) e 160 km/h (i3 184 CV); accelerazione 0-100 km/h in 7”3

Honda e

Com’è

Se Nuova Fiat 500 elettrica spicca per “glamour”, l’altrettanto interessante prima citycar interamente “zero emission” del colosso giapponese si fa notare per simpatia. Un’immagine sbarazzina contraddistingue la “Hondina” 100% elettrica, le cui origini estetiche raccontano in maniera piuttosto evidente una (piacevole) discendenza dalla prima Civic (1972) e dalla storica N360 di fine anni 60. Le dimensioni esterne sono, dunque, manifestamente “urbane”, seppure non “minime” in senso assoluto: 3,9 m di lunghezza ed 1,75 m di larghezza. Da segnalare gli sbalzi ridottissimi ed un concentrato di soluzioni hi-tech decisamente avanzate: due display da 12.3” per le funzioni infotainment, lo schermo per la strumentazione digitale, i due piccoli schermi per la visuale laterale in sostituzione degli specchi retrovisori (ci sono due telecamerine in corrispondenza di ciascuna porta) e, dal punto di vista della dinamica, un attento studio sull’assetto. Due le versioni: “base” (136 CV) e “Advance” (154 CV).

Quanto costa

Al momento dell’annuncio, la “baby” giapponese a zero emissioni è stata comunicata con prezzi che partono da 35.500 euro per la versione 136 CV, e da 38.500 euro per la variante Advance da 154 CV.

Pregi

Oltre allo stile, Honda e porta in dote diversi “pro”: varie modalità di guida modulabili all’interno dei programmi “Normal” e “Sport” cui agisce anche il sistema di recupero dell’energia, un modulo multimediale ben fornito, l’ampio ricorso ai sistemi di ausilio attivo alla guida; la maneggevolezza.

Difetti

Il prezzo, il prezzo… Le tecnologie si fanno un po’ pagare: l’importo di vendita annunciato, che parte da 35.500 euro, non è certo da “utilitaria”, seppure allineato a quello di altre concorrenti. E con l’Ecobonus si possono “tagliare” da 4.000 a 6.000 euro. Non eccezionale l’autonomia dichiarata: Honda e può percorrere fino a 220 km nella versione 136 CV e 210 km nella configurazione più potente (la differenza la fanno i cerchi: da 16” nel modello “base”, da 17” a bordo di Advance). Non particolarmente “ampia” la capacità utile del vano bagagli (è anzi il più “piccolo” del lotto di modelli qui illustrati).

Scheda tecnica in sintesi

  • Dimensioni esterne: lunghezza 3,89 m; larghezza 1,75 m; altezza 1,51 m; passo 2.530 mm
  • Capacità bagagliaio: 171-861 litri
  • Alimentazione: motore elettrico, batterie da 35,5 kWh; sistema di frenata rigenerativa con levette al volante e dispositivo di mantenimento del veicolo fermo nelle brevi soste
  • Potenza massima: 136 CV e 154 CV (Honda e Advance); 350 Nm di coppia massima
  • Autonomia dichiarata: 222 km (versione 136 CV); 210 km (Advance 154 CV)
  • Prestazioni: velocità massima 145 km/h (autolimitati); accelerazione 0-100 km/h: 9”0 (136 CV), 8”3 (Advance 154 CV)

Mini Cooper SE

Com’è

Dal punto di vista filologico, vale il discorso fatto per Fiat 500: proseguire, in chiave “zero emission”, una lunghissima carriera di produzione e un’immagine-icona sulle strade di molti Paesi. Anche per questo, l’impostazione estetica non cambia: e ciò è, secondo noi, positivo. La ricarica richiede, a seconda della fonte di energia alla quale avviene il collegamento, da un massimo di 14 ore per il 100% di energia (rete domestica da 2,3 kW) a due ore e mezza (100% di carica) ad una colonnina pubblica da 11 kW; a poco più di mezz’ora per l’80% di carica attraverso un “hub” di ricarica rapida da 50 kW. Una Wallbox da 7,4 kW – che sarà disponibile con un sovrapprezzo di 899 euro – consentirà di avere a disposizione, in quattro ore, una ricarica completa, oppure l’80% di energia in mezz’ora.

