Mercato auto aprile: con il Coronavirus immatricolazioni a -97%

Appena 4.279 nuove vetture messe in circolazione in Italia: -97,55% rispetto ad aprile 2019. Le Associazioni: “Settore in ginocchio, lo Stato intervenga”.

Il crollo del mercato auto registrato a marzo trova una conferma da parte dei dati mensili resi noti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: ad aprile 2020, e proprio (4 maggio) nel giorno in cui il via alla “Fase 2” di emergenza da Coronavirus permette la riapertura delle concessionarie dopo quasi due mesi di chiusura, il monte-immatricolazioni di nuovi autoveicoli ha messo a segno un -97,55% (ed una perdita secca di 170.000 unità in rapporto ad aprile 2019) che la dice fin troppo lunga sugli effetti causati dalla pandemia da Coronavirus sulla filiera automotive e sui consumi.

Mai così in basso

Diminuzione, o meglio dire: precipitazione percentuale che, di fatto, ha quasi annullato il numero di nuove autovetture immesse in circolazione. C’era da aspettarselo, a voler essere “realisti”: i provvedimenti di isolamento (giustamente) decisi ad inizio marzo dal Governo per contrastare l’espandersi dei contagi, la chiusura delle reti commerciali (che soltanto con l’avvio della “Fase 2” iniziata lunedì 4 maggio hanno iniziato ad aprire nuovamente) ed il blocco degli stabilimenti (il riavvio della produzione ha avuto inizio dopo il 20 aprile) hanno, in pratica, azzerato le possibilità di acquisto. Proprio negli ultimi giorni di aprile, pronostici peggio che negativi avevano iniziato a serpeggiare da più parti. Si tratta, quindi, di una constatazione che costituisce una sorpresa fino a un certo punto, anche perché il-85% registrato nel mese precedente non faceva pensare a nulla di buono.

La ripresa tornerà, difficile prevedere quando

Come andranno le settimane a venire, è un discorso ben difficilmente stimabile: molto ruoterà intorno alla capacità di reazione dei mercati, dalle offerte che le Case costruttrici continueranno a proporre e dalle “nuove” modalità di vendita (anche affidate al Web); ed alle scelte che potranno essere effettuate a livello politico (leggi: gli aiuti alla filiera da tempo chiesti al Governo dalle Associazioni che rappresentano i Gruppi automotive e le aziende dell’indotto), nonché – occorre aggiungerlo – ai tempi di estinzione del Covid-19, che – anche per effetto delle manovre di autoprotezione adottate dalle persone – ci si augura avvengano il prima possibile.

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Primi due mesi 2020 già con “segno meno”

Ciò che, in questa prima fase di un 2020 falcidiato da un’emergenza da Covid-19 (che, oltre ad avere portato con se decine di migliaia di vittime, centinaia di migliaia di contagiati, ha causato due mesi di chiusura pressoché totale di gran parte delle attività industriali, commerciali e dei servizi) è sotto gli occhi di tutti, sono i dati di mercato di un settore che accusa un crollo difficilmente paragonabile a crisi precedenti. Se ci si limita al contesto nazionale, in Italia i primi mesi di quest’anno sono stati contrassegnati da un andamento negativo:

  • gennaio 2020: -5,9%
  • febbraio 2020: -8,8%.

Un primo bimestre in diminuzione che aveva in parte intaccato il positivo +12,5% fatto segnare in Italia a dicembre 2019 che, sostanzialmente, compensava un precedente “segno meno” relativo ai primi tre trimestri dello scorso anno. È poi arrivata la pandemia da Covid-19, che ha dato una inaudita mazzata sulle nuove immatricolazioni: il -85,42% con cui il mese di marzo 2020 del comparto automotive è andato in archivio resterà sicuramente nella storia dell’automobile. Altrettanto farà aprile 2020, con il -97,55% in Italia (a metà maggio arriveranno le rilevazioni UE ed EFTA). E si spera che, al più presto, questa variazione percentuale che più negativa non si potrebbe rimanga soltanto un brutto ricordo.

