Aston Martin DB9: ibrida plug-in grazie a Bosch

Il prototipo eroga 740 CV e percorre fino a 25 km ad impatto zero.

Aston Martin DB9: ibrida plug-in grazie a Bosch

Tutto su: Aston Martin DB9

di Valerio Verdone

18 giugno 2013

Il prototipo eroga 740 CV e percorre fino a 25 km ad impatto zero.

L’ibrido va di moda e inizia a trovare spazio anche in segmenti di mercato nei quali non si pensava potesse attecchire così facilmente, come l’elitaria nicchia delle supercar. Di conseguenza, oggi non ci sorprende più di tanto la notizia di un’Aston Martin ibrida plug-in, anche se si tratta solamente di un prototipo realizzato insieme alla Bosch.

>> Guarda le immagini della Aston Martin DB9 ibrida plug-in

Dopo un anno di messa a punto, questa DB9 ecologica è finalmente marciante e nel pieno della sua efficienza. Analizzandola nel dettaglio possiamo dire che oltre al poderoso V12 della precedente versione da 510 CV, troviamo due motori elettrici da180 kW che trasmettono la potenza all’asse anteriore. Di conseguenza, la trazione diventa integrale e la potenza complessiva equivale a quella di una F12, ovvero 740 CV.

Ovviamente, il peso è aumentato e di ben 300 kg, per un totale di 2.100 kg, ma si stima che le prestazioni siano aumentate del 20 %; inoltre, per il centro storico si può viaggiare per 25 km ad impatto zero, utilizzando esclusivamente i propulsori elettrici. Una bella notizia per chi usa l’auto anche in città!

Per il momento l’Aston Martin DB9 ibrida [glossario:plug-in] rimarrà allo stadio di prototipo, ma non sarà un esercizio tecnico fine a se stesso, fungerà da base per la costruzione dei futuri modelli della Casa di Gaydon. Di conseguenza, tra qualche anno 007 potrà viaggiare anche con una ibrida, ma pur sempre Aston!