Quanto costa

Non ancora ufficialmente in commercio, gli importi di vendita della nuova Mini Cooper a zero emissioni sono già presenti sul sito Web del configuratore online.

  • Mini Cooper SE “S”: 33.900 euro
  • Mini Cooper SE “M”: 36.900 euro
  • Mini Cooper SE “L”: 39.500 euro
  • Mini Cooper SE “XL”: 41.500 euro.

Pregi

Agilità, maneggevolezza, tenuta di strada (il celebre “Go-kart feeling”), personalità: le quattro “voci” imprescindibili per l’”universo Mini” sono state volutamente mantenute ai primi posti dai tecnici di Oxford nel progetto della prima elettrica di nuova generazione. Apprezzabile il sistema di guida con un solo pedale – “ereditato” da Bmw i3 – che qui, ribattezzato “One pedal feeling”, consente di sfruttare la più elevata intensità del sistema di recupero di energia nelle fasi di decelerazione, attraverso un pulsante dedicato. I 235 km di autonomia annunciata, tuttavia, possono essere raggiunti in modalità “Green”, il che porta a rinunciare ad un po’ di prontezza del powertrain.

Difetti

Non “bassissima”, tuttavia neppure fra le più elevate: l’autonomia dichiarata per Mini Cooper SE è, si può dire, nella media; da una vettura che in listino parte da quasi 34.000 euro, molti potenziali clienti potrebbero attendersi qualcosa in più. D’accordo: con l’Ecobonus l’importo scende di 4.000 o 6.000 euro: ciò in parte compensa l’autonomia non eccezionale; e, allacciando la vettura ad una colonnina di ricarica rapida da 50 kW, si ottiene l’80% di energia in poco più di mezz’ora.

Scheda tecnica in sintesi

  • Dimensioni esterne: lunghezza 3,84 m; larghezza 1,73 m; altezza 1,43 m; passo 2.495 mm
  • Capacità bagagliaio: 211-731 litri
  • Alimentazione: motore elettrico, batterie agli ioni di litio da 32,6 kWh; quattro modalità di guida: Mid, Sport, Green e Green+; tecnologia “One Pedal Feeling” per l’accumulo dinamico delle batterie
  • Potenza e coppia massima: 184 CV, 270 Nm
  • Autonomia dichiarata: fra 235 e 270 km con un ciclo di carica
  • Prestazioni: velocità massima 150 km/h; tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h: 7”3.

Seat Mii Electric

Com’è

Recentemente “snellita” nelle proposte di gamma, la “segmento A” di Martorell che condivide la piattaforma con le “baby” del Gruppo Vag – ovvero Skoda Citigo e Volkswagen Up! – viene ora declinata unicamente in elettrico. Le varianti 1.0 benzina e metano vengono, dunque, eliminate in favore di un unico modello che, per dimensioni, dotazioni e obiettivi di utilizzo (per lo più in ambito urbano e metropolitano), giustifica ulteriormente questa epocale evoluzione. La capienza del vano bagagli è discreta in rapporto alle relazioni esterne ed in linea con i modelli “di concorrenza”: da 251 a 923 litri. Ben equipaggiata (tanto dal punto di vista dell’infotainment quanto relativamente alle dotazioni), Seat Mii Electric viene proposta, in Italia, in una interessante formula “full optional”. La ricarica richiede, a seconda della “fonte” alla quale ci si allaccia, da 12 ore e mezza e 16 ore per un ciclo completo attraverso una “presa” domestica da 230V-2,3 kW o una Wallbox da 230V-3,6 kW e mediante i due cavi Mode2 e Mode3 presenti nella dotazione di serie; e poco più di 8 ore oppure 10 ore e mezza (sempre si si decide di “limitarsi” all’80% di carica oppure si sceglie la ricarica completa delle batterie) dalla Wallbox domestica e dalle stazioni presenti negli esercizi pubblici. Nel caso di collegamento delle batterie agli “hub” pubblici rapidi da 230V di tensione e 40 kW di potenza, l’80% di energia il tempo occorrente è di un’ora; e un’ora e 45 minuti per il 100% di carica.

