Auto e Moto d’Epoca 2019: riflettori puntati sulle supercar

Una “super-antologia” tutta da ammirare: da Alfa Romeo a Pagani, le meraviglie che testimoniano i livelli più elevati dell’ingegneria automotive.

L’edizione 2019 di Auto e Moto d’Epoca viene contrassegnata anche dalle “grandi potenze”: un ulteriore biglietto da visita per la rassegna di Fiera di Padova, giunta al 36. anno e che, ancora una volta, testimonia il ruolo di primo piano per il comparto del motorismo storico nell’immaginario collettivo. Tanto che, sotto i riflettori, sono numerose le supercar e hypercar pronte a fare bella mostra di sé.

Ecco una carrellata di quello che vedremo da giovedì 24 a domenica 27 ottobre.

  • Alfa Romeo. Il parterre delle vetture più celebrative del passato e del presente si apre con un esemplare storico per il “Biscione”: una delle Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA che Alfa Corse (l’emanazione motorsport dell’azienda, “erede” in linea retta di Autodelta e guidata dall’indimenticato Giorgio Pianta) sviluppò, partendo dalla 75 Gruppo A che aveva esordito nel Campionato mondiale Turismo 1987 e si aggiudicò l’edizione 1988 del Campionato italiano Superturismo. La “Evoluzione IMSA” che si prepara a fare bella mostra di se alla rassegna di Fiera di Padova, a cura della modenese Erredibi Motori (che porterà  anche una Ferrari 412 già esposta al Museo Ferrari di Maranello in occasione della mostra “Le preferite dal Drake”, una Ferrari 308 carter secco e una Lamborghini Murciélago a cambio meccanico) venne costruita nel 1987: contraddistinta dal numero di telaio “026”, venne inizialmente impiegata dalla scuderia Top Run Racing, per essere successivamente portata in Olanda dove, riallestita secondo le specifiche IMSA, prosegue tuttora la propria carriera agonistica (l’Alfa Romeo Challenge olandese).
  • Alpine. La storica “usine” di Dieppe, tornata alla ribalta nel 2015 – ovvero a sessant’anni dalla fondazione dell’azienda da parte di Jean Rédélé – torna per il secondo anno consecutivo ad Auto e Moto d’Epoca, anche come testimonianza dell’apertura dei nuovi Alpine Centre di Milano e Roma. Sotto i riflettori, la nuova declinazione A110S, svelata in anteprima ufficiale lo scorso giugno e che si contraddistingue, fedelmente alla tradizione delle “Berlinette Blue France”, per la sigla “S” che si traduce in un aumento a 292 CV (ovvero 40 CV in più rispetto alla gamma che ha nuovamente aperto la “saga A110”) erogati dall’unità motrice 1.8 turbo sottoposta ad un cospicuo aggiornamento meccatronico, ed altresì in un aggiornamento all’assetto ed all’impianto frenante.
  • Bentley. Lo stand della “B Alata” (alla rassegna padovana rappresentata dal dealer per l’Italia Gruppo Fassina) espone un esemplare di Bentley Continental GTC, ovvero la variante “Cabrio” della terza generazione della sportiva-bestseller di Crewe, in produzione da più di sedici anni e nei mesi scorsi declinata nella nuova serie: Bentley Continental GTC 2019, equipaggiata con la poderosa motorizzazione 6.0 V12 da 635 CV e 900 Nm di coppia massima, presenta – analogamente alla terza serie della coupé Continental GT – il modulo di controllo attivo delle dinamiche veicolo “Bentley Dynamic Ride” a circuito parallelo a 48V con un nuovo set di sospensioni attive a controllo pneumatico, l’impiego di alluminio ed acciai ad elevata resistenza, e al corpo vettura la nuova capote in tela multistrato a comando elettrico nonché la “sciarpa termica” ai poggiatesta anteriori (una bocchetta che soffia aria calda in corrispondenza di testa e collo di conducente e passeggero).
