Tesla Cybercab sotto esame: il robotaxi deve dimostrare di essere a norma
Il Tesla Cybercab deve superare un passaggio fondamentale prima che il progetto robotaxi possa allargarsi davvero negli Stati Uniti. La NHTSA, l’ente federale americano che si occupa di sicurezza stradale, ha chiesto a Tesla di spiegare nel dettaglio come il veicolo sia stato certificato secondo gli standard federali. Il motivo è semplice: il Cybercab nasce senza volante, pedali e tradizionali specchietti retrovisori, mentre diverse norme attualmente in vigore sono state pensate per automobili convenzionali, con un conducente umano al posto di guida.
La questione non riguarda quindi soltanto il funzionamento della guida autonoma. Tesla deve dimostrare che un veicolo progettato fin dall’origine per fare a meno del guidatore rispetti comunque le regole attuali.
Tesla Cybercab, perché la NHTSA chiede chiarimenti
Negli Stati Uniti il sistema di omologazione funziona diversamente rispetto a quello utilizzato in altri mercati. Sono infatti gli stessi costruttori ad autocertificare la conformità dei propri veicoli ai Federal Motor Vehicle Safety Standards, generalmente indicati con la sigla FMVSS.
Questo, però, non significa che l’autocertificazione chiuda definitivamente la questione. La NHTSA può effettuare controlli successivi per verificare che quanto dichiarato dal costruttore corrisponda effettivamente ai requisiti previsti.
Ed è proprio ciò che sta accadendo con il Cybercab.
L’indagine è stata aperta il 3 settembre, in concomitanza con l’avvio del servizio commerciale ad Austin. Successivamente l’agenzia ha inviato a Tesla uno “Special Order”, chiedendo informazioni più dettagliate sulle procedure utilizzate per certificare il robotaxi.
La Casa dovrà fornire le proprie risposte entro il 30 settembre.
Il problema nasce dalle caratteristiche stesse del Cybercab. Un robotaxi completamente autonomo non ha necessariamente bisogno degli stessi componenti di una normale automobile. Se non esiste un conducente, volante e pedaliera possono diventare superflui dal punto di vista tecnico. Le norme, però, non sono state tutte sviluppate pensando a veicoli di questo tipo.
Si crea così una situazione particolare: la tecnologia permette di eliminare alcuni elementi tradizionali dell’auto, ma gli standard di sicurezza esistenti devono comunque essere rispettati fino a quando non verranno modificati.
Volante e pedali: cosa deve spiegare Tesla
Le richieste della NHTSA entrano nel dettaglio di come il Tesla Cybercab sia stato sottoposto alle procedure necessarie per dimostrarne la conformità.
Uno dei punti da chiarire riguarda l’eventuale utilizzo temporaneo di comandi destinati a un guidatore umano o di altre apparecchiature durante la certificazione.
In altre parole, l’agenzia vuole capire esattamente in quale configurazione il Cybercab abbia affrontato le verifiche e quali dispositivi siano stati eventualmente installati durante queste procedure.
Ci sono poi domande direttamente legate al funzionamento del robotaxi.
La NHTSA vuole sapere se il veicolo possa essere controllato da una persona e se i passeggeri abbiano a disposizione, attraverso il touchscreen, comandi in grado di far muovere il Cybercab.
Dovranno essere chiarite anche eventuali limitazioni operative. Tra gli aspetti richiesti figurano velocità, area geografica e orari nei quali il veicolo può funzionare.
Sono dettagli importanti perché un robotaxi può essere autorizzato a operare soltanto in determinate condizioni, invece di ricevere automaticamente il via libera per circolare ovunque e in qualsiasi momento.
Il caso Cybercab evidenzia così una delle difficoltà principali legate alla diffusione delle auto autonome: l’evoluzione tecnica procede più velocemente di quella normativa.
Le regole devono adattarsi ai robotaxi
La NHTSA sta già lavorando alla revisione di alcuni standard federali per renderli compatibili con automobili progettate senza conducente.
Gli interventi riguardano diversi componenti che sulle vetture tradizionali vengono considerati quasi scontati. Tra questi figurano i pedali del freno, i tergicristalli, l’illuminazione e gli specchietti.
Il punto, però, è soprattutto temporale. Fino a quando le nuove norme non entreranno in vigore, i costruttori devono confrontarsi con gli standard attuali.
Per Tesla questo significa dover dimostrare come il Cybercab possa rispettarli nonostante sia stato progettato intorno a un concetto radicalmente differente da quello dell’automobile tradizionale.
La questione assume un’importanza ancora maggiore considerando il ruolo che i robotaxi dovrebbero avere nei programmi futuri della Casa. Per espandere il servizio non basta infatti dimostrare che il sistema di guida autonoma funzioni: servono anche le autorizzazioni necessarie per utilizzare su strada i veicoli che ne fanno parte.
Tesla, Zoox e Waymo hanno scelto strade diverse
Il confronto con gli altri operatori del settore mostra che non esiste un’unica soluzione al problema.
Zoox utilizza un veicolo progettato specificamente per il servizio robotaxi e, proprio come il Cybercab, privo di volante e pedali. La società ha però seguito una strada diversa, chiedendo un’esenzione alla NHTSA. L’autorizzazione è stata concessa per consentire la sperimentazione con un numero limitato di veicoli.
Diverso ancora l’approccio di Waymo. Sia sulle automobili di serie successivamente modificate per la guida autonoma, come la Jaguar I-Pace, sia sui veicoli Ojai sviluppati appositamente, sono stati mantenuti volante e pedali.
Tesla si trova quindi davanti a una questione normativa direttamente collegata alla filosofia del Cybercab. Eliminare completamente i comandi tradizionali permette di progettare l’abitacolo intorno al trasporto autonomo, ma rende più complesso dimostrare la compatibilità con regole nate quando automobili senza conducente non erano ancora una realtà concreta.
La prossima data da segnare è il 30 settembre, termine entro il quale Tesla dovrà rispondere alle richieste della NHTSA. Solo dopo questi chiarimenti sarà possibile capire meglio come verrà affrontato il nodo della certificazione del Cybercab e quali conseguenze potrà avere sull’espansione del progetto robotaxi negli Stati Uniti.
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