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Audacious IV, l'Audi Quattro rinasce con un V8 da 760 CV

Di Fabrizio Gimena •
Pubblicato il 2 nov 2026
Audacious IV, l'Audi Quattro rinasce con un V8 da 760 CV
L'Audi Quattro torna a vivere con Audacious IV, una reinterpretazione moderna realizzata sulla base dell'Audi RS4 B7. Motore V8 4.2 fino a 760 CV, cambio manuale e produzione limitata a 50 esemplari.

L’Audi Quattro torna a far parlare di sé, questa volta grazie a un progetto britannico che riporta su strada le forme di una delle sportive più rappresentative degli anni Ottanta. Si chiama Audacious IV ed è una coupé realizzata da Audacious Automotive partendo dalla base meccanica dell’Audi RS4 B7. Il risultato è un’auto dall’aspetto retrò, ma con prestazioni decisamente moderne: sotto il cofano trova posto un V8 aspirato da 4,2 litri, disponibile con potenze fino a 760 CV. Non manca il cambio manuale a sei marce, una scelta sempre più rara sulle sportive ad alte prestazioni. La produzione sarà limitata ad appena 50 esemplari, tutti costruiti a mano e personalizzabili secondo le richieste dei clienti.

Audacious IV: il fascino dell’Audi Quattro con una base RS4

Per capire l’idea alla base dell’Audacious IV bisogna tornare agli anni Ottanta, quando l’Audi Quattro contribuì a cambiare il mondo dei rally grazie alla trazione integrale.

La sportiva tedesca diventò rapidamente un simbolo delle competizioni, distinguendosi per la carrozzeria squadrata, i passaruota pronunciati e una presenza su strada immediatamente riconoscibile.

È proprio a quella silhouette che si ispira la nuova Audacious IV, senza però limitarsi a una semplice riproduzione dell’auto originale.

Il progetto nasce infatti attorno a una vettura molto più recente: l’Audi RS4 B7, la sportiva prodotta dalla Casa dei quattro anelli negli anni Duemila.

Da questa vengono recuperati il motore e l’elettronica, mantenendo una base tecnica progettata per funzionare come un sistema integrato.

Audacious Automotive interviene poi sulla struttura e sulla disposizione dei componenti per adattarli alle proporzioni della nuova coupé.

Il risultato è una carrozzeria che richiama chiaramente l’Audi Quattro, ma con superfici, dettagli e soluzioni costruttive aggiornate.

Per la realizzazione vengono utilizzati nuovi pannelli in acciaio e alluminio, integrati con gli elementi della vettura donatrice.

Chi desidera una configurazione ancora più esclusiva può però scegliere una carrozzeria interamente in fibra di carbonio, accompagnata anche da superfici vetrate riprogettate.

Una soluzione che permette di modificare ulteriormente l’aspetto della vettura, oltre a offrire caratteristiche differenti rispetto ai pannelli metallici.

Ogni esemplare sarà inoltre personalizzato nella carrozzeria e nell’abitacolo.

Non si tratta quindi di una produzione tradizionale, nella quale il cliente sceglie soltanto colore e rivestimenti da un catalogo prestabilito.

La Audacious IV punta piuttosto sulla costruzione artigianale, con una configurazione definita in base alle preferenze del proprietario.

V8 aspirato fino a 760 CV e cambio manuale a sei marce

Se l’estetica guarda al passato, la meccanica della Audacious IV punta soprattutto sulle prestazioni.

Sotto il cofano troviamo il V8 aspirato da 4,2 litri derivato dall’Audi RS4 B7, proposto in due differenti livelli di potenza.

La prima configurazione sviluppa 608 CV, mentre quella più estrema arriva a 760 CV.

Numeri decisamente elevati per un motore privo di sovralimentazione, soprattutto considerando che la versione più potente viene dichiarata capace di raggiungere i 10.000 giri al minuto.

È un dato che rappresenta uno degli aspetti più particolari del progetto.

Su un motore aspirato, infatti, la potenza viene ottenuta senza ricorrere alla pressione aggiuntiva generata da turbocompressori o compressori volumetrici.

La risposta all’acceleratore e la progressione del motore dipendono quindi direttamente dalle caratteristiche dell’unità, dalla sua messa a punto e dal regime di rotazione.

