Migliori SUV 2019 per qualità e prezzo: top 10

Cosa comprare con un budget ragionevolmente contenuto e in base alle proprie esigenze: ecco una guida all’acquisto dei SUV più convenienti del 2019.

Che il segmento “Sport Utility” rappresenti una fascia di modelli sempre più “centrale” nelle strategie di riposizionamento delle case costruttrici e, di conseguenza, via via più “gettonata” dagli automobilisti è da tempo assodato. Nonostante un mercato in chiaroscuro (un leggero rialzo registrato ad aprile è stato subito dopo “raffreddato” dal calo delle immatricolazioni a maggio, scese complessivamente dell’1,2% in Italia), il comparto delle “ruote alte” ha messo a segno, il mese scorso, un +15,7% (crossover), +24% (SUV di piccole dimensioni: dati Anfia) e +2% (SUV di grandi dimensioni: dati Anfia), variazione percentuale che si è concretizzata in una crescita al 32,5% della specifica quota di mercato, a fronte di un 31,9% del periodo 1 gennaio-31 maggio.

Il “fenomeno-SUV” mantiene, dunque l’escalation che da tempo ne contraddistingue l’”offensiva” nei mercati: una condizione ora ulteriormente amplificata dal recente arrivo di un nutrito gruppo di novità: soltanto per citarne alcune, Audi Q3, l’edizione aggiornata di Bmw X1, Skoda Kamiq, Volkswagen T-Cross. Ed Alfa Romeo Tonale, che proprio in questi giorni ha fatto bella mostra di se al Salone di Torino Parco del Valentino 2019 insieme – guarda caso – al nuovo allestimento Ti di Alfa Romeo Stelvio.

Può quindi risultare utile, per l’automobilista che intenda sostituire la propria vettura, conoscere quali siano i modelli “migliori” dal punto di vista del rapporto qualità-prezzo. Un’analisi che abbiamo già affrontato a proposito delle auto sportive di fascia economia più convenienti, delle proposte a GPL ed a metano, delle auto elettriche usate, e dei fuoristrada economici (i migliori 4×4 low cost).

La ragione che spinge il potenziale acquirente a rivolgere la propria attenzione verso la nicchia dei SUV “economici” può infatti incontrarsi con i programmi di ampliamento del comparto “Sport Utility” già messi in atto da parte dei Costruttori: da una parte e dall’altra si cerca di far fronte a precise esigenze di versatilità ed economia, senza dimenticare il fattore-moda che, essendo pacifico che l’automobile è un oggetto, riveste la propria importanza.

Quale vettura scegliere in base alle proprie esigenze

Quanto accennato deve accompagnarsi ad altre considerazioni da tenere ben presenti se si voglia effettuare un acquisto oculato e che venga incontro alle richieste del singolo automobilista. Le variabili da non sottovalutare sono molteplici: si utilizza la vettura principalmente in ambito urbano oppure nei lunghi viaggi (di lavoro o per il tempo libero)? Quanti km si percorrono mediamente in un anno? E ancora: si prevede di affrontare escursioni fuoristrada? L’analisi di queste “voci” già consente di effettuare una prima scrematura sul veicolo che meglio risponde alle esigenze personali.

Se è vero, ad esempio, che una vettura 4×4 è più versatile rispetto ad una a due sole ruote motrici, occorre tenere a mente che la sua meccanica è più complessa, e più costosa da riparare nel caso di guasti alla trasmissione. Analogamente, un diesel tende a consumare meno rispetto ad un veicolo a benzina; e però, anche qui le spese di manutenzione possono essere più elevate; e, generalmente, anche il prezzo di acquisto è maggiore. E, qualora si intenda svolgere uno studio comparativo sulla maggiore convenienza di un veicolo a benzina o della sua corrispondente versione a gasolio, è bene tenere anche a mente che il divario fra i due tipi di alimentazione si è, con l’evolversi delle tecnologie e l’abbandono di vecchie legislazioni, via via assottigliato. Per dire: fino al 1997 le autovetture a gasolio erano gravate dal “superbollo”, che si proponeva di compensare il prezzo, fino ad allora decisamente inferiore, del diesel alla pompa. E le prestazioni delle autovetture a gasolio erano notevolmente inferiori rispetto a quelle a benzina. Dunque, tale scelta poteva avere un senso per chi percorresse molti km all’anno. Da lungo tempo (appunto, un ventennio) ciò non è più del tutto così: l’abolizione del superbollo e l’introduzione di sistemi di alimentazione più sofisticati che hanno notevolmente aumentato le prestazioni nei motori diesel delle generazioni più recenti (il common rail su tutti) hanno fatto sì che il divario sia diminuito.

