Cosa stai cercando?
Cerca

F1 Messico 2026: Antonelli campione del mondo, vince Verstappen

Di Riccardo Mantica •
Pubblicato il 2 nov 2026
F1 Messico 2026: Antonelli campione del mondo, vince Verstappen
Antonelli conquista il Mondiale F1 2026 a soli 20 anni grazie al terzo posto nel GP del Messico. Verstappen vince davanti a Hamilton dopo una gara ricca di colpi di scena e due ripartenze.

La Formula 1 torna a parlare italiano. Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo F1 2026 a soli 20 anni, grazie al terzo posto conquistato nel Gran Premio del Messico. Un risultato storico, che riporta un pilota italiano sul tetto del mondo dopo 73 anni, dai tempi di Alberto Ascari nel 1953. E c’è di più: il giovane della Mercedes diventa anche il più giovane iridato nella storia della categoria, conquistando il titolo con ben quattro gare d’anticipo.

A vincere la corsa è però Max Verstappen, davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton. Una gara tutt’altro che tranquilla, tra penalità, strategie, incidenti e due ripartenze che hanno tenuto aperta la lotta per la vittoria fino agli ultimi giri. Quarto Charles Leclerc, seguito da Lando Norris e George Russell.

Antonelli campione del mondo F1 2026: un titolo storico

Vent’anni e già un Mondiale in tasca. Andrea Kimi Antonelli scrive una pagina importante del motorsport italiano, riportando il tricolore sul gradino più alto della Formula 1 dopo un’attesa durata oltre sette decenni.

Il pilota della Mercedes chiude il GP del Messico 2026 al terzo posto, alle spalle di Verstappen e Hamilton. Un podio che vale molto più dei punti conquistati, perché gli permette di mettere matematicamente al sicuro il campionato quando mancano ancora quattro appuntamenti alla conclusione della stagione.

E pensare che la sua gara non era iniziata sotto i riflettori. Mentre le Ferrari si contendevano le prime posizioni e Verstappen cercava spazio per attaccare, Antonelli ha costruito il proprio risultato con una strategia diversa rispetto agli avversari.

Partito con pneumatici morbidi, il giovane italiano ha allungato il primo stint fino al 43° giro, ritrovandosi anche al comando della corsa grazie alle soste anticipate degli altri piloti. Dopo il cambio gomme, con il passaggio alle medie, è rientrato in quarta posizione.

Il momento decisivo arriva dopo la bandiera rossa, quando Antonelli riesce ad approfittare delle difficoltà di Leclerc per conquistare il terzo posto. Da lì in avanti, l’obiettivo è uno soltanto: portare la Mercedes al traguardo e festeggiare il titolo.

Verstappen batte Hamilton, Ferrari beffata tra penalità e strategie

Se Antonelli si prende il Mondiale, Verstappen conquista la vittoria nel GP del Messico, la terza della sua stagione. L’olandese della Red Bull riesce a imporsi al termine di una corsa movimentata, nella quale le Ferrari sembravano avere inizialmente tutte le carte per giocarsi il successo.

Hamilton parte dalla pole position e mantiene il comando alla prima curva, ma il confronto con il compagno di squadra Leclerc cambia immediatamente gli equilibri.

Il monegasco tenta il sorpasso all’esterno di curva 4. Le due Ferrari finiscono fuori pista e Charles riesce a rientrare davanti, mentre Hamilton perde terreno e lascia spazio anche a Verstappen.

Una manovra che costa cara a Leclerc: i commissari gli infliggono cinque secondi di penalità per aver tratto vantaggio dall’uscita di pista.

Nonostante questo, Charles riesce a costruire un margine di circa cinque secondi su Verstappen. Il problema arriva al momento del pit stop, al 28° giro, quando entrambi rientrano ai box.

Leclerc deve scontare la penalità e la Red Bull ne approfitta per riportare Verstappen davanti. Anche la scelta delle gomme è differente: Max passa dalle medie alle morbide, mentre le Ferrari effettuano il cambio opposto.

Hamilton si ferma al giro successivo, senza riuscire a recuperare le posizioni perse nelle prime fasi.

Per la Ferrari è una giornata dai due volti. Da una parte il secondo posto di Hamilton, dall’altra il quarto di Leclerc, che lascia qualche rimpianto considerando la partenza dalla prima fila e il potenziale mostrato nella fase iniziale della corsa.

Bandiera rossa e ripartenze: il finale del GP del Messico

A cambiare nuovamente la gara è il violento incidente di Valtteri Bottas. Il pilota della Cadillac finisce contro le barriere alla prima curva dopo un cedimento della sospensione anteriore sinistra.

Fortunatamente il finlandese esce autonomamente dalla vettura, ma i danni alle protezioni impongono prima l’ingresso della Safety Car e poi l’esposizione della bandiera rossa. La corsa rimane interrotta per circa quaranta minuti.

La neutralizzazione crea anche una situazione particolare per Hamilton. Il britannico aveva effettuato un secondo cambio gomme, perdendo temporaneamente terreno rispetto ad Antonelli. Durante l’interruzione, però, viene ricostruito l’ordine di ripartenza sulla base del rilevamento precedente, riportando Lewis in terza posizione.

Al giro 47 si torna a correre con una partenza dalla griglia. Hamilton scatta bene, supera Leclerc e va subito all’attacco di Verstappen. Tra Ferrari e Red Bull c’è anche un contatto, ma i commissari non intervengono.

Dietro, invece, Leclerc commette un errore in frenata e blocca le ruote, danneggiando la superficie di uno pneumatico. Antonelli non si lascia sfuggire l’occasione e al giro successivo lo supera in curva 1, conquistando il terzo posto.

Ma non è ancora finita. Al 59° giro un contatto tra Oscar Piastri e Arvid Lindblad manda la Racing Bulls contro le barriere e provoca un nuovo ingresso della Safety Car.

La corsa riparte al giro 63, con Hamilton incollato a Verstappen. Il ferrarista prova a mettere pressione all’olandese fino alla bandiera a scacchi, senza però trovare lo spazio necessario per completare il sorpasso.

Verstappen vince davanti a Hamilton e Antonelli, che chiude a quattro secondi dal leader. Leclerc riesce a difendere la quarta posizione dagli attacchi di Norris, mentre Russell termina sesto dopo aver scontato una penalità di dieci secondi per il contatto iniziale con Hadjar.

Completano la zona punti Piastri, Colapinto, Lawson e Gasly. Fuori dalla top ten Bortoleto e Hadjar, mentre non vedono il traguardo le Aston Martin di Alonso e Stroll e la Haas di Bearman.

Il risultato più importante, però, va oltre la classifica della gara. L’Italia ha finalmente un nuovo campione del mondo di Formula 1 e Mercedes può festeggiare il titolo piloti con quattro Gran Premi ancora da disputare.

Per Antonelli si apre ora una fase diversa della stagione: correre senza la pressione della classifica mondiale, con la possibilità di cercare altri successi prima della conclusione del campionato. Per Ferrari e Red Bull, invece, le ultime gare saranno l’occasione per continuare a confrontarsi in pista e preparare la sfida successiva.

 

 

Seguici anche sui canali social
Seguici su TikTok @motori_it
Seguici su TikTok
Motori_it
Seguici su X

Ti potrebbe interessare