Nel caso della Audacious IV, la scelta di puntare su un V8 capace di girare così in alto suggerisce una filosofia ben precisa: privilegiare il coinvolgimento del conducente.

A confermarlo è anche la trasmissione.

La coupé britannica adotta un cambio manuale a sei rapporti, una soluzione che oggi si incontra sempre meno frequentemente sulle auto sportive di potenza elevata.

Niente cambiate automatiche gestite dall’elettronica: il conducente deve intervenire direttamente sulla leva e coordinare frizione e acceleratore.

Una scelta che non punta necessariamente a ottenere il tempo più basso in pista, ma a mantenere un rapporto più diretto con la meccanica.

E le prestazioni dichiarate sono comunque di alto livello.

Secondo Audacious Automotive, la IV accelera da 0 a 60 mph, equivalenti a circa 96 km/h, in 3,4 secondi.

La velocità massima dichiarata arriva invece a circa 320 km/h.

Valori che collocano il progetto nel territorio delle sportive ad alte prestazioni, ben lontano da quello di una semplice reinterpretazione estetica di un modello storico.

Restano tuttavia da conoscere alcuni dettagli importanti, tra cui il peso definitivo delle diverse configurazioni e le eventuali differenze prestazionali tra la versione da 608 CV e quella da 760 CV.

Soltanto 50 esemplari: una Quattro moderna per pochi

L’altro elemento che rende particolare l’Audacious IV è il numero di vetture previsto. Audacious Automotive costruirà soltanto 50 esemplari, tutti assemblati a mano.

Una produzione così limitata permette di dedicare maggiore attenzione alle richieste dei clienti, ma rende inevitabilmente la vettura un prodotto destinato a una nicchia di appassionati e collezionisti.

Il progetto si inserisce nel mondo delle cosiddette restomod, ovvero vetture che recuperano lo stile di modelli storici utilizzando componenti e soluzioni tecniche più recenti.

Nel caso della IV, però, c’è una particolarità: la base meccanica non appartiene alla Quattro originale, bensì a un’Audi RS4 di generazione successiva.

Questo significa che non siamo davanti al restauro di un esemplare storico, ma a una nuova interpretazione della Quattro, costruita utilizzando una piattaforma tecnica più moderna. Una differenza importante anche per chi valuta il valore collezionistico di un’auto di questo tipo.

L’interesse non dipende soltanto dal richiamo estetico a un modello famoso, ma anche dalla qualità della trasformazione, dalla cura dell’assemblaggio e dalla possibilità di ottenere una vettura personalizzata.

La presenza del V8 aspirato aggiunge un ulteriore elemento di interesse, soprattutto in un periodo nel quale molte sportive puntano su motori turbo, sistemi ibridi o propulsori completamente elettrici.

La Audacious IV segue invece una strada differente, combinando motore aspirato, cambio manuale e una carrozzeria ispirata alle sportive da rally. Rimane ancora una domanda fondamentale: quanto costa?

Al momento non è stato comunicato un prezzo ufficiale. Non sono stati specificati neppure i tempi di consegna o il calendario completo della produzione.

La cifra finale potrebbe inoltre dipendere dalle personalizzazioni richieste, considerando la possibilità di scegliere materiali differenti per la carrozzeria e configurazioni specifiche per l’abitacolo.

Per chi sogna una Quattro moderna, dunque, il progetto ha già diversi elementi capaci di attirare l’attenzione, ma serviranno ulteriori informazioni per valutarlo nel dettaglio.

La Audacious IV non vuole sostituire l’Audi Quattro originale e nemmeno riprodurla fedelmente. L’obiettivo è recuperare il carattere di quella sportiva e abbinarlo a una meccanica più recente, con prestazioni nettamente superiori.

E tra un V8 da 760 CV, un cambio manuale e una produzione limitata a 50 unità, questa reinterpretazione britannica ha tutte le caratteristiche per incuriosire chi cerca qualcosa di diverso dalle sportive moderne.

Il prossimo dettaglio da scoprire sarà il prezzo, insieme alle prime informazioni sulle consegne e sulle possibilità effettive di personalizzazione.

 

 

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