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BMW Serie 3, addio al diesel dopo oltre 40 anni

Di Emanuela Termonte •
Pubblicato il 1 ott 2026
BMW Serie 3, addio al diesel dopo oltre 40 anni
La nuova BMW Serie 3 rinuncia ai motori diesel dopo oltre quarant’anni: pesano il crollo della domanda europea e i costi legati alle norme Euro 7.

Per oltre quarant’anni è stato uno dei matrimoni più solidi dell’automobile europea. BMW Serie 3 e diesel hanno attraversato generazioni, evoluzioni tecnologiche e milioni di chilometri, soprattutto quelli percorsi da chi cercava prestazioni e consumi contenuti. Con l’ottava generazione della berlina bavarese, però, questo rapporto è destinato a interrompersi.

BMW ha infatti deciso di non proporre motorizzazioni a gasolio sulla nuova Serie 3. Una scelta particolarmente significativa considerando che la storia diesel del modello era cominciata nel 1985 con la 324d e aveva successivamente prodotto alcune delle versioni più rappresentative della gamma.

Il mercato ha cambiato direzione

La spiegazione principale arriva dai numeri. Il diesel ha perso progressivamente terreno in Europa e quella che fino a pochi anni fa rappresentava una delle alimentazioni dominanti è diventata una scelta decisamente più marginale.

L’Italia fotografa bene il cambiamento. Una decina d’anni fa le vetture diesel erano arrivate a rappresentare circa il 57% delle immatricolazioni, mentre oggi, considerando anche le varianti ibride, la loro quota si è ridotta a poco più del 10%.

Per un modello destinato ad affrontare un nuovo ciclo commerciale, sviluppare e omologare specifiche motorizzazioni diventa quindi più difficile da giustificare quando la platea potenziale continua a restringersi.

Euro 7 rende il diesel più costoso

Alla contrazione della domanda si aggiunge la questione normativa. L’arrivo dell’Euro 7 impone ai costruttori investimenti per adeguare propulsori e sistemi di trattamento delle emissioni, aumentando la complessità tecnica ed economica necessaria per mantenere un turbodiesel competitivo.

Il problema non è dunque l’impossibilità tecnica di continuare a costruire motori a gasolio, quanto la convenienza di investire su questa alimentazione quando i volumi attesi diventano sempre più contenuti.

Per la Serie 3, BMW ha scelto quindi una strada netta, concentrando la nuova generazione europea sulle altre soluzioni previste dalla gamma, compresa naturalmente l’elettrificazione.

Audi e Mercedes scelgono diversamente

L’aspetto interessante è che l’addio della Serie 3 al gasolio non coincide con una ritirata generalizzata del diesel nel segmento. Le dirette concorrenti tedesche seguono infatti strategie differenti.

L’Audi A5 continua a prevedere motorizzazioni diesel supportate dall’elettrificazione mild hybrid, mentre la Mercedes Classe C mantiene in gamma proposte a gasolio, affiancandole anche a differenti livelli di elettrificazione.

La scelta di Monaco appare quindi legata alla strategia specifica adottata per la nuova Serie 3, piuttosto che alla definitiva scomparsa del diesel dalle berline premium.

Un addio che potrebbe non essere globale

C’è infine una distinzione importante. BMW non sta abbandonando completamente il diesel: i motori a gasolio rimangono disponibili su altri modelli della gamma termica. Inoltre la nuova Serie 3 avrà una dimensione produttiva globale, con stabilimenti anche in Cina e Messico.

Non è quindi possibile escludere che configurazioni differenti possano essere destinate in futuro ai mercati nei quali il gasolio conserva una domanda significativa.

Per l’Europa, però, il segnale rimane forte. Dalla 324d del 1985 all’ultima generazione, il diesel ha contribuito a costruire una parte importante dell’identità della Serie 3. La sua uscita di scena racconta quanto profondamente sia cambiato il mercato automobilistico europeo: ciò che per decenni sembrava inseparabile oggi non è più necessariamente sostenibile, almeno dal punto di vista industriale.

 

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