Bollo auto 2027, UNRAE: "Bene ridurre le tasse, ma così non aiuta ambiente e rinnovo del parco"
L’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027 piace per il risparmio che può garantire alle famiglie, ma solleva diversi dubbi sulla sua efficacia nel lungo periodo. A intervenire è UNRAE, che giudica positivamente la riduzione del carico fiscale sulla mobilità, ma chiede un approccio più strutturale e soprattutto criteri capaci di considerare anche emissioni di CO2, anzianità delle auto e rinnovo del parco circolante.
Il punto centrale riguarda proprio il funzionamento della misura. La soglia individuata è quella degli 80 kW di potenza, circa 109 CV, ma senza un collegamento diretto con quanto un’auto inquina o con la sua classe ambientale. Secondo UNRAE, questo rischia di trasformare l’esenzione in un beneficio economico temporaneo senza effetti concreti sulla transizione verso veicoli più moderni e meno inquinanti.
Bollo auto 2027, per UNRAE non è ancora un’abolizione
La prima precisazione riguarda la durata del provvedimento. Parlare già di abolizione del bollo auto, secondo l’associazione, sarebbe prematuro.
Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, infatti, si tratta di un’esenzione limitata al 2027. L’intenzione dichiarata dal Governo sarebbe quella di renderla strutturale, ma al momento il beneficio resta circoscritto a un periodo preciso.
È una distinzione importante soprattutto per gli automobilisti. Un’esenzione valida per un anno permette di risparmiare sulla tassa di possesso, ma non garantisce che lo stesso vantaggio venga mantenuto negli anni successivi.
UNRAE non contesta il principio della riduzione fiscale. Al contrario, considera positivamente gli interventi che alleggeriscono i costi sostenuti dalle famiglie per la mobilità. Il problema, secondo l’associazione, riguarda il modo in cui vengono individuati i veicoli beneficiari e gli obiettivi più ampi della misura.
Il limite di 80 kW non considera le emissioni di CO2
La critica principale riguarda la soglia di 80 kW, che non sarebbe collegata ad alcun parametro relativo alle emissioni o all’età della vettura.
In pratica, due auto con la stessa potenza potrebbero ottenere lo stesso trattamento fiscale anche se appartenenti a generazioni molto diverse e caratterizzate da livelli di emissioni differenti.
UNRAE porta un dato particolarmente significativo. Considerando le nuove immatricolazioni dei primi otto mesi del 2026, appena il 2,6% delle vetture che beneficerebbero dell’esenzione avrebbe emissioni inferiori a 60 g/km di CO2.
La situazione diventa ancora più complessa guardando al parco circolante italiano, caratterizzato da un’età media elevata e dalla presenza di numerosi veicoli molto vecchi. Tra questi ci sono anche vetture Euro 0, per le quali, sottolinea UNRAE, le emissioni di CO2 non sono neppure note.
Il risultato è un meccanismo che premia la potenza contenuta del motore, ma non necessariamente l’efficienza ambientale dell’auto.
Un veicolo datato e con meno di 80 kW potrebbe quindi beneficiare dell’esenzione esattamente come un modello recente e più efficiente, se entrambi rispettano i requisiti previsti.
Perché l’esenzione non favorirebbe il rinnovo delle auto
È proprio questo aspetto a portare UNRAE a mettere in discussione la valenza ambientale del nuovo bollo auto 2027.
Secondo l’associazione, utilizzare esclusivamente la potenza come criterio non incentiva il proprietario di una vecchia automobile a sostituirla con un modello più recente. Anzi, un veicolo anziano che rientra nella soglia prevista può continuare a circolare beneficiando dello stesso vantaggio fiscale.
La misura, quindi, non sarebbe strutturata per accelerare il rinnovo del parco auto, la transizione energetica o il miglioramento della sicurezza stradale.
Per l’automobilista questo significa che il vantaggio immediato è soprattutto economico: chi possiede un veicolo che rispetta i requisiti può evitare il pagamento del bollo nel periodo previsto. Non esiste però, almeno secondo i criteri descritti, un vantaggio aggiuntivo per chi sceglie una vettura nuova con emissioni particolarmente basse.
Ed è qui che si concentra una delle osservazioni più importanti dell’associazione: se vengono utilizzate risorse pubbliche per ridurre la tassazione sull’automobile, queste potrebbero essere inserite in una strategia capace di perseguire contemporaneamente più obiettivi.
UNRAE chiede confronto con il settore automotive
C’è poi una seconda questione, legata al metodo utilizzato per arrivare al provvedimento.
UNRAE segnala la mancanza, secondo quanto risulta all’associazione, di un confronto ufficiale preventivo con le rappresentanze della filiera automotive. Un passaggio che avrebbe potuto consentire di valutare l’efficacia della misura e confrontarla con altri possibili interventi.
Tra le alternative citate c’è la fiscalità dell’auto aziendale, tema sul quale il settore chiede da tempo interventi specifici.
L’associazione domanda inoltre maggiore chiarezza sulle coperture economiche dell’esenzione e sul meccanismo attraverso il quale verranno compensate le Regioni. Il bollo auto rappresenta infatti una tassa automobilistica regionale e una riduzione delle entrate richiede quindi di chiarire come verranno gestite le risorse mancanti.
UNRAE si dice disponibile a fornire dati e competenze tecniche a Governo, Parlamento e istituzioni territoriali per le successive fasi di confronto.
L’obiettivo indicato è trasformare quello che oggi appare come un beneficio fiscale temporaneo in una politica della mobilità più stabile, capace di combinare riduzione delle tasse, rinnovo del parco circolante, decarbonizzazione e sicurezza.
Per chi guida, la questione resta molto concreta. L’esenzione dal bollo auto nel 2027 può rappresentare un risparmio immediato, ma rimane da capire se il provvedimento verrà confermato negli anni successivi e se i criteri saranno modificati introducendo parametri legati alle emissioni e all’anzianità del veicolo. Sono questi i passaggi che potrebbero trasformare una misura valida per un solo anno in una revisione più ampia della fiscalità automobilistica italiana.
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