Quanto costa

In listino, Seat Mii Electric è in vendita a 23.250 euro. Cifra che può ulteriormente scendere di 4.000 e 6.000 euro in ragione dell’Ecobonus.

Pregi

Una “voce” decisamente “pro” deriva dalla proposta di vendita: nel prezzo di listino fa parte un buon assortimento di accessori. In rapporto agli ingombri esterni, poi, l’interasse relativamente lungo consente una buona abitabilità a bordo.

Difetti

Fra i “nei” che potrebbero incidere sull’immagine complessiva della “baby elettrica” catalana, segnaliamo l’abitacolo, formulato per accogliere quattro persone (tecnicamente, il volume interno potrebbe ospitare un quinto occupante) e la scelta di mantenere i vetri posteriori apribili “a compasso” e non discendenti: c’è meno peso, e sono più semplici; tuttavia non è una soluzione che brilla per comodità.

Scheda tecnica in sintesi

  • Dimensioni esterne: lunghezza 3,56 m; larghezza 1,65 m; altezza 1,48 m; passo 2.421 mm
  • Capacità bagagliaio: 251-923 litri
  • Alimentazione: motore elettrico, batterie agli ioni di litio da 32,3 kWh, trasmissione a variazione continua, trazione anteriore
  • Potenza e coppia massima: 83 CV, 212 Nm
  • Autonomia dichiarata: fino a 260 km (Wltp) nel ciclo combinato; da 349 a 358 km (Wltp) nel ciclo urbano
  • Prestazioni: velocità massima 130 km/h; tempi di accelerazione: da 0 a 50 km/h in 3”9; da 0 a 100 km/h in 12”3

Smart EQ fortwo

Com’è

Chi abbia presente l’immagine di Smart, non avrà alcun problema ad “abituarsi” alla nuova evoluzione zero emission. L’impostazione estetica è in effetti pressoché identica. Smart EQ fortwo viene proposta (i prezzi partono da poco più di 25.000 euro: non propriamente pochini, come vedremo) in sei differenti tipologie di allestimento. La “cittadina per eccellenza” di Stoccarda porta in dote, fra le novità 2020, un’evoluzione del modulo infotainment già presente a bordo: display da 8”, connettività Internet e compatibilità con lo standard Apple CarPlay in aggiunta all’”interfaccia” Android Auto.

Quanto costa

In listino, Smart EQ fortwo viene proposta a prezzi che partono da 25.026 euro (versione EQ pure), 27.418 euro (passion), 28.567 euro (pulse), 29.949 (prime), 30.695 euro (Parisblue) e 33.195 euro (edition one)

Pregi

È una Smart, dunque al primo posto fra i suoi argomenti a favore c’è la proverbiale agilità del veicolo nell’impiego urbano (il principale atout delle citycar di Stoccarda, progettate negli anni 90 essenzialmente per gli spostamenti in città rapidi, agili e con un “tocco” di personalità). Analogo discorso per i parcheggi: il concetto di “scooter con il tetto, le porte e due ruote in più” viene mantenuto. Lo spazio per i bagagli e per due persone, a dispetto degli ingombri esterni, è piuttosto ampio; il peso, unito alle peculiarità offerte dalla propulsione elettrica, dona a Smart EQ fortwo doti di “scattista” nelle prime fasi di accelerazione. Di serie è inoltre presente il dispositivo che determina in autonomia la quantità di energia cinetica sia necessario accumulare nelle fasi di decelerazione.

