Stellantis: cambiano i termini della fusione Fca-Psa

Reagire con più forza contro l’emergenza sanitaria; meno dividendo straordinario ai soci Fca, quota del 46% Faurecia a tutti gli azionisti Stellantis, studio di eventuali nuove distribuzioni; invariati tutti gli altri aspetti e la timeline di conclusione.

Alcune “voci” del Combination Agreement, siglato a dicembre 2019, sono state modificate in ordine alla messa in atto di provvedimenti che vadano a reagire all’emergenza sanitaria da Covid-19 che si è abbattuta a livello globale nelle prime settimane di quest’anno, ed ha colpito duramente l’intero comparto automotive. Chiaramente, la finalità principale riguarda la conservazione dei valori messi sul tavolo, le rispettive sinergie e gli equilibri da entrambe le parti fissati all’atto della firma del programma di fusione. Ecco, in estrema sintesi, l’entità dei nuovi termini di accordo decisi dai massimi vertici Fca e Psa. Un “cambiamento in corso d’opera” che mantiene invariato il traguardo finale – ovvero, portare alla nascita del quarto Gruppo automobilistico a livello mondiale – nonché la timeline (entro il primo trimestre del 2021). Ma andiamo con ordine.

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Termini finanziari “riveduti e corretti”

Fra i termini dell’accordo annunciato il 17 dicembre 2019 veniva indicata una previsione di dividendo straordinario da 5,5 miliardi di euro che avrebbe dovuto essere distribuito ai soci di Fiat-Chrysler Automobiles prima della fusione: la revisione dei termini – che, indica un comunicato congiunto, è stata approvata all’unanimità dai rispettivi Consigli di Amministrazione Fca e Psa con il sostegno degli azionisti di riferimento (Exor, il Gruppo della Famiglia Peugeot, Bpifrance e Dongfeng Motor Group) prevede, a questo proposito, la distribuzione di un dividendo da 2,9 miliardi fra gli stakeholders del Gruppo italoamericano.

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Quote Faurecia in parti uguali

Contestualmente, appannaggio dei soci Psa sarebbe stata l’assegnazione delle azioni Faurecia (big player nel settore della componentistica, controllato da Psa con il 46% delle quote capitale ed una capitalizzazione di poco meno di 5,7 miliardi di euro alla chiusura del 14 settembre). Con il nuovo asset, firmato nella serata di lunedì 14 settembre, Faurecia resterà controllata dal nuovo Gruppo (Stellantis), e verrà redistribuita in parti uguali (23% ciascuna) fra i soci Fca e quelli Psa. La proprietà 50/50 di Stellantis, che in base al riassetto finanziario potrà contare su 2,6 miliardi in più di liquidità – resterà immutata.

Si studia una eventuale redistribuzione

Oltre a questo, il riesame degli equilibri del Combination Agreement ha concordato, per i Consigli di Amministrazione Fca e Psa, lo studio di una potenziale distribuzione di 500 milioni di euro agli azionisti di ciascuna società prima del “closing”, oppure (in alternativa) la distribuzione di un miliardo di euro che potrebbe essere corrisposto in una fase successiva al closing a tutti gli azionisti di Stellantis.

Queste ultime decisioni, annunciano Fca e Psa, verranno intraprese in funzione dell’andamento e delle prospettive di entrambe le parti, delle condizioni di mercato e delle performance che nel periodo intercorso saranno registrate; le distribuzioni avranno luogo soltanto previa approvazione da parte dei CdA di Fiat-Chrysler Automobiles e di Psa Groupe.

Sinergie aumentate

La risultante dei progressi compiuti negli ultimi mesi dai gruppi di lavoro che operano congiuntamente ha determinato, indicano Fca e Psa, un corposo aumento delle sinergie annue stimate dalla creazione di Stellantis: oltre 5,5 miliardi di euro, cifra decisamente superiore in rapporto ai 3,7 miliardi che erano stati stimati lo scorso dicembre. “Ritoccata in alto” anche la stima dei costi di implementazione “una tantum” per raggiungere queste sinergie: da 2,8 miliardi fino ad un massimo di 4 miliardi di euro.

Tutte le “voci” di accordo restano immutate

Come si accennava, i termini economici riferiti a tutti gli altri aspetti dell’accordo siglato il 17 dicembre 2019 restano invariati, allo stesso modo del periodo indicato per il completamento del programma di fusione, che – chiaramente soggetto alle condizioni di closing precedentemente concordate previste nel Combination Agreement – dovrebbe avvenire entro la fine del primo trimestre 2021.

