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Roma sorpassa Milano: boom di elettriche e ibride plug-in

Di Riccardo Mantica
Pubblicato il 7 set 2026
Roma sorpassa Milano: boom di elettriche e ibride plug-in
Roma diventa la prima provincia italiana per immatricolazioni private di auto elettriche e ibride plug-in: 7.302 vetture nei primi sette mesi del 2026.

Roma cambia marcia sul fronte delle auto elettriche e ibride plug-in. Nei primi sette mesi del 2026 la provincia della Capitale è diventata la prima in Italia per immatricolazioni private di vetture ricaricabili, con 7.302 unità. Un risultato che le permette di superare Milano e Napoli e che vale il 9,6% del totale nazionale, pari a 76.118 auto elettriche e plug-in acquistate da privati nello stesso periodo.

Il dato è interessante soprattutto perché modifica una geografia del mercato che, fino a poco tempo fa, vedeva Milano e il Nord Italia nettamente più avanti nella diffusione delle auto alla spina.

Roma oggi mostra invece una domanda privata molto più forte. Il fenomeno non significa però che la Capitale abbia già risolto tutti i problemi legati alla mobilità elettrica. Anzi, proprio la crescita delle immatricolazioni mette ancora più in evidenza il tema della rete di ricarica, sulla quale Milano conserva un vantaggio importante.

Perché Roma ha superato Milano nelle auto ricaricabili

Il primo elemento da chiarire riguarda cosa comprendono i numeri. Quando si parla delle 7.302 immatricolazioni di Roma non ci si riferisce soltanto alle auto elettriche pure, cioè le BEV, ma anche alle ibride plug-in, vetture dotate di motore termico e batteria ricaricabile dalla presa.

Ed è proprio questa seconda categoria a contribuire in modo significativo alla crescita.

Le plug-in rappresentano infatti una soluzione di passaggio particolarmente adatta a chi non dispone di una possibilità di ricarica sempre garantita. Possono percorrere una certa distanza in modalità elettrica, ma mantengono il motore a combustione per i viaggi più lunghi o quando non è possibile collegarsi a una colonnina.

Una caratteristica che può risultare particolarmente interessante in una città grande e complessa come Roma, dove l’accesso alla ricarica domestica non è scontato e una parte importante della popolazione vive in condomini o parcheggia abitualmente in strada.

Il mercato nazionale conferma questa tendenza.

Nei primi otto mesi del 2026 le ibride plug-in hanno continuato a mostrare una crescita molto sostenuta e ad agosto hanno raggiunto una quota del 12% del mercato. Le elettriche pure, nello stesso mese, si sono fermate invece al 6,4%, dopo il rallentamento seguito alla fase più intensa degli incentivi.

È quindi plausibile che una parte importante del sorpasso romano sia legata proprio alla maggiore diffusione delle PHEV, che oggi rappresentano una scelta meno radicale rispetto al passaggio immediato al 100% elettrico.

Le plug-in spingono il mercato più delle elettriche pure

La situazione italiana resta particolare rispetto ad altri grandi mercati europei.

Le auto elettriche pure stanno crescendo, ma mantengono ancora quote relativamente contenute. Nel primo semestre del 2026 hanno rappresentato circa l’8,4% delle immatricolazioni, pur con una crescita molto forte rispetto all’anno precedente.

Le plug-in, al contrario, stanno beneficiando di una combinazione favorevole di maggiore offerta, vantaggi per alcune categorie di utilizzatori e maggiore flessibilità nell’impiego quotidiano.

A giugno, per esempio, la quota delle PHEV aveva già raggiunto il 10,6%, mentre l’insieme delle vetture ricaricabili era salito al 20,7% del mercato mensile.

Per il cliente romano questo significa avere oggi più alternative rispetto a pochi anni fa.

Chi dispone di un box e percorre principalmente tragitti urbani può trovare nell’elettrica pura una soluzione razionale. Chi invece affronta viaggi frequenti o non ha la certezza di poter ricaricare ogni giorno può vedere nella plug-in un compromesso più semplice da gestire.

Il risultato è che la crescita delle auto ricaricabili non segue più necessariamente il modello classico del Nord Italia.

Roma, con un bacino di utenza enorme e una domanda privata in aumento, è diventata un mercato sempre più importante per concessionari e costruttori.

Colonnine, Milano resta davanti: il vero nodo per Roma

Se nelle immatricolazioni Roma è passata davanti, sul fronte delle infrastrutture la situazione si ribalta.

La provincia di Milano conta 7.423 punti di ricarica pubblici, mentre Roma si ferma a 6.109. Il Lazio nel complesso raggiunge 7.864 punti.

Il divario non è trascurabile, soprattutto considerando la crescita della domanda registrata nella Capitale.

Il problema non è soltanto il numero assoluto delle colonnine. Conta anche la loro distribuzione sul territorio, la potenza disponibile, l’affidabilità e soprattutto la facilità con cui un automobilista riesce a trovare un punto libero vicino a casa o al luogo di lavoro.

Roma ha inoltre dimensioni territoriali molto maggiori rispetto a Milano. Questo significa che, a parità di punti di ricarica, la densità dell’infrastruttura può risultare inferiore e gli spostamenti necessari per raggiungere una colonnina più lunghi.

Ecco perché il primato nelle immatricolazioni non può essere letto come la prova che la transizione elettrica sia ormai completata.

Al contrario, potrebbe aumentare la pressione sull’infrastruttura nei prossimi mesi.

Più auto ricaricabili in circolazione significa una maggiore domanda di energia pubblica, soprattutto da parte di chi non dispone di una presa privata. Se il numero dei veicoli cresce più rapidamente rispetto alle colonnine, il rischio è quello di incontrare più spesso stazioni occupate o tempi di attesa più lunghi.

Per l’automobilista, quindi, il dato più importante non è soltanto che Roma abbia superato Milano nelle immatricolazioni di auto elettriche e plug-in.

La vera sfida sarà capire se la città riuscirà a trasformare questa crescita commerciale in un ecosistema realmente semplice da utilizzare.

Il sorpasso è comunque un segnale forte. Dimostra che la domanda di auto ricaricabili non è più concentrata soltanto nelle tradizionali aree settentrionali e che il mercato sta cambiando rapidamente. Adesso toccherà soprattutto alla rete di ricarica tenere lo stesso passo.

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