Coronavirus, Fase 2: riapertura per i concessionari auto

La progressiva riapertura richiede la massima prudenza. Le principali novità per trasporti, spostamenti e commercio nella bozza di decreto legge.

Le restrizioni decise dal Governo all’inizio di marzo in ordine al contenimento dei contagi da Coronavirus si preparano ad un graduale allentamento. È il via alla “Fase 2”, attesa da tempo per la ripartenza del Paese dopo quasi due mesi di chiusura pressoché totale (e che gli italiani hanno avuto ampio modo di conoscere attraverso il termine “lockdown” e le modalità ad esso correlate): una bozza di decreto ad hoc, preparato dall’esecutivo dopo un confronto con i rappresentanti delle amministrazioni regionali e locali e che faceva seguito alle indicazioni della “task force” con a capo Vittorio Colao, indica di fatto qualche concessione in più per le persone e – soprattutto – la riapertura delle aziende e delle industrie, comprese quindi le realtà automotive.

Qualche “apertura” è prevista alle modalità di spostamento. Ma andiamo con ordine, tenendo conto del principio-base adottato dal Governo nella imminente “Fase 2” di ripartenza del Paese dopo due mesi di chiusura: agire con la massima prudenza.

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Bisognerà convivere con gli strumenti di autoprotezione

Lunedì prossimo, 4 maggio, avverrà dunque il primo passo di riapertura: di questa fase – indica la bozza di decreto – faranno parte – fra gli altri – anche le attività manifatturiere, delle costruzioni e del relativo commercio all’ingrosso, le cerimonie funebri all’aperto (verrà tuttavia permessa la partecipazione di un massimo di quindici congiunti, sempre con l’obbligo di indossare le mascherine) e la riapertura dei parchi e dei giardini pubblici (con facoltà ai sindaci di valutarne l’eventuale chiusura se non vi siano possibilità di controllo degli accessi). “Conditio sine qua non” per contribuire in prima persona alla corretta graduale ripresa dell’intero Paese, indica il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una conferenza stampa straordinaria trasmessa in diretta televisiva nella prima serata di domenica 26 aprile, la necessità di mantenere le distanze di sicurezza interpersonali (almeno un metro) e continuare con l’utilizzo delle mascherine, per le quali si prevedono provvedimenti di controllo ai prezzi di vendita in modo da renderli calmierati: l’obiettivo è di giungere ad un importo di 0,50 euro cadauna ed eliminando l’IVA.

Il cronoprogramma della “Fase 2” dovrebbe proseguire, se tutto procederà senza alcun intoppo, con la riapertura (18 maggio) di negozi, musei e biblioteche; e, dal 1 giugno, di bar e ristoranti nonché attività di cura della persona.

Spostamenti: cosa prevede il decreto Fase 2

  • In linea di massima, le persone potranno spostarsi all’interno del proprio Comune di residenza o di domicilio senza l’autocertificazione
  • Per recarsi in altra località, occorrerà tenere sempre con se l’autodichiarazione che indica i “comprovati motivi” di spostamento (esigenze di lavoro, stato di necessità, motivi di salute).
  • Non si potrà andare in altra regione tranne che nei casi di assoluta urgenza, comprovate necessità lavorative o di salute
  • Le visite ai parenti più prossimi (all’interno dello stesso Comune o regione), saranno permesse con autocertificazione e sempre facendo riferimento al divieto di assembramento, anche all’interno delle abitazioni, nonché con l’utilizzo delle mascherine di protezione. Resta consentito il rientro a casa, a prescindere dal luogo di provenienza.
  • È fatto obbligo, per chi accusi sintomi respiratori e febbre oltre 37,5°, di restare a casa ed avvertire il proprio medico curante.

Industria, commercio, servizi: chi può riaprire

Alcune delle attività riprendono lunedì 27 aprile la rispettiva operatività: è – ad esempio – il caso dei comparti legati alle produzioni considerate strategiche, delle esportazioni ed i cantieri delle opere pubbliche. Da lunedì 4 maggio, riapre l’intero settore della manifattura, dell’edilizia; “via” anche alla cantieristica privata, delle attività commerciali all’ingrosso e al dettaglio di autoveicoli e motocicli. Le concessionarie potranno quindi riaprire.

Riapertura delle concessionarie: ecco come avverrà

Il codice Ateco 45 di riferimento è quello relativo al “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli”. È chiaro che, anche in questo caso, molte abitudini dovranno cambiare, sempre che non siano già in fase di evoluzione radicale come in effetti avviene da alcune settimane.

