Come pulire l’abitacolo dell’auto per prevenire i contagi da Coronavirus

È questione di buon senso: gli accorgimenti che contrastano l’espandersi del Covid-19 riguardano anche i veicoli. Ecco come intervenire.

Per molti automobilisti, l’emergenza da Coronavirus equivale a mettere in pratica le indicazioni (è un obbligo, non un invito) contenute nei decreti firmati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ultimo dei quali in ordine di tempo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale martedì 23 marzo 2020, vieta (tranne per comprovati motivi o circostanze eccezionali) qualsiasi spostamento verso altri Comuni dalla propria residenza (o domicilio, o luogo nel quale ci si trova) e lo ribadisce attraverso un ulteriore aggiornamento all’autodichiarazone da tenere sempre con se e da presentare alle forze di polizia in caso di controllo stradale. Ragione per cui, ci si vede “costretti” a lasciare la propria auto in garage o nel parcheggio sotto casa. Una situazione che si protrae da un paio di settimane e, almeno “ufficialmente”, durerà fino a venerdì 3 aprile; sempre che, nel frattempo, il Governo non decida di prolungare ulteriormente il periodo di isolamento per tutto il territorio nazionale volto a far fronte all’emergenza da Covid-19 e limitare al massimo le possibilità di contagio.

Le misure di prevenzione

A questo proposito, da quando in Italia l’emergenza da coronavirus è realtà, il Ministero della Salute ha provveduto a stilare un vademecum sui comportamenti da tenere per limitare quanto più possibile i rischi di contagio: misure che riportiamo nuovamente in quanto è sempre bene averle ben chiare.

  • restare a casa, uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità (e, con la nuova autodichiarazione del 23 marzo 2020, non spostarsi dal proprio Comune di residenza o domicilio)
  • lavarsi spesso le mani
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • evitare abbracci e strette di mano
  • mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro
  • igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie)
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce
  • non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Coronavirus, quanto resiste sulle superfici?

È chiaro che, alla base di tutto, in questa delicatissima fase è più che mai necessario usare il buon senso. In effetti, sebbene gli studi clinici siano in via di definizione, alcune ricerche hanno evidenziato che – prendiamo come esempio uno studio pubblicato alcuni giorni fa dal New England Journal of Medicine – il nuovo coronavirus è in grado di sopravvivere per parecchie ore, anche fino a tre giorni, su alcune superfici come plastica e acciaio inox, sebbene la sua reale capacità di infettare le persone diminuisca progressivamente: essa si dimezzerebbe dopo circa sei o sette ore, tuttavia si esaurirebbe soltanto in momenti successivi. Riportiamo questa ricerca per dovere di cronaca, in quanto l’unica fonte “ufficiale” da tenere in considerazione è quella del Ministero della Salute, che a questo proposito indica come “Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio”.

I disinfettanti sono utili?

Restano validi gli strumenti indicati dallo stesso Ministero della Salute: “L’utilizzo di semplici disinfettanti – riportiamo testualmente – è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’0,5% (candeggina)”. La raccomandazione pratica suggerisce di “Disinfettare sempre gli oggetti di uso più frequente (telefono cellulare, auricolari, microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore)”.

Pulire l’abitacolo: approfittiamone in questi giorni di forzato stop

In buona sostanza: essere prudenti, agire sempre con criterio e mantenere alta l’attenzione è un buon primo passo per limitare la diffusione dei contagi. In questi giorni di “forzata” inattività, o di semi-inattività, una buona idea potrebbe consistere nell’occuparsi un po’ di più della pulizia degli interni della propria auto. “Pulizia mirata” all’attuale momento, cioè, oltre che periodica, che è sempre bene mettere in atto ad intervalli regolari: ne va anche del benessere a bordo, e ciò è tanto più importante quanto si considera che, a prescindere dall’emergenza da Covid-19, stiamo entrando nella stagione delle allergie: un disturbo del quale, ogni anno, soffrono circa nove milioni di persone in Italia.

Usiamo l’auto 11 ore alla settimana

Tenendo conto che, in media, ogni automobilista trascorre al volante quasi mezza giornata solare nell’arco della settimana, è facile comprendere come un adeguato trattamento delle superfici di maggiore utilizzo della propria vettura possa rivelarsi potenzialmente positivo anche ai fini della limitazione dei rischi da diffusione del coronavirus.