È quindi bene fare con attenzione i propri conti, prima di scegliere se orientarsi su un modello a gasolio oppure a benzina.

  • Dacia Duster

Il SUV del marchio romeno nell’orbita Renault punta, come del resto l’intera lineup Dacia, proprio su un favorevole rapporto costi-benefici. Niente di trascendentale (per un prezzo-base che parte da 11.900 euro non si può chiedere l’impossibile; ma questo non è il caso di chi cerca la convenienza), in ogni caso le rifiniture esterne ed interne sono sì “semplici”, tuttavia realizzate con una certa cura. Disponibile nelle versioni a trazione anteriore e 4×4 (quest’ultima particolarmente adatta alle escursioni in offroad anche di un certo impegno), e nelle varianti benzina (1.6), gasolio (1.5) e l’immancabile GPL, da sempre fiore all’occhiello della lineup Dacia. Di rilievo la capacità del vano bagagli: da 445 litri nel normale assetto di marcia, a ben 1.478 a sedili posteriori totalmente abbattuti. E garanzia di tre anni o 100.000 km.

  • Volkswagen T-Roc

Attualmente il più venduto nel proprio segmento, il compact crossover che condivide con la bestseller Golf la piattaforma modulare MQB-Modularer Querbaukasten presenta dimensioni adeguate alla fascia di mercati di appartenenza (lunghezza 4,23 m, larghezza 1,82 m, altezza 1,58 m) ed una discreta capacità del bagagliaio (da 445 a 1.290 litri per i modelli a due ruote motrici, e da 392 a 1.237 litri nelle varianti 4Motion). Disponibile con motorizzazioni benzina 1.0 TSI 115 CV, e turbodiesel 1.6 TDI e 2.0 TDI fino a 150 CV. Il prezzo di partenza (23.650 euro di listino) è un poco al di sopra della nostra soglia massima di 20.000 euro; tuttavia, approfittando degli attuali Extra Bonus messi a disposizione da Volkswagen, il compact-SUV di Wolfsburg è disponibile, nella versione di ingresso alla gamma 1.0 TSI benzina 115 CV in allestimento Style, a 21.850 euro. La dotazione comprende, fra gli altri, fendinebbia, controllo trazione, Cruise control, climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori ed infotainment a connettività compatibile con gli standard Apple CarPlay ed Android Auto.

  • Fiat 500X

La apprezzata crossover che in Italia contende alla “cugina” Jeep Renegade le preferenze dei clienti è stata recentemente sottoposta ad un sostanzioso restyling. A fronte di ingombri esterni “in linea” con i modelli concorrenti (4,26 m di lunghezza, 1,8 m di larghezza, 1,6 m di altezza), non dispone tuttavia di una elevatissima capacità al vano bagagli: da 350 a 1.000 litri. Tre motorizzazioni a benzina (i nuovi 1.0 turbo da 120 CV e 1.3 turbo da 150 CV, entrambi della “famiglia” FireFly; e 1.6 da 110 CV) ed altrettante turbodiesel (1.3 95 CV, 1.6 120 CV, 2.0 150 CV) con trazione anteriore oppure 4×4 per la variante gasolio alto di gamma. Per rientrare nel nostro “limite” di 20.000 euro, la scelta vada al 1.6 E-torQ 110 CV in allestimento Urban, in listino a 19.750 euro. Volendo spendere un po’ di più, c’è la declinazione 1.3 MultiJet II 95 CV turbodiesel Urban, in vendita a partire da 21.500 euro.

  • Ford EcoSport

Ad un anno e mezzo dal debutto della nuova generazione, la SUV-crossover di taglia “small” dell’Ovale Blu presenta, in virtù degli aggiornamenti di stile e dotazioni, un’immagine più “voluminosa” di quanto in realtà non sia (la lunghezza misura 4,1 m, la larghezza 1,77 m, e l’altezza 1,65 m) e, all’interno, un layout abitacolo più “lineare” e ovviamente vicino allo stile Fiesta. Accettabile (non eccezionale, d’altro canto dimensioni e linee non ne permetterebbero volumi molto più elevati) la capacità del bagagliaio, dal caratteristico portellone incernierato a sinistra, che nel normale assetto di marcia offre da 334 a 356 litri (a seconda se si scelga il kit di riparazione pneumatico oppure la ruota di scorta esterna tipicamente “offroad”). Per mantenersi entro i 20.000 euro, o di poco superiori, c’è la versione di accesso alla gamma 1.0 EcoBoost 100 CV in allestimento Plus (19.100 euro) oppure 1.5 EcoBlue 100 CV Plus turbodiesel (21.100 euro).

