Il mercato auto in Italia torna positivo: +9,5% a settembre

I drammatici effetti industriali e commerciali della pandemia da Covid-19 non sono da considerare archiviati: il momento è delicato, occorre mantenere alta la guardia e pensare agli incentivi.

Mercato auto nuovamente in positivo a settembre 2020: un  concreto segnale di ripresa che la filiera automotive giudica incoraggiante, e indicativa della salutare “iniezione” giunta con gli Ecobonus e gli incentivi all’acquisto messi in atto nei mesi scorsi in ordine alla ripartenza del comparto dopo le drammatiche settimane di lockdown ed il “trimestre orribile” marzo-aprile-maggio 2020 che, c’è da giurarci, resterà negli annali dei peggiori momenti vissuti dalla storia industriale non soltanto italiana ma anche globale dal dopoguerra.

Nel dettaglio, i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indicano, nel mese di settembre appena andato in archivio, un aumento del 9,5% delle nuove immatricolazioni in rapporto allo stesso mese del 2019.

In termini assoluti, il volume di autovetture consegnate ed immesse in circolazione in Italia a settembre è stato di 156.132 unità. Meno bene – e c’era da aspettarselo, dopo sette mesi consecutivi in flessione, ed un primo timido sintomo di “rinascita” raggiunto solamente ad agosto – il consuntivo dei primi nove mesi 2020, che ha messo a segno un totale di 966.017 immatricolazioni, corrispondenti ad un -34,2% rispetto al periodo 1 gennaio-30 settembre 2019.

Benzina e diesel in calo

L’analisi delle nuove immatricolazioni nazionali di settembre 2020 stima un trend in diminuzione per le autovetture ad alimentazione “convenzionale”, e di converso la conferma di una tendenza in crescita per le vetture a propulsione elettrificata.

Le vetture a gasolio hanno a settembre fatto registrare -3% e si assestano al 32% del mercato; nei primi nove mesi dell’anno, le immatricolazioni diesel sono diminuite del 45% rispetto allo stesso periodo del 2019 (quota di mercato corrispondente: 35%, ovvero 6 punti percentuali in meno).

Le auto a benzina hanno subito la diminuzione più rilevante a settembre (-19%), e altrettanto consistente nei primi nove mesi del 2020 (-39%): la quota di mercato va, rispettivamente, al 33% (settembre) ed al 40% (1 gennaio-30 settembre).

Alimentazioni alternative: aumentano le GPL, metano diminuisce di poco

“Segno più”, nel consuntivo mensile, per le autovetture a GPL, che hanno messo a segno un buon +8%, sebbene il complessivo dei primi nove mesi dell’anno le veda in calo del 40%. In diminuzione anche le nuove immatricolazioni delle auto a metano, tanto a settembre, sebbene di poco (-0,3%, con una quota di mercato del 2,2%) quanto nei primi nove mesi 2020 (-12%, con una quota del 2,4%).

Crescita a tre cifre per ibride ed elettriche

Il settore delle auto ibride ed auto elettriche è, invece, in costante aumento: una escalation che mese dopo mese assiste ad una “offensiva” dell’elettrificazione (anche grazie agli ecoincentivi). Nello specifico, auto ibride ed elettriche hanno concluso settembre 2020 con +215% di nuove immatricolazioni; i primi nove mesi dell’anno vedono le vetture a zero (o del tutto assenti) emissioni allo scarico in aumento del 72%. Da segnalare il +210% delle mild-hybrid e full-hybrid, cresciute del 210% a settembre (20,5% la quota di mercato relativa) e del 60% nei primi nove mesi dell’anno (con una quota del 13%: ben otto punti percentuali in più rispetto al 5% di gennaio-settembre 2019). Relativamente alle auto ad alimentazione ibrida plug-in, la musica non cambia; anzi, è sensibilmente maggiore in termini di nuove immatricolazioni: +241% a settembre 2020 rispetto a dodici mesi prima, anche in virtù delle notevoli variazioni in positivo sia delle auto elettriche (+224% e 2,6% di quota) che, soprattutto, delle ibride plug-in (+268% e 1,9% di quota), le quali, insieme, rappresentano il 4,5% del mercato nell’ultimo mese e il 3% da inizio anno. Il consuntivo dei primi nove mesi del 2020 assegna alle auto elettriche ed ibride plug-in un aumento complessivo del 154% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Auto ibride: Fiat Panda comanda il gruppo

