Volkswagen Golf GTI 2020: verso i 45 anni con l’ottava generazione

Dalla capostipite 1.6 110 CV alla nuova ottava serie da 245 CV: storia ed evoluzione di una stirpe in continuo sviluppo e sempre fedele a se stessa.

La formula è invariata da quasi quarantacinque anni: cioè una compatta sportiva che non dà troppo nell’occhio, ma che ha prestazioni di riferimento. Sebbene negli anni ’70 le vetture di fascia media dall’intonazione sportiva non mancavano – ad avere inaugurato il segmento era stata Renault, a metà anni 60, con la leggendaria R8 Gordini, cui fece seguito la più grande R12 Gordini; e si ricorda anche la popolare Simca 1100 TI – Volkswagen Golf GTI ha saputo, in oltre quarant’anni di carriera, sempre evolversi in funzione dello sviluppo tecnologico e dei mercati. Ciò, occorre riconoscerlo, anche per la lungimiranza dei vertici di Wolfsburg, che hanno, generazione dopo generazione, sempre creduto in GTI, tanto da mantenerla come “prodotto base” anche con lo sviluppo di nuove, e più potenti, declinazioni nella lineup Golf.

Si avvia verso i 45 anni

Il traguardo del “mezzo secolo meno un lustro”, che avverrà nel 2021, sarà incentrato sulla nuovissima ottava generazione di Volkswagen Golf: svelata all’inizio di marzo 2020 – avrebbe dovuto fare bella mostra di se, insieme alle nuove configurazioni turbodiesel GTD e ibrida plug-in GTE, al Salone di Ginevra 2020, cancellato in extremis a causa dell’espandersi dell’emergenza coronavirus – è ora pronta al debutto sul mercato.

Meccanica: 245 CV e nuovo cambio shift-by-wire

Sotto il cofano, l’ultima nata (in ordine di tempo) della stirpe sportiva Golf viene equipaggiata con… una vecchia conoscenza: l’unità motrice 2.0 TSI della “famiglia” EA888 evo4, che eroga una potenza massima di 245 CV ed una forza motrice da 370 Nm di coppia massima. La trasmissione viene affidata al cambio automatico Dsg doppia frizione a sette rapporti, aggiornato nel collegamento fra leva del cambio e gruppo motopropulsore: al posto del “tradizionale” rinvio meccanico, c’è la tecnologia shift-by-wire ad impulsi elettronici. A questa configurazione meccatronica si abbina il nuovo stile conferito alla zona anteriore del corpo vettura (il listello orizzontale della calandra è ora illuminato, anziché nel tradizionale rosso; inediti sono anche i fendinebbia a Led disposti ad “X”) ed un ampio ventaglio di novità anche all’interno, che al modulo Digital Cockpit ed alla suite di servizi online We Connect dell’infotainment (predisposti all’introduzione a bordo di ulteriori funzionalità multimediali, della Web radio e dello streaming) aggiunge il tasto Start&Stop dell’avviamento retroilluminato in rosso, il volante sportivo con comandi touch e la leva del cambio dotato di curve caratteristiche.

Valori prestazionali

Su strada, Volkswagen Golf GTI 8 viene annunciata per prestazioni in linea con l’impostazione marcatamente high performance della propria classe di appartenenza, dunque decisamente elevati.

  • Velocità massima: 250 km/h (autolimitati)
  • Tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h: circa 6”.

Le sette generazioni della storia Golf GTI

Ripercorriamo le sette precedenti tappe di una carriera fra le più rilevanti nel settore delle berline di classe media dalle caratteristiche spiccatamente sportive.

Volkswagen Golf GTI prima serie (1976-1983)

Una curiosità: inizialmente venne “programmata” in 5.000 unità. Doveva, insomma, essere una “special edition”: le cose andarono… un po’ diversamente. La prima serie di Volkswagen Golf GTI, da tempo ambita dai collezionisti, è frutto dell’idea di Anton Konrad, all’epoca – metà degli anni 70 – responsabile dell’Ufficio stampa e Pubbliche relazioni Volkswagen, il quale, insieme ad un ristretto gruppo di dirigenti tecnici di Wolfsburd – Hermann Hablitzl, responsabile del progetto Golf; Herbert Horntrich, telaista; Alfons Löwenberg, responsabile Sviluppo; e Horst-Dieter Schwittlinsky (Marketing) – mise a punto un’idea semplice nella sua realizzazione: un’auto compatta, leggera, dotata di un motore dall’adeguata potenza e provvista di un assetto sportivo. Il tutto, abbinato ad un’immagine “ovviamente” personale: fu così che vennero adottati lo spoiler anteriore maggiorato, le modanature in plastica sui passaruota e la cornice nera opaca del lunotto, il leggendario motivo in Rosso Marte sulla calandra (tutte idee dell’allora capo Design Herbert Schäfer) e, per l’abitacolo allestito da un progetto di Gunhild Liljequist, la prima donna a lavorare nel Design Volkswagen sin dal 1964, gli altrettanto celebri rivestimenti in tessuto tartan a quadri per la fascia centrale dei sedili sportivi neri, il padiglione nero e il pomello del cambio a forma di pallina da golf. Sotto il cofano, l’unità motrice 1.6 110 CV ad iniezione elettronica, in grado di spingere la nuova supercompatta-high performance di Stoccarda (le cui dimensioni, paragonate ad oggi, sono più o meno le stesse di VW Up!: i tempi sono cambiati…) su un piano nettamente superiore rispetto alla ben più “tranquilla” lineup Golf, che nella prima fase di commercializzazione si articolava sulle declinazioni 1.1 e 1.6 (carburatore) a tre e cinque porte, e vendute in Italia con prezzi che, a metà del 1976, partivano da 2.997.000 lire:

