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Fiat Pandina e 500 Hybrid, produzione a rischio fino a dicembre: mancano le centraline

Di Vincenzo Calvarano •
Pubblicato il 4 nov 2026
Fiat Pandina e 500 Hybrid, produzione a rischio fino a dicembre: mancano le centraline
Fiat Pandina e 500 Hybrid rallentate dalla carenza di centraline. Marelli sarebbe il fornitore coinvolto, mentre Stellantis teme nuovi stop produttivi.

La mancanza di un piccolo componente elettronico rischia di mettere nuovamente in difficoltà due stabilimenti strategici per l’industria automobilistica italiana. Fiat Pandina e 500 Hybrid stanno affrontando rallentamenti produttivi legati alla disponibilità delle centraline elettroniche, con conseguenze che potrebbero protrarsi fino a dicembre. Una situazione delicata per Stellantis, impegnata a sostenere la produzione nazionale in una fase già caratterizzata da volumi contenuti e incertezze commerciali.

Al centro delle indiscrezioni compare il nome di Marelli, storico produttore di componentistica automobilistica. Le ricostruzioni giornalistiche indicano l’azienda come possibile fornitore coinvolto nelle difficoltà di approvvigionamento, ma manca ancora una conferma ufficiale sulle responsabilità della carenza.

Fiat Pandina e 500 Hybrid, il problema nasce da un chip del motore

L’origine delle difficoltà sarebbe riconducibile a un chip utilizzato nella centralina del motore N3 GSE, il tre cilindri prodotto nello stabilimento Stellantis di Termoli e destinato a entrambe le vetture. La sua indisponibilità impedirebbe di completare regolarmente le operazioni di assemblaggio, compromettendo la continuità delle linee produttive.

Le conseguenze interessano direttamente Pomigliano d’Arco, dove nasce la Pandina, e Mirafiori, sede della produzione della 500 Hybrid. Due impianti che rappresentano riferimenti importanti per la presenza industriale del gruppo in Italia.

Stellantis ha segnalato la possibilità che le difficoltà proseguano durante novembre e dicembre, precisando di essere impegnata nella ricerca di forniture alternative. L’obiettivo è recuperare progressivamente la regolarità produttiva, evitando ulteriori interruzioni.

Secondo le ricostruzioni di Askanews e Milano Finanza, il componente mancante sarebbe riconducibile alla catena di fornitura di Marelli. Resta tuttavia da chiarire l’effettiva origine del problema e soprattutto quando potranno essere ripristinati i normali approvvigionamenti.

Mirafiori torna in cassa integrazione

A Torino le conseguenze sono già concrete. La Fim Cisl ha comunicato il ricorso alla cassa integrazione nel reparto carrozzeria di Mirafiori dal 2 al 6 novembre, dopo due settimane di sospensione produttiva registrate a ottobre per ragioni differenti, legate alla debolezza degli ordinativi.

La situazione coinvolge anche Mirafiori Meccanica, dove oltre 400 lavoratori sono interessati dalla cassa integrazione dal 2 all’8 novembre. In questo caso il rallentamento riguarda la produzione dei cambi destinati proprio alla Pandina e alla 500 Hybrid.

Il problema, quindi, non si limita alle linee di assemblaggio. La riduzione dei volumi rischia di ripercuotersi sulle attività della filiera, comprese quelle collegate alla produzione dei propulsori nello stabilimento di Termoli.

I sindacati chiedono interventi strutturali per rafforzare l’attività industriale torinese. Tra le richieste figura l’assegnazione di un secondo modello a Mirafiori, accompagnata da investimenti e programmi produttivi capaci di garantire maggiore continuità occupazionale.

Marelli sotto osservazione

Il coinvolgimento ipotizzato di Marelli arriva mentre il gruppo della componentistica attraversa una complessa ristrutturazione finanziaria attraverso la procedura statunitense del Chapter 11. Non esistono però elementi sufficienti per collegare direttamente questa vicenda alle difficoltà nelle consegne delle centraline.

Alle criticità industriali si aggiungono quelle commerciali. In ottobre le immatricolazioni italiane della Pandina sono diminuite del 29% rispetto a settembre, mentre Stellantis ha registrato una contrazione complessiva del 5,5% su base annua, includendo Leapmotor.

Senza il contributo del marchio cinese, la flessione raggiunge il 9,5%, a fronte di un mercato italiano cresciuto del 4,8%.

La disponibilità dei componenti diventa quindi decisiva per evitare che le difficoltà produttive aggravino ulteriormente i risultati commerciali. Per Pandina e 500 Hybrid, novembre sarà un mese particolarmente delicato, mentre resta aperta l’incognita sulla piena ripresa delle attività entro dicembre.

 

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