Galloper rinasce in Spagna: due nuovi 4x4 con motore Mitsubishi
A volte ritornano, ma non necessariamente come li ricordavamo. Galloper riappare sulla scena automobilistica dopo 21 anni di assenza e lo fa dalla Spagna, dove il marchio riparte con due modelli dalla vocazione molto chiara: Gredos, un fuoristrada a cinque porte, e Anayet, un pick-up pensato anche per un utilizzo professionale.
Il nome è quello che molti appassionati di 4×4 ricordano tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, ma dietro c’è oggi un progetto differente. La nuova Galloper è a capitale spagnolo, mentre i veicoli utilizzano basi produttive e tecniche di origine cinese insieme a componenti di fornitori internazionali. La formula scelta è però decisamente tradizionale: telaio a longheroni, trazione integrale, riduttore e blocco del differenziale posteriore. Altro che SUV da città con qualche protezione in plastica.
Galloper Gredos: 218 CV e impostazione da vero fuoristrada
Il modello più interessante per chi cerca un’alternativa ai moderni SUV è probabilmente Galloper Gredos.
La scheda tecnica ufficiale parla di una lunghezza di 4.882 mm, larghezza di 1.850 mm e altezza di 1.875 mm, con un passo di 2.850 mm. Le dimensioni sono quindi importanti, ma è soprattutto quello che si trova sotto la carrozzeria a raccontarne la filosofia.
Gredos utilizza infatti un telaio a longheroni e dispone di trazione 4×4 con riduttore e blocco del differenziale posteriore. Gli angoli di attacco e uscita dichiarati sono rispettivamente di 32 e 27 gradi. Dietro troviamo una sospensione multilink Five-Link, mentre il bagagliaio raggiunge una capacità dichiarata di 748 litri.
Sotto il cofano c’è il 2.0 Turbo GDI 4K31 di origine Mitsubishi, omologato Euro 6e-bis. La potenza dichiarata è di 218 CV, con 360 Nm di coppia disponibili tra 1.400 e 4.000 giri/min. Il cambio è un automatico sequenziale a otto rapporti.
Il consumo WLTP dichiarato è di 8,5 l/100 km, con emissioni di CO2 pari a 201 g/km. Galloper indica inoltre la presenza dell’etichetta ambientale ECO spagnola.
A bordo non manca una dotazione più vicina alle automobili moderne: cinque posti, sette airbag, schermo HD da 13 pollici, telecamera a 360 gradi e tetto apribile elettrico. Un mix curioso tra impostazione meccanica vecchia scuola e tecnologia contemporanea.
E c’è anche una funzione decisamente particolare: tra gli optional compare il giro a 360 gradi, pensato per aumentare la manovrabilità del mezzo nelle situazioni più complicate.
Galloper Anayet: il pick-up per chi deve anche lavorare
Se Gredos prova a mettere insieme fuoristrada e utilizzo quotidiano, Galloper Anayet sposta maggiormente l’attenzione sul lavoro.
Il pick-up è lungo 5.287 mm e ha un passo di 3.150 mm. Il cassone misura 1.510 mm in lunghezza, 1.562 mm in larghezza e 475 mm in altezza. La capacità di carico dichiarata è di 490 kg, mentre l’altezza libera dal terreno raggiunge 219 mm.
La meccanica riprende la filosofia del Gredos, con motore 4K31 a benzina, cambio automatico a otto rapporti e trazione integrale. Cambia però il retrotreno: sull’Anayet troviamo assale rigido e balestre, una soluzione meno raffinata rispetto al multilink ma particolarmente adatta a un mezzo che deve trasportare carichi e affrontare utilizzi gravosi.
Il cassone riceve inoltre un trattamento anticorrosione e sono presenti una barra protettiva posteriore con ganci, schermo da 13 pollici e telecamera posteriore. Il consumo dichiarato sale a 10,5 l/100 km, con emissioni WLTP di 235 g/km. La velocità massima indicata è di 170 km/h.
Insomma, l’Anayet non prova a travestirsi da pick-up sportivo. La sua impostazione guarda soprattutto a chi utilizza davvero il veicolo fuori dall’asfalto o per lavoro.
Galloper è spagnola, ma le basi arrivano dalla Cina
Il ritorno del nome Galloper merita però una precisazione importante. Non siamo davanti alla ripartenza della stessa realtà industriale che produceva i vecchi modelli.
I nuovi veicoli sono fabbricati in Cina da Anhui Coronet e utilizzano piattaforme legate alla joint venture Zhengzhou Nissan, formata da Dongfeng e Nissan. Secondo le informazioni disponibili, Gredos deriva tecnicamente dal Nissan Terra/Dongfeng Paladin, mentre Anayet ha legami con il Dongfeng Rich 6 e quindi con la precedente generazione del Nissan Navara.
Il progetto mette così insieme elementi provenienti da più realtà: capitale spagnolo, produzione cinese, piattaforme con legami Nissan, motorizzazione di origine Mitsubishi, trasmissione automatica ZF e sistema di trazione integrale sviluppato da BorgWarner.
È una formula molto diversa da quella della Galloper del passato. Il vecchio fuoristrada era prodotto in Corea del Sud da Hyundai Precision Industry e derivava dal Mitsubishi Pajero. Anche allora, quindi, il marchio lavorava partendo da tecnologie e progetti già esistenti.
Il ritorno di Galloper parte dalla Spagna
Anche i nomi scelti per i due nuovi modelli servono a sottolineare l’identità della nuova azienda.
Anayet richiama l’area montuosa e vulcanica dei Pirenei aragonesi, mentre Gredos prende il nome dalla catena montuosa del Sistema Centrale spagnolo. Galloper ha già anticipato l’intenzione di utilizzare la geografia della Spagna come fonte d’ispirazione anche per le denominazioni dei prossimi veicoli.
La commercializzazione dovrebbe iniziare proprio dalla Spagna, dove il ritorno operativo del marchio è previsto nell’autunno 2026. Per capire se questa rinascita riuscirà davvero a ritagliarsi uno spazio serviranno soprattutto i prezzi definitivi e la prova su strada.
La ricetta, però, è già chiara. In un mercato in cui molti modelli definiti SUV hanno ormai capacità fuoristradistiche limitate, Galloper sceglie di tornare puntando su una struttura tradizionale, ridotte, blocco del differenziale e meccanica orientata all’off-road.
Ventuno anni dopo l’uscita di scena, quindi, il nome Galloper ricomincia da dove aveva lasciato: fuori dall’asfalto. Solo che questa volta il passaporto è spagnolo e buona parte dell’hardware arriva dalla Cina.
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