  • velocità massima: 182 km/h
  • tempo di accelerazione 0-100 km/h: 9”2.

Nel 1982, un corposo upgrade – estetico, ad incontrare gli aggiornamenti di gamma – e meccanico (la motorizzazione 1.8 da 112 CV), a sua volta evoluto nell’edizione speciale “Pirelli” del 1983 (diventata celebre peri caratteristici cerchi dalle feritoie a “P” e che montavano un set di pneumatici Pirelli P6) venduta in 10.500 unità in sei mesi, accompagnò la prima generazione di Golf GTI verso la seconda fase della sua carriera.

In totale, Volkswagen Golf GTI prima serie venne prodotta in circa 462.000 unità.

Volkswagen Golf GTI seconda serie (1984-1991)

Ovvero: la piena affermazione e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche già rivolte ad un ulteriore balzo in avanti. Nella fase di debutto, immediatamente successiva al “lancio” della seconda generazione della già allora bestseller di Wolfsburg, VW Golf GTI seconda generazione (dotata di un nuovo assetto ribassato di 10 mm rispetto alla gamma Golf, sedili sportivi e volante a quattro razze con i quattro pulsanti del clacson di forma rotonda) venne, in un primo momento, provvista della medesima motorizzazione 1.8 112 CV della prima serie-restyling. In epoche successive, arrivarono diverse novità, compresa – nel 1986 – la motorizzazione a 16 valvole, in grado di raggiungere le seguenti prestazioni:

  • potenza massima: 139 CV
  • velocità massima: 208 km/h.

Nel 1990, al vertice della gamma arrivò la declinazione GTI G60. Grazie alla sovralimentazione tramite compressore G-Lader, il suo 1.8 erogava 160 CV e la spingeva fino a 219 km/h di velocità massima.

La produzione totale di Volkswagen Golf seconda serie ammonta a circa 628.000 esemplari.

Volkswagen Golf GTI terza serie (1991-1997)

Il lancio della terza generazione di Volkswagen Golf, avvenuto nella seconda metà del 1991, coincide con l’inizio della piena maturità per il modello. Figlia di un’epoca nella quale, oltre alla sportività “dura e pura”, alle versioni ad alte prestazioni di grande serie si richiedeva anche un “quid” di eleganza in più, Golf GTI terza serie ha rappresentato una nuova fase di immagine anche dal punto di vista dello stile e delle dotazioni. Il 2.0 benzina a due valvole per cilindro da 115 CV disponibile al lancio, venne sostituito dopo circa un anno con un 16V che erogava 150 CV. Queste le prestazioni offerte dalla nuova motorizzazione:

  • velocità massima: 215 km/h
  • accelerazione 0-100 km/h: 8”7.

In occasione dei vent’anni dall’esordio di Golf GTI sul mercato, nel 1996 venne svelato il modello celebrativo GTI Edition 20, caratterizzato dai cerchi in lega BBS e disponibile in tre motorizzazioni: 2.0 115 CV, 2.0 16V 150 CV e, per la prima volta, un 1.9 TDI da 110 CV capace di far accelerare la Golf GTI da 0 a 100 km/h in 10,3 secondi e di raggiungere i 193 km/h di velocità massima.

La produzione complessiva di Volkswagen Golf GTI terza serie fu di circa 327.000 unità.

Volkswagen Golf GTI quarta serie (1998-2003)

Sobria eleganza (“erede” della generazione precedente), nuovi contenuti tecnici, qualità di maneggevolezza ulteriormente migliorate: sono gli atout alla base del progetto Golf GTI 4, che dal punto di vista stilistico si caratterizzava per l’adozione degli esclusivi cerchi in lega BBS, i gruppi ottici posteriori bruniti e, all’interno, i sedili semi-anatomici Recaro. “Cuore” della gamma, la versione GTI 1.8 turbo a cinque valvole per cilindro:

  • potenza massima: 150 CV
  • velocità massima: 216 km/h
  • accelerazione 0-100 km/h: 8”5.

Come già avvenuto nella precedente serie, anche Golf GTI 4 si ampliò nelle proposte:

  • Golf GTI TDI 110 CV
  • Golf GTI 1.8 turbo 150 CV
  • Golf GTI 2.3 VR5 cinque cilindri 170 CV.

