Manutenzione auto: come cambiare e smaltire l’olio ai tempi del Coronavirus

Sostituire il lubrificante e smaltirlo è tecnicamente possibile: tutto sta ad attenersi alle prescrizioni in vigore.

L’autovettura è, per molte persone, un insostituibile strumento: lavoro, attività personali, svago, trovano rapidità, agilità e libertà ineguagliabili se vengono svolti servendosi del veicolo a motore. Non intendiamo, in questa sede, andare “contro” ad altre tipologie di spostamento (mezzi pubblici, bicicletta), altrettanto efficaci in funzione delle più varie esigenze. Vogliamo indicare che, su più di 39 milioni di autovetture – e quasi 52 milioni di mezzi – che in Italia compongono il parco veicoli circolante, l’importanza dell’auto nella vita quotidiana risulta fuori discussione. E c’è da giurarci che sarà così ancora per un bel pezzo.

Nell’attuale delicatissima fase di emergenza da Coronavirus, gran parte dei veicoli che compongono il “parco” di normale circolazione vengono utilizzati molto meno: ciò in quanto i decreti del Governo volti a limitare il più possibile i rischi di contagio ne limitano notevolmente le occasioni di utilizzo.

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La manutenzione dell’autoveicolo va in ogni caso tenuta in considerazione. Anche se le autovetture rimangono inutilizzate (o quasi) per diverse settimane, ciò non vuol dire che ci si possa sentire “autorizzati” a dimenticarsene: quando l’emergenza da Covid-19 terminerà (e tutti ci auguriamo che ciò avvenga quanto prima), sarà essenziale avere a disposizione veicoli efficienti e pronti a fare ciascuno il proprio compito quotidiano. I controlli alle condizioni dell’auto (lo stesso riguarda moto, veicoli commerciali e automezzi pesanti) è quindi bene che siano ugualmente effettuati. È sufficiente un rapido controllo, di tanto in tanto, per avere sempre presente lo stato in cui il veicolo si trova.

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Sulla base di quanto detto, è bene che i livelli dei liquidi siano corretti. Anche se l’emergenza da coronavirus determina un utilizzo notevolmente inferiore delle nostre auto, potrebbe capitare di dover trovarsi a sostituire l’olio motore. Come comportarsi, in questo caso?

Le officine possono tenere aperto

I codici Ateco parlano chiaro: la attività di autoriparazione rientrano nelle categorie commerciali che hanno la possibilità di proseguire il proprio lavoro anche nell’attuale periodo di grandissima attenzione all’espandersi dei contagi. È chiaro che si tratta di una indicazione “a livello assoluto”: se un’autofficina decide di ridurre i propri orari di apertura, oppure di chiudere del tutto per alcuni giorni, ciò è soggettivo. Non ci sarebbe da stupirsi se, ad esempio, molte officine indipendenti debbano ridurre gli orari di apertura, in quanto è probabile che l’affluenza di clienti sia in questo periodo inferiore. È in ogni caso tecnicamente possibile effettuare, qualora ve ne sia bisogno, il cambio dell’olio della propria vettura.

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Le modalità di effettuazione rimangono dunque invariate: l’olio motore va sostituito ad intervalli regolari (i termini precisi vengono indicati nel libretto di uso e manutenzione), tenendo presente che il consumo dell’olio è funzionale anche alle condizioni di utilizzo del veicolo: se la vettura viene usata maggiormente in città, è bene provvedere al cambio dell’olio ad intervalli più ravvicinati fra loro. Ad incidere sono anche l’anzianità della vettura ed il suo chilometraggio: auto più “datate” e con elevate percorrenze possono anche richiedere il cambio dell’olio ogni 10.000 km o anche meno. La stessa cosa vale per il filtro dell’olio, componente essenziale in quanto raccoglie le impurità che vengono generate nei processi di combustione e dall’attrito fra le parti meccaniche, evitando quindi che la “sporcizia” torni in circolo e provochi danni anche gravi al motore (uno su tutti: il grippaggio, cioè l’improvviso, e pericoloso ai fini della sicurezza della circolazione, arresto del motore).

Posto che anche nell’attuale emergenza da coronavirus non c’è alcuna limitazione al controllo delle condizioni della propria auto, è buona norma dare un’occhiata – è sufficiente una volta alla settimana – al livello dell’olio nel motore e, qualora ciò sia necessario, provvedere ad un rabbocco (attenzione: le caratteristiche ed il grado di viscosità del lubrificante devono essere gli stessi di quello già in circolo).

Smaltimento: è sempre possibile?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo effettuato una rapida indagine: un centro di recupero oli esausti, da noi interpellato, ci ha risposto che questa attività rientra fra quelle (i codici Ateco cui abbiamo fatto cenno) che possono tenere aperto anche durante l’emergenza da coronavirus. Lo smaltimento è quindi possibile, tanto da parte delle autofficine quanto da parte dei privati qualora si intenda procedere al “fai-da-te” per cambiare l’olio. Tutto rimane come prima, dunque; e, analogamente, è necessario attenersi ad alcune essenziali raccomandazioni.

Come smaltire l’olio usato

  • avere cura di proteggersi le mani con guanti di gomma o da lavoro durante l’operazione
  • versare il lubrificante esausto all’interno di un contenitore (tanica) a tenuta stagna e che non sia costituito da materiali fragili, come ad esempio il vetro
  • controllare che nel lubrificante non si mescolino sostanze diverse, in quanto ciò potrebbe renderne il riuso difficoltoso
  • provvedere allo smaltimento del lubrificante secondo le modalità previste dalla legge (DL n. 95 del 27 gennaio 1992 “Norme relative all’eliminazione degli oli usati”; DM n 392 del 16 maggio 1996 “Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli oli usati; DM 8 aprile 2008 “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato” e DM 13 maggio 2009 “Modifica del decreto 8 aprile 2008, recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato”)
  • non “affidare” la tanica con l’olio usato al proprio meccanico o all’amico benzinaio, in quanto essi – per la corrispondenza dei registri di carico e scarico – possono smaltire soltanto i lubrificanti che provengono dalle rispettive attività.

In caso di dubbi, una telefonata può rivelarsi preziosa: o al proprio Comune di residenza, per conoscere dove, a chi e come affidare l’olio esausto che si è appena raccolto; oppure rivolgersi ad una delle aziende che sul territorio si occupano di raccolta, smistamento e riciclo oli esausti o chiedere informazioni al CONOU- Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli oli minerali usati.

A questo proposito, il CONOU, da noi interpellato, tiene ad informare che nell’attuale emergenza da Covid-19 è consigliabile tenere in deposito (ovviamente nelle modalità di conservazione che abbiamo indicato) per qualche tempo presso di se il “vecchio” olio; il conferimento presso l’isola ecologica del proprio Comune – e da cui l’olio esausto verrà trasferito ad una delle aziende concessionarie che provvederà al suo ritiro – potrà essere effettuato non  appena l’emergenza terminerà.

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