“Reginetta” di settembre fra le auto ibride è Fiat Panda, che conferma anche fra i modelli “eco friendly” la consolidatissima leadership della “segmento A” di Fca in Italia; performance positive anche da parte di Lancia Ypsilon Hybrid (rimasta unico baluardo a difendere il vessillo del nobile marchio torinese: vedremo un domani nuove proposte Lancia? In molti si attendono sorprese positive in tal senso) e Fiat 500 Hybrid, che a settembre si sono attestate in rispettivamente quarta e sesta posizione. All’insegna di Fca anche la fascia ibrida plug-in, dove Jeep Compass e Jeep Renegade sono risultati i due modelli più venduti in Italia.

La situazione segmento per segmento

Sebbene nei primi nove mesi del 2020 le immatricolazioni, per singola fascia di mercato, siano in calo, a settembre sono cresciute (+11,4%) le nuove immatricolazioni delle vetture “super-utilitaria” (segmento A), guidate da Fiat Panda e Fiat 500 con ampio margine sulla concorrenza (insieme esse rappresentano il 59% del segmento). In crescita anche il segmento B (+28,2%), con Lancia Ypsilon sempre al vertice. I segmenti di fascia più elevata sono anch’essi “a segno più”: +6,2% le vetture “medium”, +2,7% le “medio-inferiori”, +15% le “medio-superiori”. In crescita anche il “cruciale” (per strategie delle Case costruttrici e tendenze di mercato a livello europeo) segmento SUV, dove l’aumento tendenziale è stato del 6,6% (con il 17% appannaggio dei veicoli “a ruote alte” prodotti da Fca) e rappresenta il 41% del mercato del mese. Ancor più nel dettaglio, a settembre sono risultate in crescita le immatricolazioni di SUV “small” (+10,7%: Jeep Renegade al primo posto, e Fiat 500X in quarta posizione), dei compact-SUV (+8,2%) e dei SUV “full-size” (+8,2%); in calo, invece, le nuove immatricolazioni dei medium-SUV (-11,6%), dove Alfa Romeo Stelvio si conferma al primo posto.

Variazioni in negativo per le monovolume (-25,5%), sempre più soppiantate da Sport Utility e Crossover; per le autovetture di fascia elevata (-5%) e per le vetture sportive (-52%). Sono peraltro aumentate (+12%) le vetture “luxury”.

Bene Fca e i marchi nazionali

Nel complesso, a settembre le marche nazionali hanno totalizzato 37.564 nuove immatricolazioni (cifra che corrisponde ad un +18,2%), con una quota di mercato per 24,1% (in crescita rispetto al 22,35% di settembre 2020); nel complessivo dei primi nove mesi 2020, le relative immatricolazioni ammontano a 230.769 unità (in calo del 35,7%), con una quota di mercato del 23,9%.

Nel Gruppo Fiat-Chrysler Automobiles, le immatricolazioni di settembre 2020 sono state 37.146 (+18,2% su settembre 2019), con una quota di mercato relativa del 23,8% (era del 22,2% dodici mesi prima). Andamento positivo per Fiat (+19,1%), Lancia (+12,8%), Jeep (+24,3%) e Maserati (+7,1%); leggermente in negativo per Alfa Romeo, che “perde” 4,82% (2.073 nuove unità immatricolate a settembre, contro 2.178 dello stesso mese 2019). In netta crescita DR, che con 479 nuovi esemplari immessi in circolazione a settembre ha, in confronto ai 164 di settembre 2019, è in crescita del 192% nel cumulato.

Settembre 2019: la top ten delle auto più vendute

  1. Fiat Panda (13.793 unità)
  2. Lancia Ypsilon (4.686)
  3. Renault Clio (4.105)
  4. Jeep Renegade (4.061)
  5. Dacia Sandero (3.712)
  6. Ford Puma (3.645)
  7. Toyota Yaris (3.639)
  8. Dacia Duster (3.052)
  9. Renault Captur (3.042)
  10. Fiat 500X (2.981).

Primi 9 mesi 2020: i dieci modelli più venduti

  1. Fiat Panda (75.059 unità)
  2. Lancia Ypsilon (29.361)
  3. Renault Clio (23.004)
  4. Fiat 500X (22.177)
  5. Jeep Renegade (21.296)
  6. Fiat 500 (20.977, versioni Abarth comprese)
  7. Dacia Sandero (18.540)
  8. Citroen C3 (17.949)
  9. Dacia Duster (17.780)
  10. Volkswagen Polo (17.732).