Difetti

Costa cara, in relazione alle sue caratteristiche progettuali: i prezzi di listino, che partono da 25.000 euro, sono un po’ elevati per una citycar a due posti che percorre 160 km: alcune delle sue competitor, per lo stesso importo, offrono almeno 100 km in più. Va detto che nel 2019, sulle quasi 10.600 auto elettriche vendute in Italia, quasi il 25% erano Smart EQ: il pubblico ha dunque dimostrato di apprezzare il definitivo passaggio di Smart all’elettrico. C’è tuttavia da considerare una capacità di ricarica piuttosto limitata: per il “pieno” di energia occorre allacciarsi ad un caricabatterie a corrente alternata, e fino a 4,6 kW; altrimenti, c’è il caricatore da 22 kW proposto in dotazione, ma richiede un sovrapprezzo di 1.000 euro.

Scheda tecnica in sintesi

  • Dimensioni esterne: lunghezza 2,7 m; larghezza 1,66 m; altezza 1,56 m; passo 1.870 mm
  • Capacità bagagliaio: 260-350 litri
  • Alimentazione: motore elettrico, batterie agli ioni di litio da 17,6 kWh
  • Potenza e coppia massima: 82 CV, 157 Nm
  • Autonomia dichiarata: 160 km
  • Prestazioni: velocità massima 130 km/h; tempo di accelerazione 0-100 km/h: 11”6

Volkswagen e-Up!

Com’è

Vale, a grandi linee, quanto detto per Seat Mii con cui la piccola di Wolfsburg condivide il pianale: una valida soluzione di mobilità urbana e metropolitana ad un prezzo complessivamente “appetibile” ed un’impostazione esteriore ben conosciuta, derivando in linea retta dalle versioni ad alimentazione convenzionale rispetto alle quali non presenta che pochi elementi di differenza (seppure altre concorrenti, su tutte Fiat Nuova 500, Honda e e Mini Cooper SE, facciano maggiore leva sull’appeal personale). Interessanti le novità di dotazione, rivolte ad un’ampia connettività (dalla “postazione” per i device portatili collocata al centro della plancia che permette la visualizzazione delle principali informazioni di guida attraverso una App specifica comprendente fra l’altro il navigatore con mappe offline) ai sistemi di ausilio attivo alla guida (sono presenti Cruise control, mantenimento di corsia, telecamera posteriore e climatizzatore automatico). L’abitacolo ospita quattro persone, la capacità del vano bagagli è rimasta immutata rispetto alle varianti a propulsione convenzionale (da 251 a 959 olitri). La ricarica richiede da un massimo di 16 ore per un ciclo completo attraverso una comune “presa” domestica da 2,3 kW, a quattro ore (nuove Wallbox da 7,2 kW) e un’ora attraverso un “hub” di ricarica rapida a corrente continua (fino a 40 kW) per avere l’80% di energia.

Quanto costa

In listino, il prezzo di vendita di Volkswagen e-Up! è di 23.250 euro, cifra che può ovviamente scendere di 4.000 e 6.000 euro con l’Ecobonus.

Pregi

In vendita ad un prezzo fra i più interessanti, Volkswagen e-Up! 2020 mantiene la buona abitabilità per quattro persone che già caratterizzava la versione precedente. Apprezzabile la “risposta” briosa dell’unità di propulsione.

Difetti

I finestrini posteriori possono essere aperti (poco) soltanto “a compasso”. Potrebbe poi essere “accordata” un’abitabilità per cinque persone.

Scheda tecnica in sintesi

  • Dimensioni esterne: lunghezza 3,6 m; larghezza 1,65 m; altezza 1,51 m; passo 2.417 mm
  • Capacità bagagliaio: 251-959 litri
  • Alimentazione: motore elettrico, batterie da 36,8 kWh
  • Potenza e coppia massima: 83 CV, 216 Nm
  • Autonomia dichiarata: da 180 a 260 km nel ciclo combinato
  • Prestazioni dichiarate: velocità massima 130 km/h; tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h: 12”2.
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