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Basti pensare, tanto per fare un esempio, ai “Weekend Porte Aperte” che giocoforza non potranno più essere organizzati; così come le visite agli autosaloni “per dare un’occhiata”. Fermo restando l’obbligo di indossare la mascherina, chi intenda recarsi presso una concessionaria che sia situata in Comune diverso da quello di propria residenza o proprio domicilio, magari per ritirare la vettura già acquistata precedentemente all’emergenza da Corronavirus, dovrebbe dimostrarne il “comprovato motivo” (nell’autodichiarazione) alle forze di polizia in caso di controllo. Se possiamo permetterci un consiglio: è opportuno informarsi sempre con la propria concessionaria in merito alle modalità di ingresso nello showroom. Perché anche in questo caso occorre agire con la massima prudenza. È altresì vero che da parte delle Case costruttrici vengono, da alcune settimane, potenziati i servizi di consulenza online: strumenti digitali che consentono di prendere un primo contatto virtuale, insieme ad un dipendente della concessionaria, con la vettura desiderata. Le difficoltà, se mai, potrebbero derivare dagli obblighi di distanziamento sociale nel caso di un “test drive”: almeno un metro fra persona e persona, divieto di assembramento e, al termine di ogni “prova” da parte del nuovo potenziale cliente, la necessità di sanificare l’abitacolo della vettura.

Distanziamento sociale e spostamenti: ecco cosa cambia

Fermo restando l’assoluto divieto di mobilità, dalla propria abitazione o dal proprio domicilio, per le persone sottoposte a quarantena o che in linea generale siano risultate positive al Coronavirus, il nuovo disegno di legge consente (art. 1), dal 4 maggio e per ora fino al 18 maggio, soltanto “Gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute”. Sarà permesso incontrare i propri congiunti, purché si rispettino il divieto di assembramento ed il distanziamento di almeno un metro fra le persone, e si utilizzino le mascherine di protezione.

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Recarsi in un’altra regione: si potrà?

Le nuove linee guida consentono la possibilità di spostarsi in una regione differente da quella di residenza o domicilio, con mezzi di trasporto pubblici o privati, purché ciò sia collegato alle “Comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Sempre vietati gli assembramenti, attività sportive limitate

Nell’imminente primo step di Fase 2, il disegno di legge vieta sempre “Ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati; il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera”. Gli accessi a parchi e giardini pubblici saranno permessi, tuttavia condizionati al “Rigoroso rispetto” del divieto di assembramenti, della distanza di almeno un metro fra le persone ed alle eventuali disposizioni dei sindaci che potranno disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto. L’attività sportiva e motoria individuale potrà essere svolta, “Purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”.

Il decalogo di autoprotezione

Riportiamo, per completezza di informazione, alcuni degli allegati al disegno di legge sulla Fase 2 che inizierà il 4 maggio, in materia di mantenimento delle misure di autoprotezione e per le attività commerciali.

Misure igienico-sanitarie

  1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  2. evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  3. evitare abbracci e strette di mano;
  4. mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro;
  5. praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  6. evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
  7. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  8. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  9. non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  10. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  11. è fortemente raccomandato in tutti i contatti sociali, utilizzare protezioni delle vie respiratorie come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie.

Misure per gli esercizi commerciali

  • Mantenimento del distanziamento interpersonale in tutte le attività e loro fasi
  • Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte al giorno ed in funzione dell’orario di apertura
  • Garanzia di adeguata aerazione naturale e ricambio di aria
  • Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento
  • Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale
  • Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande
  • Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità: a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie, e b) per locali fino a 40 metri quadri può accedere una persona alla volta, oltre ad un massimo di due operatori; c) Per locali di dimensioni superiori di cui alla lettera b), accesso regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando ove possibile i percorsi di entrata e di uscita
  • Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Trasporto pubblico locale

Si demandano all’azienda di gestione l’igienizzazione, la sanificazione e la disinfezione dei mezzi pubblici e dei treni: igienizzazione e disinfezione almeno una volta al giorno; sanificazione in rapporto alle realtà aziendali specifiche; l’adozione di specifici accorgimenti per separare il posto di guida dalla zona passeggeri e distanziare gli stessi di almeno un metro l’uno dall’altro, anche facendo ricorso a segnali grafici (“marker”) i posti che non possono essere occupati e (per il controllo dell’affollamento sui mezzi pubblici) a disposizioni ai conducenti rivolte anche a non effettuare alcune fermate; salita e discesa continueranno ad essere consentite dalla porta centrale e da quella posteriore, facendo altresì ricorso a tempi di attesa tali da evitare contatto fra chi sale e chi scende; la vendita ed il controllo dei titoli di viaggio (biglietti) a bordo sono sospese “Previa autorizzazione dell’Agenzia territoriale per la Mobilità competente e degli Enti titolari”.

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