Fase 2, autodichiarazione spostamenti 4 maggio: le regole regione per regione

Voce per voce, vediamo le parti che compongono il nuovo modulo e tutti i casi nei quali diventa obbligatorio utilizzarlo.

Con l’avvio della “Fase 2”, che scatta oggi (lunedì 4 maggio) ed in un primo step resterà in vigore per le prossime due settimane (fino a lunedì 18 maggio) attraverso la quale il Governo provvede alla definizione delle linee-guida essenziali ad una prima ripartenza del Paese dopo quasi due mesi di “lockdown”, il Ministero dell’Interno ha provveduto al rilascio di una nuova autocertificazione, che è possibile scaricare online dal portale Web del Viminale e che pubblichiamo di seguito per maggiore comodità di consultazione e download.

>> Scarica qui l’autocertificazione Fase 2 aggiornata al 4 maggio in pdf

Va bene anche il “vecchio” modulo

La nuova autodichiarazione, utilizzabile dunque a partire da oggi (lunedì 4 maggio), integra alcune “voci” che non erano state indicate nel precedente modulo del 26 marzo 2020. Il Viminale spiega, tuttavia, che la “vecchia” autocertificazione può continuare ad essere utilizzata, barrando le “voci” non più previste dalle nuove disposizioni entrate in vigore con il Dpcm 26 aprile 2020 che fissai provvedimenti della “Fase 2” di emergenza da Coronavirus.

Come si compila

Per il nuovo modulo di autocertificazione Fase 2, occorre dunque – come vedremo – prestare attenzione alle novità che vi sono state inserite. Sezione per sezione, bisogna riportare:

  • i propri dati personali (nome, cognome, indirizzo, residenza, domicilio, indicazioni relative al documento di identità, numero di telefono)
  • la dichiarazione di “Non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dall’Autorità sanitaria)
  • indicare l’indirizzo di inizio dello spostamento e quello di destinazione
  • di essere “A conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti in data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del DL n. 19 del 25 marzo 2020, concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale”
  • di essere a conoscenza “Delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti” disposte dal presidente della Regione di partenza dello spostamento e da quello della Regione di destinazione”, e che “Lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti” (uno spazio libero consente di indicare quale)

Occorre poi indicare quale, fra le quattro “voci” da barrare, rientri nella motivazione che determina lo spostamento:

  • comprovate esigenze lavorative
  • assoluta urgenza
  • situazione di necessità
  • motivi di salute

Infine si può completare il modulo con una propria dichiarazione che può integrare quanto indicato nelle varie sezioni del modulo.

C’è anche un modulo già “barrato”

Il Ministero dell’Interno ha, contestualmente, preparato una versione “barrata” della precedente autocertificazione: in base alle nuove disposizioni, è stata eliminata, dalla voce “Assoluta urgenza”, la specificazione “Per trasferimenti in Comune diverso” (dato che la “Fase 2” consente di spostarsi, sempre tenendo con se l’autocertificazione, anche in Comuni diversi da quello di residenza o domicilio ed all’interno della regione); analogamente, è stata barrata, dalla voce “Situazione di necessità”, la spiegazione “Per spostamenti all’interno dello stesso Comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere”. È stata inoltre cancellata l’ultima parte, quella cioè che forniva un elenco di motivazioni utili ad integrare lo spazio libero lasciato per la dichiarazione finale.

>> Qui l’autocertificazione “barrata”

Visite ai congiunti rientrano fra le situazioni di necessità

La nuova autocertificazione è necessaria per giustificare il dover uscire di casa per visite mediche, ad esempio, così come per far visita ai propri congiunti.

  • Genitori
  • Fratelli e sorelle
  • Zii
  • Nonni
  • Cugini
  • Conviventi
  • Affetti stabili (fidanzati)

In questo caso, occorre indicare il grado di parentela, senza precisare l’identità del parente che ci si sta recando a trovare (ciò per evidenti motivi di rispetto della privacy). Il Governo, nel lasciare alle persone la possibilità di far visita ai propri congiunti dopo quasi due mesi di forzata lontananza, fa rientrare questa “voce” fra le situazioni di necessità: si raccomanda di limitare quanto possibile gli incontri con persone che non siano conviventi, proprio per limitare il rischio di contagio da Coronavirus. Negli incontri con i propri parenti occorre (in maniera analoga alle norme di comportamento da tenere nei luoghi chiusi) altresì rispettare una serie di ulteriori disposizioni:

  • sono vietati gli assembramenti
  • bisogna mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro
  • si deve indossare la mascherina di protezione delle vie respiratorie.

Gli amici non vengono contemplati nell’elenco di persone che nel primo step di “Fase 2”, è permesso andare a trovare. Occorrerà avere ancora un po’ di pazienza, dunque.

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L’autodichiarazione serve anche per andare al lavoro?

Le nuove modalità di spostamento (che dovrebbero mantenere le medesime disposizioni all’interno dei veicoli, vale a dire due per ogni auto con distanziamento di un metro nel caso di persone non conviventi) consentono di muoversi, come accennato, tanto all’interno del proprio Comune di residenza quanto fra Comuni diversi; in ogni caso, non si può spingersi oltre i confini regionali. Chi si trovi già in una regione diversa da quella di residenza, può fare rientro alla propria abitazione tranne che nei casi di inderogabili motivi di lavoro di salute. Alcune amministrazioni regionali, fra le quali ci sono Basilicata, Campania, Molise, Puglia e Sicilia, dispongono una quarantena di 14 giorni per chi vi faccia rientro. Non è più necessario compilare l’autodichiarazione per recarsi al lavoro: è sufficiente esibire, in caso di controllo stradale da parte delle forze di polizia, il proprio tesserino, oppure una lettera dell’azienda.

