Seat: sei nuove auto elettriche e ibride entro il 2021

Nell’analisi delle cifre-record relative al 2018, Seat annuncia un concreto new deal all’insegna dell’elettrificazione. In programma anche lo sviluppo di una piattaforma per auto elettriche low cost.

Seat: sei nuove auto elettriche e ibride entro il 2021

di Francesco Giorgi

28 Marzo 2019

Con l’annuncio dell’imminente sviluppo di una nuova lineup di modelli elettrici ed ibridi plug-in, e di una piattaforma tutta nuova che servirà alla realizzazione di auto 100% elettriche dal prezzo di acquisto particolarmente competitivo e che verranno assemblate in Spagna, Seat dà ufficialmente il via alla propria strategia di posizionamento nel panorama automotive delle tecnologie di elettrificazione di nuova generazione. Le dichiarazioni sono state avanzate, nelle scorse ore, in occasione della conference call che i vertici Seat hanno tenuto a Martorell, alla presenza dei massimi dirigenti Volkswagen: l’annuale conferenza di bilancio ha altresì avuto il compito di puntare i riflettori sul confermato “big deal” per Seat, che nel 2018 ha messo a segno i risultati di esercizio migliori della sua storia iniziata nel 1953, oltre ad avere stanziato più di 1,2 miliardi di euro in ricerca e sviluppo: una cifra che la dice lunga sui programmi strategici Seat in un’ottica a breve-medio termine.

Nuovi modelli elettrici e ibridi plug-in entro il 2021

Poco meno di due anni per la realizzazione di sei novità elettrificate: entro il 2021, rivela il dinamico presidente Seat, Luca de Meo, l’azienda catalana porterà sul mercato la declinazione elettrica della citycar Mii e la versione di produzione della berlina compatta a cinque porte el-Born svelata al recentissimo Salone di Ginevra e che verrà prodotta nelle linee di montaggio sassoni di Zwickau (saranno i primi due modelli totalmente elettrici del marchio), nonché la realizzazione di varianti ad alimentazione ibrida plug-in per la nuova generazione di Seat Leon e del SUV full-size Tarraco (qui il nostro primo contatto) la cui produzione, che ha preso il via nei mesi scorsi, avviene a Wolfsburg, “cuore pulsante” dell’intero Gruppo VAG; futuro ibrido ricaricabile anche per Cupra Leon e Cupra Formentor (anche quest’ultimo presentato a Ginevra 2019: la sua produzione avverrà a Martorell) che inalberano le insegne del nuovo “sub-brand” di Seat dedicato a vetture dall’immagine marcatamente sportiva.

E c’è di più, come conferma lo stesso de Meo a ribadire quanto anticipato nei giorni scorsi in occasione del Mobile World Congress di Barcellona: l’” offensiva zero emission” di Seat si rivolgerà, oltre che sulla presentazione di nuovi modelli, anche riguardo ad una strategia di “micro-mobilità” che vede l’azienda catalana in prima linea fra i programmi hi-tech del Gruppo VAG. Di questa strategia fanno parte tanto la “baby concept” Minimò, studiata ad hoc per iniziative di car sharing e dotata di un sistema battery swap per la sostituzione ultrarapida della batteria ed un sistema di guida autonoma Livello 4, quanto il monopattino elettrico eXS, presentato lo scorso autunno allo Smart City Expo del capoluogo catalano con l’obiettivo di farne un utile veicolo per gli spostamenti “ultimo miglio”.

Un’azienda pronta per il futuro

Nuove esigenze di connettività, sviluppo dei servizi di mobilità, attenzione alle emissioni in ossequio alle indicazioni giunte dalla Conferenza di Parigi sul clima rappresentano, per il comparto automotive, un insieme di sfide ed opportunità di rilevanza epocale, tanto importante è l’indirizzo hi-tech che si impone alle Case costruttrici. In questo senso, Seat pone le basi per la creazione di un Centro di sviluppo software, del quale farà parte il Metropolis:Lab Barcelona: il traguardo è la realizzazione di innovative soluzioni rivolte al miglioramento della mobilità. Saranno più di un centinaio i professionisti che opereranno nella nuova struttura, che fra gli altri conterà sull’expertise di altre aziende Seat indipendenti, come XMoba, con l’obiettivo di “Sfruttare al meglio tutte le sinergie”. Una evoluzione dell’indotto che, per citare un esempio di recente sviluppo a Martorell, vede operare a stretto contatto i tecnici Cupra con aziende e laboratori artigianali della regione catalana, ciascuno dei quali porta in dote il rispettivo know-how in ordine di una marcata personalità del “brand”.