Nel 2001, per i 25 anni di Golf GTI, venne realizzata la serie speciale a tiratura limitata (3.000 esemplari) GTI Edition 25, con bodykit in tinta carrozzeria e, sotto il cofano, l’unità 1.8 turbo portata a 180 CV, che spingevano la vettura a 222 km/h e a 100 km/h con partenza da fermo in 7”9.

La produzione complessiva di VW Golf GTI 4 fu di 164.859 unità.

Volkswagen Golf GTI quinta serie (2004-2008)

“Operazione nostalgia” per la quinta generazione, che tornò a caratterizzarsi dal punto di vista stilistico attraverso un deciso richiamo agli atout della prima Golf GTI, come il profilo rosso sulla cornice della calandra ed il rivestimento a quadri per i sedili. Da segnalare l’adozione di una tecnologia di motorizzazione dedicata: il 2.0 TFSI turbo benzina. Queste le caratteristiche tecniche e le prestazioni:

  • potenza massima: 200 CV
  • trasmissione: cambio DSG doppia frizione a sei rapporti
  • velocità massima: 233 km/h
  • accelerazione 0-100 km/h: 6”9.

Analogamente alle generazioni che la precedettero, anche Golf GTI 5 venne realizzata in una serie speciale “di anniversario”: nella fattispecie, Gof GTI Edition 30 con potenza portata a 230 CV, che nel 2006 celebrò i trent’anni della gloriosa famiglia. Medesima “cavalleria” (230 CV) per la serie speciale successiva Golf GTI Pirelli del 2007.

La produzione complessiva di Golf GTI quinta generazione fu di circa 181.800 esemplari.

Volkswagen Golf GTI sesta serie (2009-2012)

Con la sesta generazione, ci avviciniamo ancora di più ai giorni nostri: tanto dal punto di vista temporale, quanto nelle tecnologie di bordo. Peculiarità della sesta serie di Golf GTI, il ricorso al differenziale XDS a bloccaggio elettronico trasversale di serie, ed il nuovo motore 2.0 TSI (montato anche sulla inedita Golf  GTI Cabriolet, che per la prima volta ampliò la variante GTI alla gamma “en plein air” del modello più venduto di Wolfsburg). Così equipaggiata, Volkswagen Golf GTI sesta serie esprimeva le seguenti caratteristiche:

  • potenza massima: 210 CV
  • coppia massima: 280 Nm
  • velocità massima: 240 km/h (238 km/h con cambio Dsg) per la versione “chiusa”; 237 km/h (235 km/h con cambio DSG) per la versione Cabriolet
  • accelerazione 0-100 km/h: 6”9 (versione “chiusa”); 7”3 (Cabriolet).

Anche per la sesta serie non mancarono le serie speciali: nello specifico, VW Golf GTI 35 del 2011, nella quale il 2.0 TSI venne portato a 235 CV, per una velocità massima di 247 km/h.

La produzione complessiva di Volkswagen Golf GTI 6 fu di 199.903 unità.

Volkswagen Golf GTI settima serie (2013-2020)

Eccoci giunti all’epoca attuale: sulla base della settima generazione di Volkswagen Golf (presentata nell’estate 2012 ed allestita sull’allora nuova piattaforma modulare Mqb-Modularer Querbaukasten, pianale progettato in ordine a nuove strategie di sviluppo di gamma con particolare attenzione all’economia di scala), nel 2013 debuttò la “derivata” Golf GTI, che portava da subito in dote il nuovo sistema di bloccaggio del differenziale. Due le configurazioni in fase di lancio:

  • Golf GTI 7 220 CV
  • Golf GTI 7 Performance 230 CV.

All’inizio del 2016 debuttò la configurazione Clubsport, modello scelto per dare una precisa indicazione del processo evolutivo di Golf GTI a quarant’anni dalla nascita: la potenza massima di VW Golf GTI Clubsport è di 265 CV, che con la funzione “boost” possono arrivare a 290 CV per brevi tratti. Queste le prestazioni offerte:

  • velocità massima: 250 km/h
  • accelerazione 0-100 km/h: 6”3.

Il programma di evoluzione per Volkswagen Golf GTI ha via via prodotto ulteriori varianti:

  • Golf GTI Clubsport S (presentata al Wörthersee 2016): serie limitata a 400 unità, motorizzazione 2.0 TSI portata a 310 CV e protagonista del record sul giro al Nürburgring per vetture a trazione anteriore: 7’49”21 il tempo fatto registrare
  • Volkswagen Golf GTI Model Year 2017: potenza portata a 230 CV e (Performance) a 245 CV
  • Golf GTI TCR: motore 2.0 TSI con potenza aumentata a 290 CV e 380 Nm, ed eliminazione del limitatore di velocità che le permette di raggiungere 260 km/h di velocità di punta e i 100 km/h con partenza da fermo in 5”6.
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