Seat Minimò: microvettura elettrica al Mobile World Congress

“Minimal” nell’impostazione e sofisticata nelle tecnologie di bordo: dalle batterie a sostituzione ultrarapida alla guida autonoma Livello 4 al sistema auto connessa. Potrebbe entrare in produzione.

Seat Minimò: microvettura elettrica al Mobile World Congress

di Francesco Giorgi

26 Febbraio 2019

Agilità, versatilità di impiego; modularità ed innovative tecnologie rivolte all’utilizzo “senza pensieri” del veicolo elettrico in un ambito urbano sempre più “centrale” fra le strategie di sviluppo della mobilità green da parte dei big player del comparto automotive. È la filosofia alla base del progetto Seat Minimò, baby vettura “zero emission”, minimale nell’impostazione quanto sofisticata nell’adozione delle soluzioni hi-tech di bordo (dal sistema di sostituzione ultrarapida della batteria ai dispositivi di guida autonoma Livello 4) che i vertici del marchio di Martorell, con il presidente Luca de Meo in testa, hanno presentato nelle scorse ore al Mobile World Congress di Barcellona, rassegna dedicata all’elettronica di consumo verso il quale l’azienda catalana, che incidentalmente “gioca in casa”, guarda da alcuni anni con attenzione crescente proprio riguardo al costante sviluppo dei sistemi di connettività ed alle strategie di riposizionamento della propria lineup in chiave tecnologia avanzata.

Dimensioni ridotte per muoversi agevolmente in città

Alcune cifre che permettono di meglio farsi un’idea in merito al progetto Minimò: abitabilità per due persone, ingombri di poco superiori a quelli di una moto (lunghezza: 2,5 m; larghezza “fuori tutto”: 1,24 m), in ogni caso sufficienti a consentirne la sosta negli stalli riservati ai motocicli; Seat Minimò porta in dote, fra i personali atout, l’apertura delle porte verso l’alto (“sistema Lamborghini”, per intenderci), impianto di illuminazione a Led, strumentazione sostituita da uno schermo a comandi touch predisposto per il controllo, oltre che dei valori stradali, anche delle mappe di navigazione e dell’interfaccia con il conducente attraverso la suite Google Assistant.

Seat portabandiera in materia di micromobilità

Tutto ciò che occorre per la quotidiana mobilità urbana (anzi: “micromobilità”, essendo Seat – che già “si è fatta le ossa” in questo settore con il recente lancio dello scooter XS a tecnologia Segway – stata scelta dai vertici del Gruppo VAG quale ambasciatrice all’interno della holding per la definizione delle strategie e delle offerte in materia di mobilità “extra-small”), come del resto osserva il presidente Seat Luca de Meo in qualità di “padrino” al battesimo del pubblico di Seat Minimò: “La micromobilità, ossia gli spostamenti al di sotto di 10 km, rappresenta oggi circa il 60% del totale. È un business con un grande potenziale per un fornitore di mobilità come quello che vogliamo diventare”. “Abbiamo la missione di creare idee e prodotti pensati per i viaggi brevi – prosegue il numero uno del dinamico marchio catalano – Il Gruppo Volkswagen e i suoi diversi ‘brand’ utilizzeranno le nostre soluzioni in tutto il mondo. Seat è nella posizione ideale per guidare questa strategia, in primo luogo perché ci troviamo in un ambiente metropolitano come Barcellona, e dall’altra perché la città ha una grande tradizione nella progettazione e produzione delle due ruote”.

Punto di incontro fra auto e moto

Non è la prima volta che nella fase di progettazione di un nuovo veicolo si siano presi in considerazione gli elementi peculiari dell’autoveicolo e quelli del motoveicolo, mescolandoli e creando un “cocktail” di caratteristiche riguardanti l’uno e l’altro dei comparti “cugini”. L’evoluzione, in questo senso, sta tutta nello studio dello stato dell’arte in materia di tecnologie di bordo e la loro “traduzione” nel nuovo veicolo.