Nuova piattaforma per auto elettriche da meno di 20.000 euro

“Seat possiede oggi un ruolo più definito all’interno del Gruppo Volkswagen. Inoltre, grazie ai risultati raggiunti, abbiamo ottenuto l’assegnazione della nuova piattaforma per vetture elettriche: lo sviluppo avverrà, per la prima volta, internamente al Centro Tecnico Seat. Il nuovo pianale potrà essere utilizzato da altri marchi in tutto il mondo”. L’indicazione di Luca de Meo riguarda un rilevante progetto strategico per Seat: la progettazione e lo sviluppo, che avverranno in collaborazione con Volkswagen, di una inedita piattaforma che costituirà l’”ossatura” di una gamma di auto elettriche “ultracompatte” (al di sotto di 4 m di lunghezza, cioè) e dai prezzi di ingresso “Inferiori a 20.000 euro”: la risposta Seat alla futura offensiva di modelli “zero emission” di fascia bassa si concretizzerà, come detto in partnership con Wolfsburg, attraverso la progettazione di un pianale più piccolo in rapporto all’attuale piattaforma MEB-Modularer Elektrischebaukasten, ovvero la tecnologia-base VW per la lineup a zero emissioni presentata nel 2018 e sulla quale i vertici VAG hanno recentemente ribadito una stima produttiva di 10 milioni di auto elettriche entro il 2022, programma non a caso accompagnato dallo slogan “Electric for All”. Accanto alla prossima “famiglia” I.D., che prenderà il via già nei mesi a venire con il lancio della compatta Volkswagen I.D., Seat affianca dunque una proposta “entry level” di prezzo competitivo. Lo stesso Herbert Diess, CEO di Volkswagen osserva che “Seat ha assunto un nuovo ruolo all’interno del Gruppo Volkswagen, con responsabilità crescenti. I risultati di quest’anno mostrano il potenziale del marchio per poter sfruttare nuove opportunità di crescita e aprire nuovi mercati. Il progetto legato alla piattaforma per le vetture elettriche di piccole dimensioni rappresenta un importante passo in avanti verso una mobilità elettrica più ‘democratica’. Seat realizzerà la prima vettura elettrica progettata ad hoc per gli spostamenti urbani”.

Il 2018 da record per Seat

Accanto alle proiezioni future, la dirigenza di Martorell ha affrontato il consuntivo 2018: un anno da ricordare per Seat, conclusosi con il risultato migliore della sua sessantacinquennale storia industriale. Cifre alla mano, i dati Seat per il 2018 mettono in evidenza un utile al netto delle imposte pari a 294 milioni di euro (+4,6% rispetto ai 281 milioni di euro del già ottimo 2017), una crescita del 93,2% di profitto operativo (223 milioni di euro) ed un +4,6% di fatturato, in termini monetari 9,991 miliardi di euro, corrispondenti ad un +4,6% sul 2017. Risultati che affermano nuovi primati storici per Seat, il cui fatturato è, negli ultimi cinque anni, aumentato del 33%. A ciò va aggiunto il più elevato volume di consegne mai registrato da Seat: 517.600 autovetture vendute (+10,5% sul 2017) fanno dell’azienda catalana la Casa costruttrice dalla crescita più rapida in Europa nel 2018. A contribuire al successo di Seat, appaiono rilevanti le performance di vendita dei due modelli “Sport Utility” Ateca ed Arona, fattore che conferma il sempre più “centrale” ruolo dei veicoli di segmento SUV sui mercati internazionali: una Seat su tre, osserva il presidente Luca de Meo, è appunto Sport Utility. Da segnalare, inoltre, le 14.400 unità vendute per Cupra nel suo primo anno in qualità di marchio indipendente.

Dal punto di vista industriale, Seat ha nel 2018 avviato la produzione di Audi A1 a Martorell: il modello di ingresso alla gamma di Ingolstadt, allestito sulla piattaforma MQB A0 (Modularer Querbaukasten di fascia compatta) come Ibiza e la stessa Arona, in modo da affrontare in sinergia i processi di ottimizzazione della produzione ed in un’ottica di ottimizzazione dell’efficienza produttiva. A Martorell, che allo stato attuale dispone di una capacità superiore al 95%, vengono assemblate oltre 2.300 autovetture al giorno.

“Globalizzare”: la nuova parola d’ordine

I solidi progressi business hanno consentito a Seat un concreto “boost” al proprio piano di investimenti. Soltanto nel 2018, l’azienda catalana ha stanziato 1.223 milioni di euro (+27,1% rispetto ai 962 milioni del 2017) per investimenti e spese R&D, la cifra più alta nella sua storia. Di questi, 656 milioni di euro sono stati destinati unicamente alla Ricerca e Sviluppo (+41,4% rispetto ai 464 del 2017). “Abbiamo all’attivo un programma di efficientamento dei costi e le risorse necessarie per affrontare la trasformazione tecnologica dell’industria automotive garantendo la redditività in futuro”, dichiara Holger Kintscher, vicepresidente della Divisione Finanza, IT e Organizzazione di Seat.

L’obiettivo di posizionamento sui mercati, per gli anni a venire, è relativo al consolidamento delle proprie strategie di globalizzazione: partendo dai volumi di esportazione, che nel 2018 hanno riguardato l’80% del monte-produzione ed hanno portato Seat a confermare la propria leadership nazionale fra le aziende spagnole nella “voce” dell’export industriale, riguardo ai prossimi anni Seat intende “Consolidare la globalizzazione aziendale: in tal senso, Seat sta sviluppando una concreta strategia di crescita nei mercati del nord Africa, dove continuerà a condurre il progetto del Gruppo VW finalizzato all’assemblaggio di vetture destinate al mercato locale in Algeria, e punta a rafforzare la propria presenza nella regione nel medio termine”. “L’America latina – proseguono i vertici di Martorell – rappresenta un’altra potenziale area di espansione per il marchio, che prevede di inaugurare operazioni commerciali in Cile nella seconda metà del 2019, rafforzando nel contempo la propria presenza in Colombia. In Cina, Seat forma parte della joint venture JAC-Volkswagen, e si appresta a debuttare nel primo mercato automotive del mondo a partire dal 2021”.

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