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IONIQ 3 entra in produzione: Hyundai investe 250 milioni di euro

Di Emanuela Termonte
Pubblicato il 20 ago 2026
IONIQ 3 entra in produzione: Hyundai investe 250 milioni di euro
Hyundai avvia la produzione della IONIQ 3 a İzmit dopo un investimento da 250 milioni: due batterie, dimensioni compatte e autonomia fino a circa 495 km.

La Hyundai IONIQ 3 passa definitivamente dai saloni alla catena di montaggio. È iniziata nello stabilimento di İzmit, in Turchia, la produzione della nuova compatta elettrica destinata soprattutto al mercato europeo. E non si tratta di un modello qualsiasi per la fabbrica: è la prima auto elettrica prodotta nello stabilimento turco, nonché la prima vettura elettrica realizzata nel Paese da una Casa automobilistica straniera.

Per preparare le linee alla nuova arrivata, Hyundai ha investito 250 milioni di euro, modernizzando circa metà dello stabilimento e coinvolgendo oltre 1.000 dipendenti nella trasformazione produttiva. I volumi iniziali annunciati sono di 30.000 IONIQ 3 all’anno.

Ma per chi sta pensando a un’elettrica compatta la parte più interessante è naturalmente l’auto. La IONIQ 3 punta su dimensioni adatte all’Europa, due batterie e un’autonomia che, nella versione Long Range, supera i 490 km WLTP.

Hyundai IONIQ 3, due batterie e fino a 495 km di autonomia

La nuova IONIQ 3 elettrica è lunga 4,15 metri, larga 1,80 e alta 1,50 metri, con un passo di 2,68 metri. Dimensioni relativamente compatte, quindi, ma accompagnate da un abitacolo studiato per sfruttare il pianale piatto tipico di un’auto elettrica.

Hyundai la definisce una “Aero Hatch”: in sostanza una due volumi dalle forme particolarmente aerodinamiche, riconoscibile anche per gli elementi luminosi a pixel ormai diventati una firma della famiglia IONIQ.

Sotto la carrozzeria c’è la piattaforma E-GMP con architettura elettrica a 400 volt. La gamma prevede due tagli di batteria. Quella da 42,2 kWh promette fino a 213 miglia di autonomia, equivalenti a circa 343 km, mentre la batteria più grande da 61 kWh porta la percorrenza dichiarata fino a 308 miglia, circa 495 km.

I dati definitivi possono comunque cambiare leggermente in funzione della versione e dell’omologazione del singolo mercato.

La potenza arriva fino a 107,8 kW, pari a circa 147 CV, con 250 Nm di coppia. Non nasce quindi come elettrica sportiva: l’obiettivo è piuttosto offrire consumi contenuti e autonomia sufficiente per utilizzare l’auto tutti i giorni senza trasformare ogni viaggio più lungo in una caccia alla colonnina.

Ed è probabilmente proprio qui che la IONIQ 3 può giocare una delle sue carte migliori. Quasi 500 km dichiarati sulla variante con batteria da 61 kWh iniziano a essere una percorrenza interessante anche per chi non utilizza l’elettrica esclusivamente in città.

Dentro c’è più spazio di quanto suggeriscano le dimensioni

La IONIQ 3 prova inoltre a sfruttare i vantaggi del pianale elettrico per recuperare centimetri nell’abitacolo. Il passo di 2,68 metri e il pavimento piatto dovrebbero favorire soprattutto lo spazio per le gambe, mentre il bagagliaio offre 441 litri.

A questo si aggiunge un vano da 119 litri sotto il piano di carico, una soluzione pratica per separare piccoli oggetti o accessori dal resto dei bagagli.

Sul fronte tecnologico debutta in Europa il sistema multimediale Pleos Connect, basato su Android Automotive OS e disponibile, a seconda della configurazione, con display da 12,9 oppure 14,6 pollici. Sono previste applicazioni integrate, riconoscimento vocale assistito dall’intelligenza artificiale, Apple CarPlay e Android Auto.

Non manca la funzione V2L (Vehicle-to-Load), che permette di utilizzare l’energia immagazzinata nella batteria dell’auto per alimentare dispositivi elettrici esterni fino a 3,6 kW. In pratica, la vettura può trasformarsi in una sorta di grande power bank su quattro ruote.

C’è anche la Digital Key 2, che consente di utilizzare uno smartphone compatibile per accedere alla vettura, oltre ai sistemi di assistenza alla guida della famiglia Hyundai SmartSense.

Per produrla Hyundai ha investito 250 milioni di euro

Dietro l’avvio della produzione c’è una trasformazione importante dello stabilimento di İzmit, attivo dal 1997 e da quasi trent’anni uno dei punti di riferimento della produzione europea di Hyundai.

Più del 50% dell’impianto è stato modernizzato per accogliere la nuova generazione di modelli elettrificati. L’investimento dedicato alla trasformazione ammonta a 250 milioni di euro, mentre gli investimenti complessivi effettuati nel sito dalla sua nascita hanno raggiunto 1,185 miliardi di euro.

Anche il personale è stato coinvolto direttamente nel cambiamento: oltre 1.000 lavoratori hanno assunto ruoli differenti durante il processo di conversione. Complessivamente Hyundai Motor Türkiye impiega circa 2.400 persone tra lo stabilimento di İzmit e la sede di Istanbul.

La fabbrica non diventerà però un impianto dedicato esclusivamente alle elettriche. Hyundai sta preparando anche la produzione delle nuove generazioni di BAYON e i20, prevista dal 2027, mentre all’interno del sito è previsto un impianto per l’assemblaggio dei sistemi batteria realizzato in collaborazione con Hyundai Mobis. Quest’ultimo servirà in futuro anche la produzione di modelli ibridi.

Quando arriva la Hyundai IONIQ 3

La produzione è dunque partita e i primi volumi previsti sono piuttosto concreti: 30.000 unità all’anno nella fase iniziale. La commercializzazione è programmata a partire da settembre 2026 in alcuni mercati, anche se le tempistiche possono cambiare da Paese a Paese.

Per Hyundai si tratta di un passaggio importante soprattutto sul fronte europeo. Produrre la IONIQ 3 in Turchia significa infatti avvicinare la produzione ai principali mercati di destinazione e affiancare alla gamma elettrica del marchio un modello più compatto rispetto a IONIQ 5, IONIQ 6 e IONIQ 9.

La combinazione da tenere d’occhio è quella tra batteria da 61 kWh e autonomia vicina ai 500 km. Se a questi numeri verrà abbinato un listino competitivo, la IONIQ 3 potrebbe diventare uno dei modelli più importanti della strategia elettrica Hyundai in Europa. Per capire quanto sarà davvero interessante per gli automobilisti italiani, però, bisognerà attendere prezzi, allestimenti e dotazioni specifiche per il nostro mercato.

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