L’innovativa tecnologia Battery Swap

Di particolare interesse, ai fini di un impiego quanto più diffuso possibile, la tecnologia di sostituzione “al volo” della batteria una volta esaurita la singola ricarica (l’autonomia di Minimò indicata dai vertici tecnici Seat è nell’ordine di 100 km): il modulo di accumulatori agli ioni di litio – composto da quattro elementi da 2,4 kWh ciascuno, per un peso nominale di una quindicina di kg -, progettati in partnership con Bosch, potrà essere sostituito in tutta rapidità, ed evitare così per quanto possibile le soste alla colonnina di ricarica. Non essendo necessario condurre le vetture nei punti di ricarica, questo innovativo sistema consente potenzialmente di ridurre i costi operativi del veicolo fino al 50%.

Guida autonoma e auto connessa

Da segnalare, fra le innovazioni portate in dote dalla microvetturetta elettrica Seat Minimò, il ricorso ad un sistema di connettività 5G su base a chiave digitale ( “5G Connected Car” secondo un progetto-pilota  5G Barcelona sviluppato da Seat e Telefónica per la comunicazione fra il veicolo e le infrastrutture esterne così come gli altri veicoli) a tecnologia wireless Android Auto, per l’”allaccio” dei device mobili senza che vi sia necessità di attaccare cavi né spine; un sistema di riconoscimento utente (ad esempio, stabilisce se il conducente abbia 16 anni o 18 anni, adeguando in questo modo la velocità massima: 45 km/h o 90 km/h); il ricorso all’assistente Google di Android Auto per l’interazione fra conducente e veicolo a comandi vocali; e la fase di avanzamento di un progetto collaborativo, fra Seat e la stessa Google, rivolto allo sviluppo di una tecnologia di connettività ancora più facilitata, per consentire all’utente l’impiego di “Tutte le applicazioni del telefono direttamente dal display di bordo”.

Gli sviluppi in ambito hi-tech

Attraverso il vernissage del progetto Minimò al Mobile World Congress 2019, il numero uno di Seat, de Meo, ne individua le potenzialità come una strategia di adattabilità “Alle piattaforme di mobilità che segneranno il futuro della circolazione in città, dove il traffico sarà limitato e solo pochi operatori saranno in grado di offrire mobilità”. Minimò, continua Luca de Meo, “Rappresenta a soluzione che le società di car sharing stavano aspettando, un modello che sarà fondamentale per migliorare la redditività di questo tipo di società. Il concetto che presentiamo oggi risponde sia alle esigenze delle città che ai fornitori di car sharing”.

Da qui anche l’annuncio relativo alla creazione, già durante il 2019, di una “software house” per Seat, destinata – illustrano i vertici di Martorell – a “Rafforzare ulteriormente la rete IT di successo dei Centro di sviluppo software del Gruppo VW”. Il nuovo centro di eccellenza impiegherà un centinaio di specialisti dell’Information Technology, ed opererà con l’obiettivo di promuovere due grandi realtà per Seat e per il Gruppo VAG in senso più ampio: “Proseguire la spinta verso o la trasformazione digitale delle soluzioni IT del Gruppo e aumentare l’efficienza attraverso la digitalizzazione dei processi. Dall’altro, rafforzare nuovi modelli di business attorno ai nuovi concetti di mobilità, connettività e digitalizzazione della vettura con particolare attenzione a Seat”. Metropolis:Lab Barcelona “Verrà integrato nel nuovo Centro per continuare a sviluppare soluzioni innovative per una migliore mobilità”. Altri marchi indipendenti di Seat, come XMOBA, lavoreranno in questo nuovo Centro per sfruttare al massimo tutte le sinergie. “Questo nuovo Centro, che sarà situato a Barcellona, conferma l’impegno dell’azienda per trasformarsi da produttore di automobili a fornitore di servizi di mobilità”, anticipa de Meo.

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