  • Volkswagen T-Cross

Piccola crossover (qui il nostro recentissimo primo contatto), allestita sul pianale MQB A0 (cioè la piattaforma Modularer Quarbaukasten di fascia compatta) che condivide con Volkswagen Polo, mette in evidenza una posizione di guida rialzata, a tutto vantaggio della mobilità urbana, ed una buona abitabilità interna in rapporto alle dimensioni del corpo vettura (4,11 m di lunghezza, 1,78 m di larghezza, 1,58 m di altezza). Piuttosto capiente anche il bagagliaio: da 385 a 1.281 litri a sedili posteriori totalmente abbattuti. Fra gli accessori di serie: il modulo infotainment su schermo touch da 8” ed impianto audio DAB+, il Lane Keeping Assist ed il sistema di frenata autonoma d’emergenza con funzione predittiva pedoni e ciclisti. Le due proposte benzina 1.0 TSI 95 CV, negli allestimenti Urban e Style, rientrano (prezzi di listino) nella soglia di 20.000 euro (rispettivamente, 19.000 e 20.300 euro); un po’ di più viene richiesto dalla declinazione turbodiesel di ingresso alla gamma: 21.950 euro per il modello 1.6 TDI Urban.

  • Kia Stonic

Derivata in linea retta dalla berlina compatta Rio, la piccola crossover Kia Stonic dall’impostazione stilistica  simpaticamente sportiva dispone di una capienza al vano bagagli – configurabile in due livelli di profondità – in linea con molti altri modelli di pari segmento (da 332 a 1.155 litri) su un corpo vettura da 4,14 m di lunghezza, 1,76 m di larghezza ed 1,49 m di altezza. Piuttosto economica nei prezzi, viene proposta a partire da 16.750 euro (1.4 MPI benzina 100 CV Urban) oppure 20.750 euro (1.6 CRDi 115 CV Style turbodiesel), ma anche da 18.750 euro per la versione 1.4 MPI 97 CV Urban alimentata a GPL.

  • Nissan Juke

Compatta e simpatica, la baby crossover giapponese ha fatto dello stile un punto di forza personale. Inoltre, una buona dotazione di accessori già negli allestimenti-base e le doti di maneggevolezza (unite ad una discreta altezza minima da terra) ne fanno un veicolo potenzialmente in grado di soddisfare molte esigenze. Il corpo vettura è, per dimensioni, corrispondente agli altri modelli della stessa fascia di segmento (4,14 m di lunghezza, 1,77 m di larghezza, 1,57 m di altezza); tuttavia il bagagliaio non è eccezionale per capienza (da 354 a 1.189 litri). E qualora ci si orienti su un diesel, la scelta è limitata ad una sola versione (1.5 dCi 110 CV, con prezzi che partono da 19.910 euro per la configurazione “Visia” di ingresso alla gamma). Lo stesso per i modelli a benzina – 1.6 Visia da 113 CV: prezzi da 18.400 euro -; esiste però anche ad alimentazione “green”: Nissan Juke 1.6 GPL Visia da 109 CV viene proposta a partire da 19.700 euro.

  • Opel Crossland X

Il modello che per primo ha inalberato le insegne del progetto condiviso con PSA Groupe (in seguito all’acquisizione di Opel-Vauxhall da parte del Gruppo che comprende Citroen, DS e Peugeot) abbina soluzioni crossover (ruote alte, buona altezza minima da terra, protezioni sottoscocca ed ai passaruota) all’abitabilità e versatilità vicine al segmento monovolume che, da quando l’”offensiva” SUV-crossover ha preso piede, segna profondamente il passo in termini di vendite. Piuttosto compatta (4,21 m di lunghezza, 1,77 m di larghezza, 1,61 m di altezza) ed in possesso di una buona capienza al vano bagagli (da 410 a 1.255 litri), la erede di Opel Meriva dispone, già in configurazione Advance (proposta a partire da 19.150 euro nella variante 1.2 benzina 82 CV, e da 21.650 euro per il modello 1.5 EcoTec 102 CV turbodiesel) una buona dotazione di serie, funzionalità infotainment comprese.

