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Polestar Formula 2030 anticipa le nuove Polestar 2 e 7

Di Emanuela Termonte
Pubblicato il 8 set 2026
Polestar Formula 2030 anticipa le nuove Polestar 2 e 7
Polestar presenta Formula 2030, il concept che anticipa il nuovo linguaggio stilistico del marchio e offre i primi indizi sulle future Polestar 2 e Polestar 7 elettriche.

Non è un esercizio di stile destinato a rimanere chiuso in un museo. Polestar Formula 2030 nasce per mostrare concretamente quale direzione prenderanno le prossime auto elettriche del marchio svedese. Il nuovo concept evolve il linguaggio stilistico attuale senza cancellarlo e diventa uno degli elementi centrali della strategia con cui Polestar vuole crescere nei prossimi anni e, soprattutto, raggiungere la redditività. Il costruttore ha confermato ufficialmente il progetto, definendolo una vetrina del futuro design del marchio e dei suoi pilastri legati a prestazioni, tecnologia e sostenibilità.

La Formula 2030 offre soprattutto indicazioni su ciò che potremmo vedere sulle prossime Polestar 2 e Polestar 7, due modelli particolarmente importanti per ampliare la presenza del costruttore nel mercato europeo delle elettriche.

Niente rivoluzioni, però. Polestar ha scelto di mantenere riconoscibili alcuni degli elementi che hanno caratterizzato le sue auto fino a oggi, intervenendo sulle proporzioni e sui dettagli per costruire un’identità ancora più precisa.

Polestar Formula 2030: cambia il design, ma senza rivoluzioni

Formula 2030 rappresenta il primo importante manifesto stilistico firmato dal responsabile del design Philipp Romers, arrivato in Polestar nel 2024 dopo l’esperienza maturata in Audi.

La parola chiave è evoluzione. Guardando il concept, il legame con le Polestar già in circolazione rimane evidente. Davanti troviamo una nuova interpretazione della firma luminosa Dual Blade, elemento che permette di riconoscere immediatamente l’appartenenza alla famiglia.

Il frontale è molto pulito, come ormai avviene su numerose elettriche, mentre la carrozzeria lavora maggiormente sulle superfici e sulle proporzioni. Il profilo mantiene un’impostazione bassa e filante, con un tetto che scende progressivamente verso la parte posteriore.

Non siamo quindi davanti a una di quelle concept car costruite soltanto per stupire con soluzioni impossibili da portare su un modello di serie. È un approccio che Polestar aveva già adottato con Precept, presentata come una visione concreta del proprio futuro e successivamente trasformata nella Polestar 5.

Proprio per questo Formula 2030 merita attenzione. Alcune proporzioni potranno cambiare e i dettagli più estremi potrebbero essere semplificati, ma il linguaggio stilistico mostrato dalla vettura è destinato ad avere un seguito.

Nuova Polestar 2 e Polestar 7: cosa possiamo aspettarci

I due nomi da tenere d’occhio sono soprattutto Polestar 2 e Polestar 7.

La prima ha un compito delicato. L’attuale Polestar 2 è stata uno dei modelli che hanno costruito l’identità del marchio e ancora oggi rappresenta una delle proposte centrali della gamma. In Italia è attualmente presente a listino accanto a Polestar 3, Polestar 4 e Polestar 5.

La prossima generazione dovrà quindi modernizzare la formula senza perdere quella riconoscibilità che Formula 2030 prova già a conservare.

Diverso il discorso per la Polestar 7, destinata a entrare in una delle categorie più combattute del mercato. Il costruttore la descrive ufficialmente come un SUV compatto premium e ne ha già confermato la produzione in Europa.

Per il momento Polestar non ha comunicato attraverso le sue pagine di prodotto specifiche tecniche complete della 7. Potenza, capacità della batteria, autonomia e prezzi restano quindi elementi da scoprire. Meglio non trasformare le indicazioni stilistiche della Formula 2030 in caratteristiche definitive del modello di produzione.

Il concept, insomma, ci dice soprattutto come saranno riconoscibili le prossime Polestar, non ancora quanti chilometri potranno percorrere con una ricarica.

Polestar prepara quattro nuovi modelli in tre anni

Dietro Formula 2030 c’è però qualcosa di più grande di un semplice cambio di design.

Polestar sta affrontando la più importante offensiva di prodotto della propria storia e ha indicato quattro nuove auto nell’arco di tre anni, partendo nel 2026 con Polestar 5 e la nuova variante SUV di Polestar 4.

La necessità di accelerare è evidente anche guardando i conti. Nel primo semestre 2026 Polestar ha registrato vendite retail pari a 30.423 auto, contro 30.289 nello stesso periodo del 2025. I ricavi sono stati pari a 1,36 miliardi di dollari, in calo del 4,4%, mentre la perdita netta ha raggiunto gli 842 milioni di dollari. Quest’ultima è comunque migliorata del 29,4% rispetto agli 1,193 miliardi persi nello stesso periodo dell’anno precedente.

Anche la perdita operativa è scesa del 42,6%, fermandosi a 629 milioni di dollari. Il margine lordo resta però negativo, pari a -8,4% nel semestre. Numeri che spiegano perché la strategia Formula 2030 non riguardi soltanto fari, carrozzerie e concept car: il vero obiettivo è costruire una gamma capace di aumentare i volumi e migliorare progressivamente la sostenibilità economica dell’azienda.

La Formula 2030 diventa così una sorta di manifesto della prossima fase Polestar. Non rompe con il passato, ma prova a rendere più riconoscibile ciò che già funziona.

Per chi guarda soprattutto alle auto, la parte interessante è semplice: le prossime elettriche Polestar stanno iniziando a mostrare il loro volto. E se il passaggio dal concept alla produzione seguirà un percorso simile a quello visto tra Precept e Polestar 5, Formula 2030 potrebbe essere molto più vicina alle future auto di serie di quanto sembri oggi.

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