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Motori 1.2 PureTech, rimborsi Stellantis: chi può ottenere un risarcimento

Di Simone Fiderlisi •
Pubblicato il 4 nov 2026
Motori 1.2 PureTech, rimborsi Stellantis: chi può ottenere un risarcimento
Motori 1.2 PureTech, aumentano le iniziative legali contro Stellantis in Europa. Ecco chi può ottenere rimborsi e come funziona la garanzia fino a 10 anni.

Il caso dei motori 1.2 PureTech continua a interessare migliaia di automobilisti europei, alle prese con guasti meccanici, spese di riparazione e richieste di risarcimento. Una vicenda che coinvolge Stellantis e alcune motorizzazioni utilizzate su numerosi modelli dei marchi del gruppo, soprattutto nelle versioni dotate di cinghia di distribuzione a bagno d’olio.

La questione ha assunto dimensioni internazionali, con iniziative giudiziarie in Francia, accordi privati in Spagna e attività di tutela dei consumatori anche in Italia. Tuttavia, non esiste attualmente un provvedimento che riconosca automaticamente un rimborso a tutti i proprietari coinvolti. Le possibilità di ottenere un indennizzo dipendono dalle caratteristiche del motore, dai problemi riscontrati e dalla documentazione disponibile.

Motori PureTech, migliaia di automobilisti coinvolti nelle iniziative legali

Le principali contestazioni riguardano il deterioramento prematuro della cinghia di distribuzione, che lavora immersa nell’olio motore. In determinate condizioni, il materiale può degradarsi, provocando anomalie nel sistema di lubrificazione e potenziali danni meccanici. Un’altra problematica segnalata riguarda il consumo eccessivo di olio.

In Francia, la mobilitazione dei proprietari ha raggiunto dimensioni significative. La piattaforma MyLeo ha comunicato il deposito di una denuncia il 14 febbraio 2025 per conto di 883 persone. Successivamente, il 23 luglio 2026, è stata presentata un’integrazione riguardante altri 1.433 denuncianti.

Il 17 ottobre, l’associazione Victimes du PureTech ha confermato la trasmissione del fascicolo alla Procura di Nanterre. Le contestazioni comprendono presunte pratiche commerciali ingannevoli e problematiche relative alla sicurezza.

È importante distinguere le accuse dagli accertamenti giudiziari: una denuncia non costituisce una condanna e non determina automaticamente il diritto al risarcimento.

Dalla Spagna all’Italia, accordi privati e richieste di risarcimento

In Spagna, l’associazione AFESTEL dichiara di aver raggiunto oltre 4.000 accordi transattivi con Stellantis attraverso l’assistenza dei propri legali. Si tratta di intese private, il cui contenuto non può essere automaticamente esteso agli altri proprietari di vetture equipaggiate con motori PureTech.

Differente la situazione nei Paesi Bassi, dove il Tribunale distrettuale di Amsterdam ha respinto, il 4 settembre 2024, le pretese della società di leasing Smilease contro Stellantis NV e Stellantis Nederland.

La decisione riguardava specifiche questioni di responsabilità societaria e non rappresenta una pronuncia generale sull’affidabilità dei propulsori.

Anche in Italia si registrano iniziative dedicate agli automobilisti. Il Movimento Consumatori ha annunciato il 7 aprile 2025 un’attività di raccolta delle segnalazioni, finalizzata a valutare eventuali azioni risarcitorie.

Per i proprietari italiani, dunque, rimane fondamentale conservare fatture, diagnosi tecniche e documentazione degli interventi effettuati. Elementi indispensabili per dimostrare la natura del guasto e le spese sostenute.

Stellantis offre una copertura fino a 10 anni: requisiti e modalità di rimborso

Parallelamente alle controversie, Stellantis ha introdotto misure di assistenza per determinate problematiche dei motori PureTech. La copertura può arrivare fino a 10 anni o 180.000 chilometri, prevedendo, nei casi ammissibili, il pagamento integrale dei ricambi e della manodopera.

Non si tratta però di una garanzia universale. L’accesso dipende dalla versione del propulsore, dalla tipologia di difetto e dal rispetto delle condizioni di manutenzione previste.

Il gruppo ha inoltre attivato una piattaforma per richiedere il rimborso delle riparazioni ammissibili sostenute tra il 2022 e il 2024. Le richieste sono sottoposte a verifiche individuali, con particolare attenzione agli interventi eseguiti presso la rete autorizzata.

Chi ha già affrontato una riparazione deve quindi verificare attentamente i requisiti applicabili al proprio veicolo. La possibilità di recuperare le somme esiste, ma resta subordinata alle condizioni del programma e alla valutazione della singola pratica.

 

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