Fase 2: alcune delle misure di riapertura, regione per regione

Quanto finora elencato riguarda la normativa nazionale: da diversi giorni, le amministrazioni regionali hanno provveduto allo studio di ordinanze locali che tengono conto di molteplici fattori di più specifico interesse per i rispettivi territori di giurisdizione. Ecco quindi, a titolo di esempio, alcuni dei provvedimenti di riapertura locale decisi da alcune Regioni:

  • in Lombardia la riapertura dei parchi e delle aree giochi;
  • la possibilità, in Liguria dove vengono riaperti parchi, spiagge e passeggiate sui lungomare, di andare in barca, seppure con limitazioni sul numero di persone per ogni imbarcazione;
  • in Piemonte, la distribuzione delle mascherine sui mezzi pubblici per chi ne sia sprovvisto e gli acquisti di cibo da asporto (non a Torino, dove sarà acquistabile da sabato 9 maggio);
  • Venezia la sperimentazione dei vaporetti su prenotazione;
  • in Emilia Romagna, il via libera all’accesso alle seconde case purché ciò avvenga nella stessa provincia, da soli e nell’arco della giornata;
  • in Toscana, l’obbligo di indossare i guanti sui mezzi pubblici, e la riapertura di alcuni parchi a Firenze;
  • nel Lazio, via libera ad orari prolungati per mezzi pubblici e supermercati e scatta l’obbligo di utilizzare la mascherina di protezione quando si parla con altre persone;
  • nelle Marche, la riapertura delle spiagge (soltanto per passeggiate ed attività motoria ma non ad Ancona, dove il divieto di accesso resterà in vigore fino a giovedì 7 maggio, così come l’ingresso ai parchi ed ai giardini pubblici);
  • in Campania, possibilità di acquistare cibo da asporto, attività motoria e passeggiate, nonché le attività di manutenzione e consegna delle barche;
  • in Puglia, si potrà accedere alle seconde case soltanto per attività di manutenzione e riprendono la pesca amatoriale e le attività di manutenzione di imbarcazioni da diporto;
  • in Calabria si procede alla riapertura di bar e ristoranti con tavolini all’aperto;
  • in Sicilia si può tornare nelle seconde case se ciò non determini un continuo avanti e indietro con la propria abitazione di residenza, e possono riprendere alcune attività sportive amatoriali;
  • in Sardegna, le messe e gli allenamenti individuali dei calciatori (se svolti a porte chiuse ed in centri sportivi all’aperto) possono riprendere.

Fase 2: gli spostamenti decisi dalle Regioni

Ecco tutte le normative sugli spostamenti nella Fase 2 con i provvedimenti regione per regione:

  • Abruzzo

Valgono le disposizioni del Governo; chi rientri da altre regioni deve registrarsi sul sito Web della Regione per segnalare l’avvenuto ritorno a casa

  • Basilicata

La Regione si uniforma alla normativa nazionale; si dispone la quarantena domiciliare (ed il tampone) per chi provenga da altre regioni.

  • Calabria

Si prescrive il tampone (e la quarantena domiciliare fino al risultato del test) per chi provenga da altre regioni; vengono autorizzati gli spostamenti verso le seconde case.

  • Campania

Si seguono le linee guida nazionali; vengono chiusi, fino a domenica 10 maggio, gli accessi a Capri ed Ischia.

  • Emilia Romagna

Valgono le prescrizioni nazionali che riguardano gli spostamenti per chi provenga da o debba recarsi verso altre regioni.

  • Friuli-Venezia Giulia

per chi debba recarsi verso altre regioni o rientri, si seguono le indicazioni del Governo.

  • Lazio

si seguono le prescrizioni decise dal Governo.

  • Liguria

Valgono le indicazioni del Governo per chi provenga da altre regioni o debba recarsi altrove.

  • Lombardia

Si seguono le indicazioni nazionali.

  • Marche

Gli spostamenti verso altre regioni ed i rientri si uniformano alla normativa nazionale.

  • Molise

Si dispone la quarantena domestica per chi arriva da altre regioni.

  • Piemonte

Si autorizzano gli spostamenti individuali nelle seconde case; per chi arrivi da o si rechi verso altre regioni, valgono le prescrizioni dettate dal Governo.

  • Puglia

Viene disposta la quarantena obbligatoria per chi arrivi da altre regioni.

  • Sicilia

Si dispone la quarantena per chi rientra da altre regioni.

  • Toscana

In materia di spostamenti e rientri verso e da altre regioni, si seguono le indicazioni del Governo.

  • Trentino Alto-Adige

Nel primo step di “Fase 2” si segue la normativa nazionale riguardo agli spostamenti da e verso altre regioni.

  • Umbria

Per il momento si seguono le indicazioni nazionali.

  • Veneto

Nel primo periodo di “Fase 2” si seguono le indicazioni del Governo.

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