Le cifre delle immatricolazioni vendita ad aprile 2020 in Italia

  • Totale nuove autovetture immatricolate: 4.279
  • Totale aprile 2019: 174.924
  • Andamento del primo quadrimestre 2020 in Italia: 351.611 nuove unità immatricolate
  • Precedente rilevazione (primo trimestre): -35,47%
  • Totale nuove autovetture immatricolate nel periodo gennaio-aprile 2019: 712.991
  • Variazione percentuale dal primo quadrimestre 2020 al primo quadrimestre 2019: -50,69%
  • Diminuzione percentuale delle nuove immatricolazioni per canali: privati -97,8%; noleggio -97,3%; società -96,9%.

Il mercato auto in Italia a marzo per Gruppi

Fca: -96,35%

Il totale delle immatricolazioni per Fiat-Chrysler Automobiles è stato, ad aprile 2020, di 1.620 vetture: il 96,35% in meno rispetto alle 44.395 di aprile 2019. Nel primo quadrimestre di quest’anno, il totale dell’immatricolato ammonta a 87.960 unità, cifra che corrisponde al 50,39% in meno rispetti alle177.291 totalizzate nei primi quattro mesi dello scorso anno.

  • Fiat: -96,73% (969 nuove immatricolazioni)
  • Jeep/Dodge: -93,98% (395)
  • Lancia/Chrysler: -98,10% (109)
  • Alfa Romeo: -93,98% (147)
  • Maserati: -100% (nessuna nuova unità immatricolata)
  • Ferrari: -100% (nessuna nuova unità immatricolata)

Psa Groupe: -96,34%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 1.059 unità (28.904 ad aprile 2019)

  • Peugeot: -95,33% (477 nuove immatricolazioni)
  • Citroen: -96,74% (272)
  • Opel: -97,42% (259)
  • DS Automobiles: -83,50% (51)

Gruppo Volkswagen: -98,85%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 298 unità (25.863 ad aprile 2019)

  • Volkswagen: -99,10% (138 nuove immatricolazioni)
  • Audi: -98,70% (73)
  • Skoda: -98,10% (45)
  • Seat: -98,59% (36)
  • Lamborghini -73,91% (6)

Renault Groupe: -97,10%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 521 unità (17.938 ad aprile 2019)

  • Renault: -95,21% (521 nuove immatricolazioni)
  • Dacia: -99,19% (69)

Ford: -97,97%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 222 unità (10.956 ad aprile 2019)

Toyota Group: -99,37%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 54 unità (8.631 ad aprile 2019)

  • Toyota: -99,37% (52 nuove immatricolazioni)
  • Lexus: -99,53 (2)

Bmw Group: -98,45%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 101 unità (6.507 ad aprile 2019)

  • Bmw: -98,05% (93 nuove immatricolazioni)
  • Mini: -99,54% (8)

Daimler AG: -99,33%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 52 unità (7.739 ad aprile 2019)

  • Mercedes: -98,90% (51 nuove immatricolazioni)
  • Smart: -99,97% (1)

Hyundai: -99,02%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 37 unità (3.759 ad aprile 2019)

Kia:-99,52%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 23 unità (4.821 ad aprile 2019)

Nissan Groupe: -99,59%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 18 unità (4.442 ad aprile 2019)

  • Nissan: -99,59% (18 nuove immatricolazioni)
  • Infiniti: -100% (nessuna nuova unità immatricolata)

Suzuki: -99,33%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 23 unità (3.409 ad aprile 2019)

Jaguar Land Rover: -96,97%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 59 unità (1.944 ad aprile 2019)

  • Jaguar: -98,50% (11 nuove immatricolazioni)
  • Land Rover: -96,04 (48)

Volvo: -99,27%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 13 unità (1.782 ad aprile 2019)

Mazda: -99,16%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 7 unità (835 ad aprile 2019)

Honda: -97,86%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 16 unità (748 ad aprile 2019)

Porsche: -98,73%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 10 unità (788 ad aprile 2019)

Mitsubishi: -98,96%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 6 unità (579 ad aprile 2019)

Tesla: -50,24%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 104 unità (209 ad aprile 2019)

DR Motor: -91,85%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 15 unità (184 ad aprile 2019)

Subaru: -93,85%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 8 unità (130 ad aprile 2019)

SsangYong: -99,52%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 1 unità (210 ad aprile 2019)

Mahindra: -96,30%

Totale immatricolato ad aprile 2020: 4 unità (108 ad aprile 2019)

Great Wall: n.d.

