Airbag Takata: il più grande richiamo della storia dell'auto
Gli airbag sono tra i dispositivi di sicurezza più importanti presenti su un’automobile. Progettati per ridurre le conseguenze degli incidenti, in alcuni casi hanno però rappresentato un rischio mortale. È quanto accaduto con gli airbag Takata, protagonisti di quello che viene considerato il più grande richiamo nella storia dell’industria automobilistica.
Il difetto riguardava il sistema di gonfiaggio dell’airbag e ha coinvolto milioni di veicoli prodotti da numerosi costruttori in tutto il mondo. Ancora oggi alcune auto circolano senza che il componente difettoso sia stato sostituito, motivo per cui le campagne di richiamo restano attive in diversi Paesi.
Dai paracadute agli airbag: la crescita di Takata
Fondata nel 1933 in Giappone, Takata iniziò la propria attività producendo tessuti destinati ai paracadute. Negli anni successivi l’azienda concentrò la propria attività sulla sicurezza automobilistica, sviluppando cinture di sicurezza e, dalla fine degli anni Ottanta, sistemi airbag.
Grazie alla qualità dei suoi prodotti, Takata riuscì a diventare uno dei principali fornitori mondiali del settore, arrivando a equipaggiare vetture di numerosi marchi internazionali. All’inizio degli anni Duemila deteneva una quota significativa del mercato globale degli airbag.
Il problema era nascosto nell’inflatore
L’origine dello scandalo risiedeva nell’inflatore, il componente che genera il gas necessario a gonfiare il cuscino dell’airbag in pochi millesimi di secondo durante un impatto.
Per contenere i costi di produzione, Takata adottò un propellente a base di nitrato d’ammonio, una sostanza che con il passare del tempo può degradarsi se esposta a umidità e forti sbalzi di temperatura.
Quando ciò accade, al momento dell’attivazione l’inflatore può sviluppare una pressione superiore a quella prevista, fino a rompersi.
Le schegge metalliche potevano colpire gli occupanti
Il rischio più grave non riguardava il mancato funzionamento dell’airbag, bensì il cedimento dell’involucro metallico che contiene il propellente.
In caso di rottura, frammenti metallici potevano essere proiettati nell’abitacolo ad alta velocità, trasformando un sistema progettato per proteggere gli occupanti in una potenziale fonte di lesioni gravissime.
Le autorità di diversi Paesi hanno collegato questo difetto a numerosi incidenti con conseguenze molto serie, tra cui decessi e centinaia di feriti.
Oltre 100 milioni di veicoli richiamati nel mondo
Con il progressivo emergere del problema, le campagne di richiamo hanno assunto dimensioni senza precedenti.
Complessivamente sono stati coinvolti oltre 100 milioni di veicoli appartenenti a numerosi marchi automobilistici, dando vita alla più estesa operazione di richiamo mai realizzata nel settore automotive.
I costi legati alle sostituzioni gratuite dei componenti e ai risarcimenti hanno avuto pesanti conseguenze economiche per Takata, che nel 2017 ha dichiarato bancarotta.
Molti richiami sono ancora aperti
Nonostante siano trascorsi diversi anni dall’inizio dello scandalo, il problema non può considerarsi completamente risolto.
Una parte dei veicoli interessati continua infatti a circolare con gli airbag originali, soprattutto nel mercato dell’usato o tra le auto più datate che non sono mai state sottoposte all’intervento previsto dal costruttore.
Per questo motivo è importante verificare periodicamente se il proprio veicolo sia coinvolto in campagne di richiamo ancora attive. La verifica può essere effettuata inserendo il numero di telaio (VIN) nei portali ufficiali della casa automobilistica oppure contattando la rete di assistenza autorizzata.
Perché è importante controllare la propria auto
Lo scandalo Takata rappresenta uno dei casi più significativi nella storia della sicurezza automobilistica e dimostra quanto anche un componente progettato per salvare vite possa trasformarsi in un grave pericolo quando emergono difetti di progettazione o produzione.
Se un veicolo risulta interessato da un richiamo ufficiale, la sostituzione dell’airbag viene generalmente effettuata senza alcun costo per il proprietario. Effettuare il controllo richiede pochi minuti e può rappresentare un intervento fondamentale per la sicurezza di chi viaggia a bordo.
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