Maserati verso l’alleanza con Huawei e JAC: nuova elettrica in arrivo?
Una Maserati elettrica con tecnologia Huawei, ingegnerizzata insieme a JAC e completata in Italia. È questo lo scenario che emerge dalle ultime indiscrezioni sul futuro del Tridente, alla ricerca di nuovi partner internazionali per accelerare lo sviluppo della gamma e rilanciare il marchio dopo anni particolarmente difficili.
Al momento è importante sottolinearlo: non c’è ancora un annuncio ufficiale dell’accordo. Le informazioni circolate parlano però di un progetto sempre più concreto, che potrebbe portare alla nascita di almeno un nuovo modello completamente elettrico.
Le ipotesi sarebbero due: un SUV elettrico di fascia medio-alta, destinato ad affiancare la Grecale Folgore, oppure una grande Gran Turismo a zero emissioni. Ma l’aspetto più interessante riguarda la divisione dei compiti. Huawei metterebbe a disposizione le tecnologie, JAC si occuperebbe di ingegnerizzazione e produzione, mentre Maserati manterrebbe design e commercializzazione internazionale.
Una collaborazione che, se confermata, segnerebbe un cambiamento importante nella strategia della Casa modenese.
Maserati, Huawei e JAC: come funzionerebbe l’alleanza
La ricerca di partner internazionali non arriva completamente a sorpresa. All’inizio dell’estate l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, aveva confermato in Parlamento la volontà di Maserati di collaborare con aziende internazionali.
Huawei e JAC erano già indicate tra i possibili candidati e ora le indiscrezioni provenienti dalla Cina descrivono una struttura piuttosto precisa del progetto.
Huawei avrebbe il compito di fornire la piattaforma tecnologica. Il pacchetto comprenderebbe soluzioni per l’abitacolo intelligente, sistemi di assistenza alla guida e tecnologie legate alla propulsione elettrica.
JAC, invece, dovrebbe occuparsi dell’ingegnerizzazione e di una parte importante della produzione.
A Maserati rimarrebbero due elementi fondamentali: lo stile italiano e la rete commerciale internazionale.
In pratica, il Tridente potrebbe ridurre tempi e costi necessari per sviluppare da zero un’architettura elettrica avanzata, affidandosi a tecnologie già sviluppate in Cina e concentrando maggiormente le proprie risorse sul design, sulla messa a punto e sul posizionamento premium.
Resta da capire quale sarà effettivamente il modello scelto. Un grande SUV permetterebbe di presidiare uno dei segmenti più redditizi del mercato premium, mentre una Gran Turismo sarebbe probabilmente più coerente con la tradizione sportiva del marchio.
Un’auto con due marchi e produzione tra Cina e Italia
Ancora più particolare è l’ipotesi relativa alla commercializzazione.
Il progetto starebbe valutando una strategia a doppio marchio. Lo stesso modello potrebbe quindi essere venduto con identità differenti a seconda del mercato.
In Cina utilizzerebbe il marchio Zunjie, mentre fuori dal Paese manterrebbe il logo Maserati. Tra i mercati internazionali considerati più importanti figurerebbero Medio Oriente, Italia, Francia e Germania.
Anche la produzione potrebbe essere divisa tra Cina e Italia attraverso una formula SKD, Semi-Knocked Down.
In termini semplici, una parte consistente della vettura verrebbe realizzata in un Paese per essere poi spedita e completata altrove. Secondo le indiscrezioni, la scocca della nuova Maserati potrebbe essere prodotta nello stabilimento JAC di Hefei, in Cina, mentre l’assemblaggio degli interni e la messa a punto finale avverrebbero in Italia.
Le sedi indicate sarebbero Modena o Cassino.
Se questa impostazione venisse confermata, il progetto avrebbe quindi una natura realmente italo-cinese: tecnologia e parte della produzione arriverebbero dalla Cina, mentre le fasi finali e soprattutto l’identità stilistica resterebbero legate all’Italia.
È però uno degli aspetti sui quali serviranno maggiori conferme ufficiali, soprattutto per capire esattamente quali lavorazioni verrebbero effettuate negli stabilimenti italiani.
Perché Maserati cerca un partner proprio adesso
Dietro l’eventuale alleanza c’è una situazione economica tutt’altro che semplice.
Le consegne globali di Maserati sono diminuite dell’80% rispetto al picco raggiunto nel 2017. A questo si aggiungono risultati finanziari pesanti, con una perdita operativa rettificata di 198 milioni di euro e un margine indicato a -27,3%.
Tradotto: per ogni 100 euro di ricavi, il risultato operativo rettificato corrispondeva a una perdita di 27,3 euro.
È in questo contesto che una partnership tecnologica può assumere un significato diverso dal semplice sviluppo di un nuovo modello.
Creare da zero una moderna piattaforma elettrica, insieme al software, all’elettronica di bordo e ai sistemi avanzati di assistenza alla guida, richiede investimenti molto elevati. Collaborare con gruppi che dispongono già di queste tecnologie potrebbe consentire a Maserati di accelerare i tempi e contenere almeno una parte dei costi.
Stellantis, nel frattempo, ha ribadito di non voler vendere Maserati, nonostante le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi sull’interesse di gruppi cinesi.
La nuova Maserati elettrica resta ancora un’indiscrezione
Per ora, dunque, non c’è ancora una nuova Maserati elettrica da mettere in calendario. Mancano un annuncio ufficiale, le caratteristiche tecniche definitive, il nome del modello e soprattutto una data di presentazione.
Ma il quadro che emerge è interessante.
Un’eventuale collaborazione con Huawei e JAC consentirebbe al Tridente di accedere rapidamente a tecnologie sviluppate per uno dei mercati elettrici più competitivi al mondo. Maserati potrebbe invece mettere sul tavolo ciò che difficilmente si acquista semplicemente scegliendo una piattaforma: il marchio, il design e una storia legata alle sportive e alle Gran Turismo italiane.
La vera sfida sarebbe far convivere queste due anime senza trasformare il futuro modello in una semplice auto cinese con il Tridente sul cofano.
Ed è probabilmente proprio questo il punto da seguire nei prossimi mesi. Se l’accordo verrà confermato, non conterà soltanto sapere dove sarà costruita la nuova Maserati, ma quanto del carattere del marchio resterà realmente italiano.
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