Cosa stai cercando?
Cerca

Gasolio a 3 euro al litro? L’allarme di FederPetroli

Di Riccardo Mantica
Pubblicato il 21 ago 2026
Gasolio a 3 euro al litro? L’allarme di FederPetroli
Il gasolio potrebbe arrivare a 3 euro al litro nei prossimi mesi. FederPetroli avverte sui rischi legati alla crisi in Medio Oriente.

Il gasolio a 3 euro al litro non è una previsione certa né, soprattutto, un rincaro atteso nell’immediato. È però uno scenario che Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, considera possibile nei prossimi mesi se la crisi in Medio Oriente e le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz dovessero continuare a peggiorare.

Un’ipotesi che arriva in un momento già complicato per gli automobilisti italiani. Il 19 agosto 2026 il prezzo medio self del diesel sulla rete stradale nazionale era di 2,107 euro al litro, mentre in autostrada aveva raggiunto 2,178 euro. La benzina si attestava rispettivamente a 1,997 e 2,074 euro al litro.

Numeri che fanno ancora parecchia strada prima di arrivare alla soglia dei 3 euro. Il problema è capire cosa potrebbe accadere se alle attuali quotazioni del petrolio si aggiungessero nuove tensioni internazionali e, sul fronte italiano, venisse meno lo sconto sulle accise del gasolio.

Gasolio a 3 euro: perché FederPetroli lancia l’allarme

A mettere sul tavolo lo scenario dei 3 euro è stato Michele Marsiglia. Il presidente di FederPetroli Italia ha spiegato che raggiungere quella cifra nei prossimi mesi non sarebbe impossibile qualora la situazione internazionale continuasse a deteriorarsi.

Il punto centrale è lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per i flussi energetici mondiali. Un ulteriore peggioramento della crisi potrebbe creare nuove pressioni sull’offerta e, di conseguenza, sulle quotazioni internazionali di petrolio e prodotti raffinati.

Secondo i valori citati da Marsiglia, il Brent ha raggiunto area 92-93 dollari al barile, mentre il gas si trova intorno ai 63 euro/MWh. La previsione dei 3 euro va quindi letta per quello che è: uno scenario condizionato all’eventuale aggravarsi della crisi, non una stima certa del prezzo che gli automobilisti troveranno al distributore tra qualche settimana.

La distinzione è importante. Dal prezzo internazionale del greggio a quello visualizzato sul totem di un distributore italiano entrano infatti in gioco diversi fattori, tra cui quotazioni dei prodotti raffinati, cambio euro-dollaro, logistica, margini e componente fiscale.

Per questo non esiste un automatismo per cui un determinato prezzo del Brent debba necessariamente tradursi in diesel a 3 euro al litro.

La situazione resta comunque delicata. Al 19 agosto il gasolio self sulla rete ordinaria aveva già superato nuovamente quota 2,10 euro al litro, praticamente annullando il beneficio che gli automobilisti avevano visto dopo l’intervento sulle accise.

Diesel oltre 2,10 euro nonostante lo sconto sulle accise

Ed è proprio la componente fiscale a rendere ancora più importante quanto accadrà nei prossimi giorni.

Il Governo era intervenuto a fine luglio con una riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio, considerando insieme l’effetto di accise e Iva. La misura è stata successivamente prorogata e, allo stato attuale, la scadenza è fissata al 25 agosto 2026.

Il problema è che l’aumento delle quotazioni ha già assorbito gran parte del vantaggio.

Il 18 agosto il prezzo medio self del gasolio sulla rete stradale era tornato a 2,099 euro al litro, praticamente lo stesso valore dei 2,100 euro registrati il 4 agosto. In autostrada era arrivato a 2,173 euro. Il giorno successivo la media nazionale è salita ancora, raggiungendo 2,107 euro sulla rete ordinaria e 2,178 euro in autostrada.

Tradotto: nonostante il taglio fiscale ancora in vigore, fare il pieno è tornato a costare quanto prima dell’ultima proroga.

Ecco perché la data del 25 agosto diventa particolarmente importante. Se lo sconto non venisse ulteriormente prorogato e contemporaneamente i mercati energetici continuassero a spingere verso l’alto, gli automobilisti potrebbero trovarsi davanti a un’altra accelerazione dei prezzi.

Quanto costerebbe davvero un pieno con il diesel a 3 euro

La soglia indicata da FederPetroli avrebbe conseguenze molto concrete. Basta fare due conti. Con un prezzo di 3 euro al litro, riempire un serbatoio da 50 litri significherebbe spendere 150 euro. Con il prezzo medio self nazionale di 2,107 euro rilevato il 19 agosto, per gli stessi 50 litri servono circa 105,35 euro. La differenza sarebbe quindi di quasi 45 euro per ogni pieno.

Per chi percorre molta strada l’impatto diventerebbe rapidamente pesante. Un automobilista che consumasse 100 litri di gasolio al mese passerebbe, prendendo come riferimento il prezzo medio del 19 agosto, da circa 211 euro a 300 euro: quasi 90 euro in più al mese.

E il problema non riguarderebbe soltanto chi possiede un’auto diesel. Il gasolio è fondamentale per autotrasporto e logistica. Un aumento marcato dei prezzi può quindi trasferirsi sui costi sostenuti dalle aziende per spostare merci e prodotti, con potenziali ripercussioni più ampie sull’economia.

Non sorprende quindi che associazioni di imprese e consumatori stiano chiedendo nuovi interventi. Tra le richieste c’è la possibilità di prorogare lo sconto fiscale sul diesel, mentre viene sollecitata anche un’estensione delle misure alla benzina.

Il 25 agosto sarà una data da tenere d’occhio

Per chi deve fare rifornimento, dunque, ci sono due variabili da seguire. La prima è internazionale e riguarda l’evoluzione della crisi in Medio Oriente e le quotazioni del petrolio. La seconda è tutta italiana e riguarda le decisioni sulle accise.

Oggi parlare di gasolio a 3 euro al litro significa descrivere uno scenario di rischio e non il prezzo che sicuramente vedremo nei prossimi mesi. La media nazionale è ancora poco sopra i 2,10 euro sulla rete ordinaria, ma il ritmo degli ultimi rincari mostra perché l’attenzione rimanga alta.

Molto dipenderà da quello che succederà allo Stretto di Hormuz e sui mercati energetici. Nell’immediato, però, per gli automobilisti italiani la data più importante è il 25 agosto, quando scadrà l’attuale riduzione fiscale sul diesel.

Se arriverà un’altra proroga, almeno una parte della pressione alla pompa potrà essere contenuta. In caso contrario, con petrolio ancora su livelli elevati, il rischio è quello di vedere il prezzo del diesel salire ulteriormente. I 3 euro restano per ora un’ipotesi, ma con il gasolio già sopra quota 2,10 euro la questione carburanti è tornata rapidamente al centro dell’attenzione.

Seguici anche sui canali social
Seguici su TikTok @motori_it
Seguici su TikTok
Motori_it
Seguici su X

Ti potrebbe interessare