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Patente B a 17 anni, ma con accompagnatore: cosa cambia

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 7 ago 2026
Patente B a 17 anni, ma con accompagnatore: cosa cambia
Patente B a 17 anni anche in Italia: i minorenni non potranno però guidare da soli. Cambiano requisiti dell'accompagnatore e regole per i neopatentati.

La patente B a 17 anni potrebbe diventare realtà anche in Italia, ma attenzione: questo non significa che un minorenne potrà prendere l’auto e guidare da solo. Fino al compimento dei 18 anni sarà infatti necessario avere al proprio fianco un accompagnatore idoneo, secondo requisiti stabiliti dalla nuova disciplina europea e dalle successive norme nazionali.

La novità nasce dalla quarta direttiva UE sulle patenti di guida, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 5 novembre 2025. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha indicato l’intenzione di portare il nuovo sistema anche in Italia. L’orizzonte indicato per l’attuazione arriva al 26 novembre 2028.

Non si parte comunque da zero. Anche oggi un diciassettenne può mettersi al volante in Italia attraverso la Guida Accompagnata. Il nuovo sistema cambierebbe però un elemento sostanziale: a 17 anni si potrebbe essere già titolari della patente B, seppure con il vincolo dell’accompagnatore fino alla maggiore età.

Patente a 17 anni: cosa si può fare già oggi

Per capire la portata della novità bisogna partire dalle regole attuali. In Italia è già possibile guidare un’automobile a 17 anni attraverso la cosiddetta Guida Accompagnata, ma non si tratta del conseguimento anticipato della patente B.

Per accedere a questa possibilità occorre aver già ottenuto una patente A1 o B1 e svolgere almeno 10 ore di pratica presso un’autoscuola.

Dopo questa fase è possibile indicare fino a tre accompagnatori. Secondo le regole attuali, questi devono possedere la patente B o una categoria superiore da almeno 10 anni e non devono avere più di 60 anni.

La situazione cambia al raggiungimento dei 18 anni. Con il Foglio Rosa ci si può esercitare alla guida insieme a una persona che possiede la patente richiesta da almeno 10 anni, oppure una patente di categoria superiore, con un limite massimo d’età di 65 anni.

Chi arriva dalla Guida Accompagnata ed è già titolare di patente A1 o B1 non deve inoltre sostenere nuovamente l’esame teorico a quiz per ottenere la B. Una volta superato l’esame pratico viene rilasciata la patente e scattano le regole previste per i neopatentati.

Con la nuova disciplina il percorso potrebbe quindi diventare differente: il giovane potrebbe ottenere direttamente la patente B a 17 anni, pur non avendo ancora la possibilità di guidare autonomamente.

Patente B a 17 anni: chi può fare da accompagnatore

Il nuovo sistema europeo prevede una patente B identificata dal codice UE 98.02 per chi ha compiuto 17 anni.

La regola fondamentale è semplice: fino ai 18 anni non si guida da soli. Il titolare minorenne della patente dovrà essere affiancato da una persona che rispetti determinati requisiti.

In base alla disciplina descritta, l’accompagnatore dovrà avere almeno 24 anni e possedere la patente B da più di cinque anni.

Non dovrà inoltre essere stato soggetto a interdizioni alla guida nei cinque anni precedenti. Anche chi accompagna il diciassettenne sarà tenuto a rispettare le norme relative alla guida in stato di alterazione provocato da alcol o sostanze stupefacenti.

Il sistema, quindi, punta a creare un periodo nel quale il nuovo conducente può accumulare esperienza reale su strada prima di iniziare a guidare completamente da solo.

Ci sono però ancora aspetti che dipenderanno dall’attuazione nazionale. Ogni Paese potrà infatti introdurre ulteriori requisiti per gli accompagnatori.

Per questo motivo bisognerà attendere la normativa italiana definitiva per conoscere tutti i dettagli operativi. Il nuovo meccanismo potrebbe inoltre prendere il posto dell’attuale Guida Accompagnata, modificando sensibilmente il percorso che oggi permette ai minorenni di iniziare a fare esperienza al volante.

Neopatentati, periodo di prova e regole più severe

La possibilità di ottenere la patente prima dei 18 anni non significa un allentamento delle regole. Al contrario, uno degli obiettivi della nuova disciplina europea è aumentare la sicurezza dei conducenti meno esperti.

È previsto un periodo di prova di almeno due anni per i neopatentati. In questa fase potrebbero essere applicate sanzioni più severe in caso di comportamenti particolarmente pericolosi, soprattutto quando si parla di guida sotto l’effetto di alcol o sostanze psicotrope.

L’Italia applica già limiti più restrittivi ai neopatentati su questi aspetti, ma il quadro europeo potrebbe portare a un’ulteriore stretta.

Per le famiglie, la novità più importante sarà comunque la possibilità di anticipare il conseguimento vero e proprio della patente B a 17 anni. Il ragazzo o la ragazza avrebbe così un periodo di esperienza obbligatoriamente affiancata prima di raggiungere la maggiore età.

Restano però da definire diversi aspetti della futura applicazione italiana. La prospettiva indicata è quella di arrivare al nuovo sistema entro il 26 novembre 2028: prima di conoscere procedure, eventuali requisiti aggiuntivi e modalità precise sarà necessario attendere il recepimento nazionale.

Una cosa, però, è già chiara: patente B a 17 anni non significherà guida autonoma a 17 anni. Fino al compimento dei 18 anni l’accompagnatore resterà una presenza obbligatoria.

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