Una serie di osservazioni e consigli redatti dall’Osservatorio per l’Educazione alla Sicurezza stradale della Regione Emilia Romagna tiene a sottolineare che, partendo dal presupposto che il Covid-19 sopravvive a lungo sulle superfici, gli autoveicoli ne sono anch’essi coinvolti.  Da qui la prima regola-base: lavarsi le mani di frequente; e usare la massima attenzione ai propri movimenti, anche istintivi: il coronavirus può trasmettersi dalle superfici dell’auto alla mano del conducente, rendendo più possibile il contagio se ci si porta la mano alla bocca o al naso, oppure se ci si strofinano gli occhi.

Il volante è uno degli oggetti più sporchi che ci siano

Se si utilizza un’auto a noleggio o una vettura in car sharing, suggerisce l’Osservatorio, è consigliabile pulire in maniera accurata le parti della vettura sulle quali eventuali goccioline di saliva possano essersi depositate: per effettuare questa operazione, si utilizzino guanti usa e getta ed un disinfettante adeguato. Occhi puntati sul volante, che – ricorda l’Osservatorio per l’Educazione alla Sicurezza Stradale della Regione Emilia – è fra gli oggetti più sporchi che esistano al mondo: in media, addirittura fino a quattro volte più della tavoletta di un Wc pubblico.

Attenzione anche quando si fa rifornimento

Sul volante si depositano batteri dei più disparati, e verso i quali tanto i conducenti quanto – di riflesso – i passeggeri sono particolarmente esposti. Ed è anche il cibo a fungere da incolpevole catalizzatore per gli indesiderati microrganismi: la “classica” patatina fritta, il pezzettino di biscotto o di pane che inavvertitamente cadono e vanno a cadere fra i sedili, o al di sotto di essi, possono benissimo diventare un “deposito” di batteri. Visto che in questo periodo le questioni cui far fronte non mancano, è consigliabile non andarsi a cercare nuovi problemi. Motivo in più per utilizzare i guanti usa-e-getta quando si fa rifornimento al distributore di carburante (che, dal canto suo, fra pulsantiera di selezione e pistola di colonie di batteri ne possiede anche più del volante e di molte altre superfici), avendo tuttavia cura di buttarli immediatamente, una volta effettuata l’operazione, e di lavarsi le mani quanto prima.

Abitacolo dell’auto: dove e come disinfettare

Per stare tranquilli, ecco cosa gli esperti suggeriscono di trattare (operazione alla portata di chiunque, si può quindi approfittarne in queste giornate di “isolamento” domestico):

  • pulire le superfici interne
  • prestare particolare attenzione al volante, al pomello del cambio ed alle chiavi di avviamento, così come ai pulsanti dell’autoradio, dell’impianto A/C, le levette sul piantone dello sterzo ed il display infotainment
  • pulire la tappezzeria.

Tre accorgimenti per i quali l’Osservatorio per l’Educazione alla Sicurezza Stradale della Regione Emilia Romagna suggerisce l’impiego di, rispettivamente:

  • prodotti di sanificazione
  • aspirapolvere
  • prodotti detergenti.

Chi ne ha la possibilità, può sostituire i filtri A/C e disinfettarli con gli spray appositi, facilmente reperibili in commercio, utili alla riduzione dei batteri aerobici.

Opportuno utilizzare prodotti adeguati

Come abbiamo avuto modo di evidenziare recentemente, per liberare l’ambiente da impurità e sostanze nocive, è consigliabile utilizzare prodotti sviluppati ad hoc, ed alcuni dei quali classificati “Presidio medico chirurgico 19440”: con questi prodotti spray  possibile disinfettare l’abitacolo (spruzzandone il contenuto sulle superfici) e l’impianto di condizionamento. In quest’ultimo caso, il procedimento è semplice: è sufficiente introdurre il tubicino – generalmente a corredo del prodotto – nelle bocchette di aerazione e dare il via all’erogazione del contenuto, nei tempi indicati dall’azienda produttrice e avendo cura di attivare l’impianto di condizionamento, prima, ed aerare l’abitacolo per alcuni minuti ad operazione completata. È tuttavia importante seguire le istruzioni del produttore.

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