Le Associazioni chiedono attenzione sugli Ecobonus

Anfia: nuove misure anche per i veicoli commerciali leggeri

“Gli incentivi introdotti con il Decreto Rilancio e con il Decreto Agosto hanno contribuito in maniera determinante al risultato positivo di settembre, arrivato dopo un agosto stabile e che seguiva sette mesi consecutivi in flessione” –  commenta Paolo Scuderi, presidente Anfia (l’Associazione nazionale della Filiera dell’industria automobilistica) – a dimostrazione del fatto che le misure di aiuto “materiale” al settore fanno del gran bene alla filiera e vengono recepite positivamente dai consumatori. Lo evidenzia il fatto che i fondi (100 milioni di euro) messi a disposizione per la “nuova terza fascia”, cioè quella delle autovetture ad alimentazione benzina e diesel Euro 6 aventi livelli di emissioni di CO2 compresi fra 91 e 110 g/km, introdotti il 1 settembre sono andati esauriti in una manciata di giorni; e “A breve termineranno anche quelli disponibili per la fascia 61-90 g/km, ovvero 150 milioni di euro dei quali ne restano meno di 70”, prosegue Scuderi. “Speriamo che nell’iter di conversione in legge del Decreto Agosto apporti misure di sostegno anche per il comparto dei veicoli commerciali leggeri, in modo da incoraggiare gli investimenti delle imprese che si occupano di logistica urbana delle merci e rinnovare così il parco circolante in ordine alla riduzione dell’impatto ambientale. Riguardo alle misure relative alle autovetture, ci auguriamo che i tempi di rottamazione vengano ampliati da 15 a 45 giorni, per risolvere i problemi di congestionamento delle pratiche che si stanno già verificando”, auspica il presidente di Anfia.

Unrae: non togliamo l’ossigeno al mercato, occorre rifinanziare gli incentivi

Dal canto suo, Unrae (Unione nazionale Rappresentanti autoveicoli esteri) punta sul fatto che il +9,5% fatto registrare dalle nuove immatricolazioni di autovetture in Italia a settembre sia determinante per le politiche da intraprendere nei mesi a venire. Indicativo, cioè, di quello che potrebbe nell’immediato accadere qualora il Governo non scelga di mantenere attivo il volano degli incentivi. Se così dovesse avvenire, lo spettro di una nuova crisi, e non soltanto relativa alla filiera automotive, potrebbe diffondersi in buona parte dell’economia mondiale: “I dati sulle immatricolazioni del mese di settembre, finalmente positivi, equivalgono a una cartina di tornasole che conferma l’efficacia della politica degli incentivi come strumento necessario per superare una crisi di mercato straordinaria – osserva il presidente Michele Crisci -Gli incentivi al mercato dell’auto varati dal Governo stanno fornendo quella necessaria boccata di ossigeno per superare una fase estremamente negativa, che purtroppo non è e non sarà di breve durata. Togliere l’ossigeno quando la fase acuta non è terminata, equivale a riaccendere la crisi e così rendere vani gli sforzi economici che lo Stato e le stesse Case automobilistiche hanno fatto per sostenere il mercato, finora con risultati confortanti”. Sarà da seguire con attenzione l’evolversi delle entità degli Ecobonus statali: “ Demandare il problema della prosecuzione degli incentivi alla prossima Legge di Bilancio, le cui norme entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2021 – sottolinea Crisci – significa creare un pericoloso buco di alcuni mesi, che porterebbe il mercato a una depressione certa, per superare la quale potrebbero non essere più sufficienti le risorse assegnate dal bilancio dello Stato del 2021”. “Un mancato rifinanziamento agli incentivi danneggerebbe il mercato e sarebbe un clamoroso errore strategico da parte del nostro Paese – conclude il presidente di Unrae – Per comprenderlo basta evidenziare come, confrontando i dati di oggi con quelli del settembre 2019, la crescita dell’immatricolato dei veicoli rientranti nelle diverse fasce incentivate, inclusa la 91-110 g/Km, abbia comportato una diminuzione consistente pari all’11% delle emissioni complessive di CO”.

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