Taglio accise sul diesel al via: quanto si risparmia davvero alla pompa
Dalla mezzanotte tra il 27 e il 28 luglio entra ufficialmente in vigore il nuovo taglio delle accise sul diesel deciso dal Governo. Il provvedimento, che resterà valido fino al 6 agosto, punta ad alleggerire il costo del gasolio in un momento in cui i prezzi dei carburanti continuano a risentire delle tensioni sui mercati internazionali.
Per gli automobilisti il beneficio sarà immediato: il prezzo del gasolio dovrebbe diminuire di circa 17 centesimi al litro, mentre la benzina non sarà interessata da alcuna riduzione. Secondo le stime del Codacons, il risparmio per un pieno di circa 50 litri può arrivare a 8,5 euro.
Come funziona il taglio delle accise sul diesel
Lo sconto previsto dal Governo è composto da due elementi. Da una parte c’è la riduzione dell’accisa sul gasolio pari a 14 centesimi al litro, dall’altra la conseguente diminuzione dell’IVA applicata sul prezzo finale, che vale circa 3 centesimi al litro.
Complessivamente il beneficio raggiunge quindi 17 centesimi per litro, con un impatto immediato sul prezzo praticato dai distributori.
Prima dell’entrata in vigore del provvedimento, il diesel in modalità self service si attestava intorno ai 2,185 euro al litro, mentre la benzina era venduta mediamente a 1,982 euro al litro. Nonostante lo sconto, il prezzo del gasolio potrebbe comunque restare vicino alla soglia dei 2 euro al litro, anche a causa della forte volatilità dei mercati energetici.
Perché lo sconto riguarda solo il gasolio
Molti automobilisti si chiedono perché il provvedimento non interessi anche la benzina.
La ragione è legata all’andamento dei prezzi registrato negli ultimi mesi. Storicamente il diesel ha sempre beneficiato di una tassazione inferiore rispetto alla benzina per sostenere il settore dell’autotrasporto. Con l’ultima Legge di Bilancio, però, il Governo ha avviato un progressivo riallineamento delle accise tra i due carburanti.
Le recenti tensioni internazionali e l’aumento della domanda di gasolio hanno però determinato rincari più marcati proprio sul diesel, che in questo periodo è arrivato a costare persino più della benzina. Da qui la scelta di intervenire esclusivamente su questo carburante.
Quanto costa il provvedimento
La misura resterà in vigore fino al 6 agosto e richiederà uno stanziamento complessivo di circa 125 milioni di euro.
Le risorse saranno reperite attraverso il maggiore gettito IVA incassato sui carburanti nei mesi precedenti, le sanzioni riscosse dall’Antitrust e il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.
L’obiettivo è contenere almeno temporaneamente gli effetti dei rincari che continuano a influenzare il costo dei rifornimenti.
Cosa succederà dopo il 6 agosto
Terminato il periodo di validità del taglio straordinario, il Governo potrebbe ricorrere al meccanismo delle accise mobili.
Si tratta di uno strumento che consente di ridurre temporaneamente le accise utilizzando il maggiore gettito IVA generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti. In pratica, quando il costo della materia prima cresce, aumenta anche l’IVA incassata dallo Stato. Una parte di queste maggiori entrate può essere utilizzata per abbassare le accise nel mese successivo.
A differenza del taglio straordinario appena introdotto, però, le accise mobili producono generalmente uno sconto più contenuto. Secondo alcune stime, il beneficio potrebbe oscillare tra 7 e 10 centesimi al litro, risultando quindi inferiore rispetto ai 17 centesimi previsti fino al 6 agosto.
Molto dipenderà dall’andamento dei mercati energetici nelle prossime settimane. Se i prezzi internazionali dovessero continuare a salire, il Governo potrebbe valutare nuovi interventi per limitare l’impatto sui consumatori. Nel frattempo, gli automobilisti potranno beneficiare di un alleggerimento temporaneo del costo del diesel, mentre per la benzina non sono previste, almeno per ora, riduzioni analoghe.
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