  • Dallara Stradale. Uno dei più recenti esempi di avanzatissima tecnologia artigianale, la biposto emiliana presentata nell’autunno 2017 come “regalo” che Giampaolo Dallara volle farsi per i suoi ottant’anni è ora protagonista ad Auto e Moto d’Epoca. Dallara Stradale, disponibile in configurazione “barchetta” standard, così come equipaggiata con un più comodo parabrezza avvolgente oppure in versione Coupé (in questo caso assume la sigla GT) viene realizzata su un telaio monoscocca in fibra di carbonio sviluppato con la tecnica Pre-Preg (un materiale a base di carbonio lavorato con resine e cotto in autoclave) simile in tutto e per tutto alle tecnologie F1, con sospensioni a doppi triangoli sovrapposti, una raffinatissima aerodinamica e, al centro, l’unità motrice Ford EcoBoost 2.3 dalla potenza portata a 400 CV e 500 Nm di coppia massima, per una velocità di punta di 280 km/h, un tempo di appena 3”25 per il passaggio da 0 a 100 km/h e, in virtù del peso a secco (855 kg), un formidabile rapporto peso/potenza: appena 2,1 kg/CV.
  • Ferrari da corsa. Un percorso lungo settant’anni: la presenza di Maranello ad Auto e Moto d’Epoca 2019 è contrassegnata dalla “nicchia” della produzione delle “Barchette”, denominazione coniata proprio per uno dei primi modelli Ferrari da competizione, ovvero la leggendaria Ferrari 166 MM; alla rassegna sarà esposto l’esemplare carrozzato Touring del 1950 che fu di Gianni Agnelli, successivamente “esportato” in Belgio e portato in gara da Olivier Gendebien prima di essere acquisita dal celebre Jacques Swaters (“patron” della Ecurie Francorchamps) e, in tempi più recenti, esposta al MoMa-Museum of Moderna RTS di New York, alla Nationalgalerie di Berlino ed al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2015. Dalla 166 MM, si arriva ai giorni nostri con le Monza SP1 ed SP2, modelli che aprono un nuovo percorso concettuale Ferrari, il programma “Icona” che si ispira alle biposto corsa degli anni 50; “in mezzo”, ci sono 340 MM Vignale, 375 MM Pininfarina, uno dei quattro esemplari mai costruiti di 857 S, Ferrari 750 Monza, 500 Mondial e tante altre, fino alla “youngtimer” 550 Barchetta.
  • McLaren. Dalla prolifica factory di Woking, l’edizione 2019 di Auto e Moto d’Epoca vede la presenza della più recente “big news” in ordine di tempo: la “Grand Tourer”, ovvero McLaren GT presentata in anteprima assoluta lo scorso maggio, indicata in listino per un prezzo di vendita che parte da 203.000 euro e caratterizzata dalla presenza di due vani per i bagagli (uno anteriore, il secondo posizionato alle spalle dell’abitacolo, e provvisto di portellone in cristallo ad azionamento elettrico) per 570 litri complessivi di capacità utile. La motorizzazione viene affidata all’unità“M840TE” 4.0 V8 biturbo, progettata specificamente e in grado di erogare una potenza massima di 620 CV ed una forza motrice da 630 Nm di coppia massima, compresi fra 5.500 e 6.500 giri/min. “Da urlo” i valori prestazionali dichiarati: velocità massima 326 km/h e 9”0 per l’accelerazione da 0 a 200 km/h. Accanto alla nuovissima GT, i visitatori ad Auto e Moto d’Epoca 2019 avranno la possibilità di ammirare dal vivo la hypercar McLaren P1, realizzata nel 2013 e prodotta in 375 unità: la prima supercoupé ibrida di Woking, dotata dell’unità 3.8 V8 biturbo abbinata ad un motore elettrico, sprigiona 903 CV di potenza massima, e schizza a 300 km/h in appena 17”.
  • Pagani. Da sempre testimone “in prima persona” di un comparto, quello delle hypercar che oggi inizia ad essere considerato “storico”, la modenese Pagani Zonda, esposta in anteprima ufficiale al Salone di Ginevra 1999, compie dunque vent’anni. Quale migliore occasione, per celebrare l’importante anniversario, di Auto e Moto d’Epoca? All’edizione 2019 della rassegna di Fiera di Padova, lo stand dell’azienda di San Cesario sul Panaro fondata da Horacio Pagani sarà protagonista di una storia personale tutta da raccontare, concretizzatasi nella realizzazione di 140 esemplari della “ultracoupé” con motorizzazione V12 da 6 litri e 450 CV di potenza fornito da Mercedes: architettura he, per i vent’anni successivi, ha costituito uno dei marchi di fabbrica per Pagani, le cui supercar sono tutte equipaggiate con motori Mercedes a 12 cilindri a V.
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