Totale immatricolato ad aprile 2020: 3 unità (nessuna nuova immatricolazione ad aprile 2019)

Aston Martin: -100%

Totale immatricolato ad aprile 2020: nessuna nuova unità (2 ad aprile 2019)

Altre: -86,84%  (totale immatricolato ad aprile 2020: 5 unità, a fronte di 38 totalizzate ad aprile 2019)

L’andamento del “nuovo” per tipologie di alimentazione

In base al sistema di propulsione, ecco il consuntivo di aprile 2020.

  • Auto a benzina: -98,1% (1.522 nuove unità immatricolate ad aprile 2020 contro 78.573 di aprile 2019)
  • Auto a gasolio: -97,5% (1.769 contro 71.199)
  • Auto a Gpl: -98,5% (176 contro 12.104)
  • Auto a metano: -97,5% (77 contro 3.034)
  • Auto ibride: -97,0% (281 contro 9.516)
  • Auto elettriche: -58,1% (500 contro 1.193).

Pur nelle esigue cifre fatte registrare ad aprile, è interessante osservare come, a fare la parte del leone, sia tornato ad essere il diesel, che ha superato in cifre assolute le auto a benzina di nuova immatricolazione. Da segnalare le 500 unità elettriche registrate ad aprile: cifra che pone le vetture “zero emission” in terza posizione, davanti alle ibride, alle auto alimentate a GPL e, in ultimo, a quelle a gas naturale.

Modello per modello, la Top Ten di aprile 2020

In cima alla graduatoria del mese, al primo posto c’è Fiat Panda, che anche in questa peggio che drammatica fase mantiene salda la propria leadership che perdura da molti mesi. La “segmento A” di Fiat ha, ad aprile, totalizzato 471 nuove immatricolazioni.

Sorpresa: c’è un’elettrica sul podio!

Da rilevare, in seconda posizione, la presenza di Renault Zoe: la supercompatta elettrica della “Marque à Losanges” va ad occupare il gradino intermedio del podio, con 366 nuove unità immatricolate ad aprile. Terza posizione per Jeep Compass; seguono, nell’ordine, Jeep Renegade, la “city-SUV” Fiat 500X, Opel Corsa, Peugeot 208, Citroen C3, Fiat Tipo e Peugeot 3008. Nella “zona calda” (dall’undicesima alla ventesima posizione) troviamo Fiat 500L, la sempreverde Lancia Ypsilon, Peugeot 2008, Fiat 500, Tesla Model 3 (che dopo Zoe è il secondo modello “zero emission” ad comparire nelle venti migliori posizioni del mese), Citroen C3 Aircross, Alfa Romeo Giulietta, Ford Puma, Peugeot 308 e Citroen C5 Aircross.

  1. Fiat Panda (471 nuove unità immatricolate ad aprile 2020)
  2. Renault Zoe (366)
  3. Jeep Compass (214)
  4. Jeep Renegade (176)
  5. Fiat 500X (162)
  6. Opel Corsa (139)
  7. Peugeot 208 (130)
  8. Citroen C3 (121)
  9. Fiat Tipo (120)
  10. Peugeot 3008 (117).

Come saranno i prossimi mesi?

Con un più ampio consuntivo sul primo semestre dell’anno, lo scenario del mercato dell’auto sarà meglio delineato e gli esperti potranno quindi indicare una prima concreta bozza di previsione per il 2020. Lo studio, teniamo a ripetere quale nostra ipotesi, potrebbe comunque essere più complesso di quelli realizzati nel passato proprio per via delle molteplici variabili che entreranno in gioco. Mai come in questa situazione, dunque, vale la considerazione che “staremo a vedere”.

