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Stellantis chiude la fabbrica dei motori PureTech: finisce un'era a Douvrin

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 26 lug 2026
Stellantis chiude la fabbrica dei motori PureTech: finisce un'era a Douvrin
La fabbrica dei motori PureTech si prepara a chiudere. Dalla controversa cinghia in bagno d'olio alla transizione verso nuove tecnologie.

Negli ultimi anni i motori PureTech sono stati al centro di numerose discussioni tra automobilisti e addetti ai lavori. Ora questa lunga storia arriva a un nuovo capitolo: Stellantis ha confermato che il prossimo 30 ottobre terminerà la produzione nello storico stabilimento di Douvrin, nel nord della Francia, dove per anni sono stati assemblati i propulsori della famiglia PureTech.

La decisione rappresenta molto più della semplice chiusura di una linea produttiva. Per il gruppo automobilistico significa infatti archiviare una parte importante della propria storia industriale e completare il percorso di rinnovamento delle motorizzazioni benzina, avviato dopo le criticità emerse sulle prime versioni del celebre tre cilindri.

Lo stabilimento di Douvrin chiude dopo oltre mezzo secolo

Lo stabilimento di Douvrin è stato inaugurato nel 1969 come progetto congiunto tra Peugeot e Renault con il nome di Française de Mécanique. In oltre cinquant’anni di attività sono usciti dalle sue linee di produzione più di 40 milioni di motori, destinati a numerosi modelli dei marchi francesi.

Tra i propulsori più noti costruiti nell’impianto figura anche il celebre V6 PRV, mentre negli ultimi anni il sito si è specializzato soprattutto nella produzione dei motori PureTech, montati su numerosi modelli Peugeot, Citroën, Opel, DS Automobiles e altri marchi appartenenti al gruppo Stellantis.

La cessazione della produzione è prevista per il 30 ottobre 2026, segnando la conclusione di una lunga tradizione industriale che ha accompagnato l’evoluzione del gruppo automobilistico per decenni.

Il caso della cinghia in bagno d’olio

La famiglia PureTech è diventata una delle più discusse degli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda le prime versioni del motore 1.2 tre cilindri dotate della nota cinghia di distribuzione in bagno d’olio.

In diversi casi questa soluzione tecnica ha evidenziato fenomeni di usura anticipata che potevano provocare guasti anche importanti. La situazione ha spinto Stellantis a intervenire progressivamente con una serie di aggiornamenti tecnici.

Tra le principali modifiche introdotte figura il passaggio alla catena di distribuzione sulle unità di nuova generazione, scelta che ha sostituito definitivamente la precedente cinghia. Parallelamente il gruppo ha ampliato le politiche di assistenza e le coperture dedicate ai clienti coinvolti.

La chiusura della produzione a Douvrin viene quindi interpretata anche come il simbolico epilogo di una fase particolarmente complessa per questa famiglia di motori.

Il sito continuerà a vivere grazie alle batterie

La fine della produzione dei PureTech non coincide però con la completa chiusura del polo industriale. Accanto allo storico impianto continuerà infatti l’attività della fabbrica di batterie gestita da ACC, società nella quale Stellantis mantiene una partecipazione.

L’idea iniziale prevedeva il trasferimento di una parte consistente dei lavoratori dalla produzione dei motori termici a quella dedicata agli accumulatori per veicoli elettrici. Tuttavia la crescita dei volumi produttivi nel settore delle batterie si è rivelata inferiore alle aspettative e, almeno per il momento, solo una parte dei dipendenti ha trovato una nuova collocazione.

Una pagina che si chiude per Stellantis

La conclusione della produzione dei motori PureTech a Douvrin rappresenta uno dei passaggi più significativi nella trasformazione industriale di Stellantis.

Pur essendo stati adottati su milioni di automobili, questi propulsori resteranno inevitabilmente legati anche alle problematiche tecniche che hanno caratterizzato le prime versioni. Con il progressivo passaggio ai motori di nuova generazione e l’espansione delle tecnologie elettrificate, il gruppo sembra ora orientato verso una fase completamente diversa della propria evoluzione.

La chiusura dello storico stabilimento francese segna quindi la fine di un capitolo importante, mentre il sito di Douvrin continuerà a svolgere un ruolo strategico nella produzione di batterie destinate ai futuri modelli elettrificati del gruppo.

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