Seat punta sull’hi-tech e sui veicoli elettrici per l’ingresso in Cina

Firmato un memorandum di intesa tra VW Group China, Jac e Seat per il posizionamento del marchio catalano quale “brand” di riferimento nella joint venture tecnico-strategica. Seat sarà in Cina entro tre anni.

Seat punta sull’hi-tech e sui veicoli elettrici per l’ingresso in Cina

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di Francesco Giorgi

10 luglio 2018

Il futuro di Seat segue di pari passo l’evoluzione degli asset di mercato e di redistribuzione delle nuove tecnologie automotive: maggiore presenza di determinate Case costruttrici in corrispondenti mercati-chiave, sviluppo di sistemi di propulsione elettrificata, dispositivi di guida autonoma e soluzioni di connettività.

Per il marchio di Martorell, tutto questo è destinato a concretizzarsi attraverso una politica di penetrazione nel mercato cinese, che prenderà il via nel 2020-2021: un programma a breve-medio termine siglato a Berlino, nelle scorse ore, dai vertici Volkswagen Group China (in qualità di partner nella joint venture JAC Volkswagen Automotive Co. Ltd) e Seat (rappresentata dal numero uno Luca de Meo), alla presenza della cancelliera tedesca Angela Merkel e del primo ministro cinese Li Keqiang.

Il memorandum d’intesa, comunica una nota diffusa dal Gruppo Volkswagen, prevede la partecipazione di Seat nella joint venture, nonché un suo nuovo ruolo di “brand” principale del Gruppo VAG nel progetto.

Più nello specifico, l’accordo di programma Seat-Volkswagen Group China-Jac (ricordiamo che la joint venture, avviata nel 2017, ha fin dalla prima ora visto l’azienda di Martorell in primo piano nella ricerca hi-tech rivolta alle aree di ricerca e sviluppo), attraverso il quale Seat diventa azionista Jac Volkswagen (più avanti si vedrà se ciò dovesse avvenire attraverso un aumento di capitale da parte di quest’ultima, oppure per mezzo di un trasferimento di azioni da parte di Volkswagen Group China), prevede l’istituzione di un centro di ricerca tecnologica, in Cina, relativo allo sviluppo di nuovi veicoli elettrici, di sistemi di connettività e di tecnologie “self driving”, ovviamente compresi i relativi componenti e le tecnologie ad essi correlate, con la previsione di un impiego operativo previsto per il 2021.

Luca de Meo, in qualità di presidente Seat, rileva l’importanza di questa firma per il futuro del marchio catalano in un’ottica di globalizzazione e di potenzialità di sviluppo del sistema-automobile: “La nostra partecipazione a questa nuova fase della joint venture rappresenta una pietra miliare per Seat. La giornata di oggi resterà negli annali dell’azienda, dal momento che segna l’inizio di una nuova era che ci permetterà di globalizzare il marchio e spingere lo sviluppo del veicolo elettrico. La Cina offre svariate opportunità a Seat e noi contribuiremo apportando soluzioni di mobilità in grado di soddisfare le esigenze dei clienti. Questa partnership, inoltre, costituisce per noi l’opportunità di apprendere dai futuri trend in corso di sviluppo in Cina”.

Da rilevare, ai fini della progressiva introduzione di nuovi moduli di alimentazione eco friendly nel mercato cinese (sempre più centrale fra le strategie industriali dei big player del comparto automotive), dove VAG e la propria società locale prevedono il “lancio” di 40 nuovi modelli 100% elettrici che entro il 2025-2026 verranno prodotti localmente, l’anticipazione relativa all’engineering di una piattaforma modulare BEV “Basata sulle risorse tecnologiche delle tre parti”: l’obiettivo dichiarato è la proposta ai clienti di una scelta via via più ampia in tutti i segmenti, in Cina ed a livello globale.

Tutto ciò, specifica il comunicato stampa VW, fa parte della strategia di sensibile “boost” dei progetti di elettrificazione di gamma”Roadmap E”, resa nota dai vertici VAG lo scorso settembre, alla vigilia del Salone di Francoforte 2017, che per sommi capi può riassumersi nello sviluppo di 80 nuovi modelli “eco friendly” entro il 2025 (una cinquantina ad alimentazione 100% elettrica, i restanti trenta a tecnologia di alimentazione ibrida plug-in), un maxi-investimento (oltre 20 miliardi di euro) da destinare allo sviluppo delle tecnologie di propulsione elettrica, un concreto programma rivolto alle batterie di alimentazione veicoli elettrici. In questo senso, conferma la nota VW, “Nell’ambito della vasta iniziativa di elettrificazione “Roadmap E”, con gli sforzi e i contributi di Jac Volkswagen, Faw-Volkswagen, Saic Volkswagen e Volkswagen Group China guideranno lo sviluppo della mobilità elettrica in Cina, dove è prevista l’introduzione nel mercato di 40 modelli prodotti localmente entro i prossimi 7-8 anni”.

Nei giorni scorsi, relativamente ai programmi di riorganizzazione della propria struttura che rappresentano uno dei punti fermi di recente indicati dal nuovo CEO Herbert Diess, il Gruppo VAG-Volkswagen Audi ha comunicato un nuovo layout “trasversale” di posizionamento dei propri “brand”, a seconda delle rispettive aree mondiali: l’obiettivo espresso da Diess riguarda il raggiungimento di una maggiore “snellezza” di gruppo, mediante un progetto di redistribuzione delle responsabilità, decentrandone le decisioni e permettendo al CdA VAG di mettere mano alle strategie generali. Ogni modello dovrà possedere determinate caratteristiche utili a venire incontro alle esigenze di mercati ben specifici. Nel dettaglio, a Volkswagen va la gestione delle responsabilità per l’area nord e sud America nonché per la macro regione sub-sahariana; il nord Africa sarà appannaggio di Seat (dal canto suo, come visto, il marchio catalano si prepara altresì a dare vita ad un consistente impegno, attraverso il programmato ingresso in Cina già dal 2020-2021), e Audi avrà il compito di coordinare i mercati di medio oriente ed Asia-Pacifico tranne Cina, che resterà sotto la responsabilità dello stesso Gruppo. Come pubblicato la scorsa settimana, infine, Skoda rivolgerà la propria attenzione verso Russia e India, due dei Paesi più promettenti quanto a possibilità di sviluppo strategico: ciò si concretizzerà attraverso il programma “India 2.0” per il quale VAG intende investire una somma nell’ordine di 1 miliardo di euro complessivi per giungere ad un personale sviluppo interno delle vendite. Già dal 2020, Skoda produrrà in India un piccolo SUV da allestire sulla piattaforma modulare Modularer Querbaukasten MQB A0 che dovrà essere aggiornata a nuovi standard in materia di sicurezza attesi in vigore nel Paese asiatico nel 2020, insieme a più stringenti normative sulle emissioni.