Anfia: “I 50 giorni più difficili dal secondo dopoguerra”

“La ‘Fase 2’di graduale riapertura delle attività produttive e commerciali che si inaugura oggi ha alle spalle i 50 giorni più difficili del secondo dopoguerra per la nostra economia – afferma Paolo Scudieri, presidente di Anfia (Associazione Nazionale Filiera dell’Industria Automobilistica) – I dati del mercato auto ad aprile sono quindi quelli di un mercato fermo, com’era facilmente prevedibile”. “Quello che più conta, in realtà, è concentrarsi su una rapida ripartenza, visto che l’odierna riapertura dei concessionari, da sola, non basta certo a riavviare il mercato, e, con esso, la filiera produttiva automotive, data la situazione di profonda incertezza, che condiziona il clima di fiducia di cittadini e imprese, e l’indebolimento dell’economia e del mercato del lavoro, con conseguente perdita di potere d’acquisto dei consumatori”, prosegue Scudieri.

Unrae: “Diffusione del virus rallentata, ma la filiera è in ginocchio”

Dal canto suo, Michele Crisci, presidente Unrae (Unione Italiana Rappresentanti Autoveicoli Esteri), rimarca il fatto che “I dati ufficiali di aprile confermano purtroppo quanto da noi anticipato sin dall’inizio della crisi. Le necessarie e severe misure di contenimento del contagio ne hanno rallentato la diffusione, ma il blocco delle attività economiche ha messo in ginocchio la filiera della distribuzione auto, con le sue 1.400 aziende che sostentano 160.000 famiglie”. “La riapertura avviene – continua Crisci – con restrizioni molto severe alla circolazione ancora in vigore, e con una domanda da parte di famiglie e imprese fortemente indebolita. Attanagliate da crisi di liquidità dopo due mesi di ricavi azzerati, molte delle concessionarie potrebbero non sopravvivere nonostante la riapertura. Rinnoviamo quindi l’appello al sistema bancario perché le ingenti risorse messe a disposizione dal Decreto Liquidità vengano prontamente erogate alle imprese del comparto auto”.

Non c’è più tempo da perdere, lo Stato intervenga

È evidente, in questo senso, la necessità di un aiuto quanto più rapido possibile da parte dello Stato: Anfia, sempre attraverso il presidente Paolo Scudieri, “Richiama l’attenzione del Governo sull’esigenza di prevedere misure a supporto della domanda, necessarie, oggi, anche alla ripresa delle attività produttive. D’altra parte lo stesso ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli aveva annunciato, nei primi giorni di marzo, prima del lockdown, l’arrivo di nuovi incentivi per favorire la sostituzione delle vetture circolanti con 10 e più anni di anzianità, per migliorare i livelli di emissioni e dare ossigeno al settore”. In merito all’erogazione delle somme del decreto Liquidità alle aziende della filiera automotive auspicata da Unrae, il presidente Michele Crisci chiede che questa accelerazione da parte del Governo “Faccia immediatamente seguire azioni efficaci alle proprie buone intenzioni: serve un decreto ‘verticale’, con misure specifiche per il settore automotive che è strategico per il Paese, con il suo effetto moltiplicatore sull’economia ed il suo contributo al gettito erariale pari a circa 80 miliardi di euro annui. D’altro canto, con la ripresa delle attività nella ‘Fase 2’, ancora più centrale sarà il ruolo dell’automobile nella mobilità, non solo quella all’interno dei grandi centri, ma anche quella dei pendolari, interurbana e autostradale”.

Ecco le richieste dalle Associazioni

Per favorire la ripresa, Unrae punta fra l’altro su “Un piano strutturale che favorisca il ricambio del nostro vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini, e non da oggi”; da parte sua, Anfia chiede un “Incremento del fondo Ecobonus 2020 per proseguire l’incentivazione delle auto BEV e PHEV e la previsione di una estensione del bonus (ad oggi in vigore per le auto fino a 60 g di CO2/km) alle auto ad alimentazione alternativa con emissioni di CO2 da 61 a 95 g/km, coerente con le politiche di indirizzamento del mercato verso le tecnologie a basso impatto ambientale ed in linea con gli obiettivi fissati dalla regolamentazione europea”. Potrebbe inoltre essere efficace, per dare un immediato impulso alla ripresa delle vendite, l’istituzione di “Un incentivo all’acquisto delle vetture prodotte prima del lockdown” e che sono nel frattempo state accumulate da Case costruttrici e concessionarie.

I Video di Motori.it

Intervista a Massimo Nalli, Presidente di Suzuki Italia

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