  • Peugeot 2008

L’immagine esteriore, piuttosto “massiccia”, conferisce alla compact-crossover di PSA un aspetto più “Sport utility”. Lunga 4,16 m, larga 1,74 m ed alta 1,55 m per un bagagliaio che varia da 350 a 1.200 litri, in allestimento “Allure” (con prezzi che partono da 20.720 euro per la versione 1.2 PureTech 82 CV benzina) dispone di un equipaggiamento piuttosto buono: esso comprende, fra gli altri, i cerchi in lega da 16” ed il climatizzatore automatico bi-zona (che nella configurazione-base “Active” è manuale). Per risparmiare, Peugeot 2008 viene proposta con prezzi a partire da 18.330 euro per la 1.2 PureTech 82 CV Active, da 19.130 euro per il modello 1.2 PureTech 82 CV “Signature”, da 19.800 euro per la variante turbo benzina 110 CV “Active” (20.600 euro per la configurazione “Signature”). Un po’ di più (il 10% esatto rispetto alla “nostra” soglia di 20.000 euro) viene richiesto per la variante-base della lineup turbodiesel: Peugeot 2008 1.5 BlueHDi 100 CV “Active” viene proposta, in listino, da 21.030 euro.

  • Renault Captur

Ormai piuttosto “collaudata” (l’attuale serie venne portata al debutto nella primavera del 2017), la compact-crossover della Marque à Losanges ottiene un buon gradimento per la qualità (ora più elevata) delle finiture, per la dotazione infotainment, le cui funzionalità offrono le versioni aggiornate del modulo R&Go ed il sistema R-Link Evolution con display touch da 7” a connettività compatibile con gli standard Apple CarPlay ed Android Auto, nonché per una serie di dispositivi di ausilio attivo alla guida in più (sensore angoli ciechi ed easy park Assist, fra gli altri). In poco più di 4,1 m di lunghezza offre un bagagliaio accettabile: da 377 a 1.235 litri. La scelta varia fra le versioni benzina (0.9 TCe 90 CV; 1.3 TCe 130 CV e 150 CV) e turbodiesel (1.5 tCi 90 CV), con prezzi che partono da, rispettivamente, 16.650 euro (0.9 TCe 90 CV in allestimento Life) e 18.950 euro (1.5 dCi 90 CV nella medesima configurazione). La garanzia-base è di 2 anni o km illimitati.

  • Seat Arona

Il progetto, moderno, della compact-crossover catalana allestita sulla piattaforma MQB A0 condivisa con Seat Ibiza (e con gran parte dell’attuale produzione del Gruppo VAG appartenente alla fascia medio-bassa) dispone di una dotazione di ausili alla guida (di serie oppure in opzione) piuttosto ricca, una adeguata altezza minima da terra e di una buona abitabilità interna, compresa la capienza del bagagliaio, dal piano di carico su due livelli in modo da offrire un volume variabile fra 282, 400 e 1.280 litri. Lunga 4,14 m, larga 1,78 m ed alta 1,55 m, Seat Arona viene proposta in vendita a partire da 17.300 euro per la versione 1.0 EcoTSI 95 CV in allestimento Reference. La lineup al di sotto dei 20.000 euro di listino è in ogni caso abbastanza articolata: 19.300 euro per la 1.0 EcoTSI Style, 19.900 euro per la 1.0 EcoTSI 115 CV Style; e, sul fronte gasolio, 19.750 euro per la 1.6 TDI Reference. Potendo spendere qualcosa in più, 21.500 euro per la 1.0 EcoTSI 95 CV Xcellence, 21.400 euro per la 1.0 EcoTSI 115 CV Style con cambio DSG doppia frizione, o 21.500 euro per la 1.6 TDI 95 CV Style. Ancora più economica per il prezzo del carburante al distributore, la versione 1.0 TGI a metano, in vendita a partire da 18.800 euro (Reference): una scelta che può rivelarsi azzeccata se si percorrono molti km in città, soprattutto ora che anche in Italia il rifornimento di gas naturale fai-da-te (qui il nostro approfondimento) è diventato possibile.

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