Autocertificazione spostamenti: quante persone possono viaggiare in auto?

Posto che mai come ora occorre armarsi di prudenza e buon senso, vediamo quanti possono essere gli occupanti del veicolo nell’emergenza coronavirus.

“Non è che se uno compila l’autocertificazione può andare dove vuole”: inizia così un messaggio che circola su WhatsApp in questi primi giorni di applicazione dell’ordinanza di contenimento all’emergenza coronavirus (leggi: il Dpcm “Io resto a casa” firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo scorso 9 marzo ed entrato in vigore lunedì 10) contenente misure straordinarie e che resterà valido fino al prossimo 3 aprile. Si tratta di un suggerimento, che secondo quanto vi si legge consiste in un sunto dei controlli cui chiunque, fuori dalla propria abitazione o dal proprio luogo di lavoro, può andare incontro in questo delicatissimo periodo.

Nel dettaglio, il vademecum “come comportarsi” indica quanto e come spostarsi, le uniche motivazioni consentite, le modalità di effettuazione dei controlli da parte delle forze di polizia. È quindi opportuno tornare sull’argomento autocertificazione (scaricabile qui) posto che – e non ci stancheremo mai di ripeterlo – alla base di tutto, più che il timore di essere “pizzicati” in comportamenti non consentiti dal decreto “Io testo a casa” e la conseguente paura di ricevere una denuncia penale – come indicano le disposizioni del decreto per chi viola le prescrizioni – devono esserci buon senso e prudenza.

Ovvero, lo ripetiamo ancora una volta: stare a casa e, qualora non se ne possa fare a meno, se si deve uscire attuare la massima cautela.

Gli spostamenti in auto

Il riferimento ad alcuni “punti” contenuti nei messaggi “social” che circolano in queste ore fra gli utenti è stato confermato dalle forse di polizia; nella fattispecie, relativamente al numero di persone che sono consentite, in auto, in questi giorni di “zona rossa nazionale”.

Tre persone a bordo, denuncia: è vero?

Sì. In effetti, a bordo di un autoveicolo non debbano esserci più di due persone: il conducente (è ovvio) e un passeggero.

Sistemarsi in auto “sfalsati”: è vero?

“Max numero di persone in macchina 2: il guidatore e 1 passeggero posteriore”. Insomma, si dovrebbe andare in giro “in tandem”, cioè con il passeggero seduto dietro a mo’ di taxi? Non è propriamente così. O meglio: non sempre. Questa regola di buon senso può valere nel caso in cui le due persone non siano conviventi; se si tratta di marito e moglie, o una coppia di fatto, o ancora genitore e un figlio/una figlia, è chiaro che – dividendo essi quotidianamente le medesime mura domestiche – non sono tenuti ad osservare questa ulteriore prudenza. Le “divise”, in ogni caso, sono in grado di valutare, caso per caso, le situazioni che si parano loro davanti.

Fare la spesa in due: è possibile?

Sì: è consentito che uscire di casa per “comprovati motivi” personali possa avvenire con un massimo di due persone per veicolo. Chiaramente, una volta giunti al supermercato (o ad una delle tipologie di esercizi commerciali che in questi giorni hanno il permesso di tenere aperto) sarà soltanto una persona.

Lavoro, necessità e salute

È utile ribadire le uniche tre “comprovate motivazioni” che consentono di uscire di casa:

  • lavoro (nel caso in cui – tranne ovviamente i lavori attualmente sospesi per emergenza coronavirus – ad esempio non sia possibile lavorare secondo soluzioni di tipo “smart working”
  • necessità (ovvero, se si debba acquistare un particolare farmaco non disponibile nel proprio Comune, o ancora fare la spesa)
  • motivi di salute (visite mediche, controlli sanitari).

L’autocertificazione non è un lasciapassare

Da qui si capisce facilmente come l’autodichiarazione non sia propriamente un “permesso” per circolare indisturbati: l’inosservanza dei provvedimenti emessi dalle Autorità per ragioni di giustizia o sicurezza pubblica, ordine pubblico o igiene, costituisce una violazione all’art. 650 del Codice Penale che viene punita, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro. Quindi ciò vale per chi trasgredisca agli obblighi prescritti dal decreto “Io resto a casa”. Nel caso in cui l’autodichiarazione sia falsa (ovvero i motivi addotti nel modulo non siano veri), a carico del trasgressore c’è tanto l’art. 650 quanto la violazione all’art. 483 del Codice Penale: “Falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico”. In poche parole: il “falso in atto pubblico” che viene punito con l’arresto fino a due anni.

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