Manutenzione auto: come controllare la pressione delle gomme in quarantena

Un’occhiata alle condizioni degli pneumatici è essenziale: ne va della propria, e soprattutto altrui, sicurezza. Come agire nell’emergenza da coronavirus.

Per molti automobilisti, l’emergenza coronavirus si traduce, all’atto pratico,  anche nell’avere un po’ più di tempo a disposizione. Occasione d’oro per dedicarsi alle proprie attività. Fra queste, un “ripasso generale” alle condizioni dell’auto può benissimo rientrare fra le operazioni da considerare: non fosse altro che l’avere a disposizione un veicolo dall’efficienza immutata anche dopo un certo periodo di inutilizzo quotidiano possa un domani (e tutti ci auguriamo che ciò avvenga quanto prima) velocizzare gli spostamenti di chiunque.

Spostarsi esclusivamente per comprovati motivi

A questo proposito, è opportuno ribadire che le disposizioni del Governo (ulteriormente aggiornate nel decreto legge del 25 marzo 2020) obbligano gli italiani a spostarsi dalla propria residenza o dal proprio domicilio esclusivamente per comprovati motivi:

  • lavoro
  • assoluta urgenza (“per trasferimenti in Comune diverso” come prevede l’art. 1, comma 1, lettera b9 del Dpcm del 22 marzo 2020)
  • situazione di necessità (“Per spostamenti all’interno dello stesso Comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere”)
  • salute.

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I controlli alla propria vettura: è sempre possibile effettuarli

È chiaro che l’essere costretti a lasciare l’auto in “forzato riposo” per diverse settimane possa anche essere una necessità. Ciò, è bene che non vada visto come un “suggerimento” a dimenticarsi che l’autovettura necessita di attenzione; al contrario, la stessa cura che si pone al veicolo in tempi “normali” va mantenuta anche nell’attuale difficilissima emergenza da coronavirus.

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Occhio alle gomme

A prescindere dall’emergenza da Covid-19, gli pneumatici mantengono inalterate le proprie qualità e devono essere sempre pronti ad assicurare la propria essenziale utilità (e ci mancherebbe!) per la sicurezza propria e, soprattutto, altrui. Il discorso che è opportuno affrontare in questa sede può equivalere alle modalità di fermo della vettura per un periodo mediamente lungo. Si tratta di qualche settimana, non certo (e lo auspichiamo!) mesi. L’aspetto più importante, in questa fase, consiste nel fare in modo che le gomme mantengano le proprie caratteristiche, soprattutto in termini di usura della carcassa. Una sosta prolungata dell’autoveicolo può in effetti provocare un fenomeno di ovalizzazione, che alla più semplice viene causato dal peso statico della vettura sulla gomma.

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Attenzione al peso

Se si dispone di un garage, si può collocare la vettura sui cavalletti, che permettono un leggero sollevamento del veicolo e ne diminuiscono, anche in modo notevole, il carico sugli pneumatici. Ciò vale per chi, come accennato, abbia a disposizione un garage, un box oppure un posto auto condominiale. Chi, al contrario, debba lasciare la propria auto per la strada, oppure non disponga di cavalletti, può ovviare mettendo in pratica un altro semplice accorgimento.

Aumentare leggermente la pressione

È semplicissimo: basta gonfiare gli pneumatici ad una pressione leggermente più elevata rispetto a quella indicata nel libretto di uso e manutenzione; e, di tanto in tanto, far percorrere alla vettura qualche decina di cm in avanti e altrettanti in retromarcia: in questo modo, il peso statico sopportato dalla carcassa delle gomme si distribuisce in altri punti.

C’è pericolo di contagio?

Ci si chiederà se dalle gomme (o meglio: dalle ruote) vi sia il rischio di venire contagiati dal coronavirus. Può sembrare una domanda banale; tuttavia, a rischio di apparire eccessivamente prudenti (o peggio), la indichiamo. Come per la grande maggioranza degli oggetti di uso quotidiano, in questa difficile fase della storia nella quale l’imperativo è vincere prima possibile sull’emergenza da Covid-19 vale più che mai il principio-base del buon senso.

Occorre buon senso

Terminato anche il più piccolo intervento di manutenzione alla vettura, cosa si fa? Ci si lava le mani, chiaro. Questo vale sempre, e ancora di più – anzi, riveste un’importanza tale che è quasi inutile mettere in discussione – nell’emergenza da coronavirus. Dunque, tenuto conto che sulle ruote si depositano i residui delle pastiglie dei freni e la sporcizia che si raccoglie dalla strada, ecco che lavarsi – e successivamente disinfettarsi con un prodotto a base alcolica – le mani, una volta controllata la pressione delle gomme, sia “obbligatorio” per minimizzare i rischi di contagio. Se si agisce con prudenza e con criterio, e si mantiene la consapevolezza di quello che si sta facendo, si è già a buon punto.

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Il “decalogo” del Ministero della Salute

Del resto, da diverse settimane abbiamo tutti sotto gli occhi il vademecum sui comportamenti da adottare per limitare la diffusione del coronavirus. Nelle normali operazioni quotidiane di controllo al veicolo, è della massima importanza mettere in atto, fra gli altri “punti”, quanto segue:

  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

I disinfettanti sono utili

Ecco quindi come sia della massima importanza mettere in atto gli strumenti indicati dallo stesso Ministero della Salute: “L’utilizzo di semplici disinfettanti – riportiamo testualmente – è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’0,5% (candeggina)”. La raccomandazione pratica suggerisce di “Disinfettare sempre gli oggetti di uso più frequente (telefono cellulare, auricolari, microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore)”.

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