I punti a favore della fusione

Il comunicato congiunto Fca-Psa è stato diffuso mentre a Mirafiori è stato presentato un nuovo impianto (sviluppato attraverso una partnership con Terna ed Engie Eps) dedicato alla ricarica per auto elettriche, e che si basa sul sistema V2G (Vehicle-to-Grid) che permette al veicolo di scambiare energia con la rete. In una prima fase, il progetto eroga corrente a 64 auto elettriche: l’obiettivo è di portare questa cifra a quota 700 entro la fine del 2021, per dare vita alla stazione di ricarica più grande al mondo.

La nota congiunta Fca-Psa punta ancora una volta i propri riflettori sulle elevate potenzialità che deriveranno dalla fusione dei due big player:

  • attività di business fortemente diversificate
  • elevati margini nelle principali regioni di Europa, nord America e sud America
  • un portfolio di marchi consolidati e iconici.

“Prodotti ‘best-in-class’ – indica il comunicato – che garantiscono un’elevata soddisfazione da parte della clientela, coprono tutti i segmenti chiave del settore”.

Da segnalare, inoltre, le elevate potenzialità di sviluppo in materia di soluzioni di mobilità altamente innovative e tecnologie all’avanguardia nei sempre più “centrali” comparti dei nuovi sistemi di alimentazione, nella guida autonoma e nelle soluzioni di connettività.

Tavares: “Fattore umano e sostegno dagli azionisti cruciali per la fusione”

Il presidente del Consiglio di Gestione di Psa osserva, nel comunicato, che “Con questo nuovo decisivo passo, ci stiamo avvicinando complessivamente al nostro obiettivo nelle migliori condizioni possibili con prospettive ancora migliori per Stellantis”. “Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare vivamente i team che hanno costruito rapporti di reciproca fiducia, anche durante le misure di confinamento del Covid-19”. “Il fattore umano è al centro delle dinamiche di un progetto di questo tipo, insieme al sostegno dei nostri azionisti, che hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno per la creazione di Stellantis”, conclude Carlos Tavares.

Manley: “Dimostrazione delle potenzialità Stellantis per creare valore superiore”

L’amministratore delegato di Fiat-Chrysler Automobiles aggiunge che “Non ci sono parole per descrivere la dedizione dimostrata dai team coinvolti sul lancio di Stellantis, e quella di tutte le nostre persone nell’affrontare le sfide senza precedenti che la pandemia da Covid -19 ci ha costretto ad affrontare”. “L’annuncio di oggi è un ulteriore, forte segnale della comune determinazione a garantire che Stellantis abbia tutte le risorse di cui ha bisogno per impegnare i suoi asset unici, le sue energie creative e le molte opportunità per la creazione di un valore superiore per tutti i nostri stakeholder”.

Le tappe della fusione

Il percorso che porterà le due realtà aziendali a diventare un unico costruttore automobilistico, il quarto al mondo, è iniziato ben prima dell’annuncio ufficiale. Ricapitoliamo le principali tappe.

  • Ricerca di un partner. Da diversi anni FCA era alla ricerca di un costruttore con cui poter creare un Gruppo unico e creare quelle sinergie necessarie per poter sopravvivere nel contesto automotive del futuro. Sergio Marchionne aveva più volte indicato questa come l’unica strada possibile per poter continuare a recitare un ruolo primario nel settore auto.
  • Accordo con Renault. Inizialmente il partner designato per l’operazione è Renault, come annunciato dai vertici di entrambe le aziende. Il piano è creare un’entità capace di diventare il primo gruppo auto al mondo per volume.
  • Annullamento dell’accordo con Renault. La difficile situazione all’interno dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi complica non poco gli accordi, ma a mettere definitivamente il veto all’operazione ci pensa il governo francese, primo azionista di Renault.
  • Nuova ricerca. Per FCA dunque è tutto da rifare: c’è la necessità di individuare un nuovo Gruppo interessato alla fusione.
  • Annuncio della fusione. Dopo mesi di incognite e rumors, il 31 ottobre 2019 viene annunciato in una nota congiunta che il nuovo partner è ancora francese, ma questa volta si tratta di PSA. Il gruppo guidato dall’abile manager Tavares ha necessità di sinergie simili a quelle di FCA e, oltre ai suoi marchi tra cui il recentemente acquisito Opel, porta in dote piattaforme e motori molto avanzati.
  • Annuncio del nuovo nome. Bisognerà aspettare fino all’estate 2020, in particolare al 15 luglio, per il nome della nuova realtà aziendale: Stellantis.
  • Nuovi termini della fusione. Il 14 settembre 2020 vengono annunciati nuovi accordi per proseguire il processo che porterà alla definitiva fusione nel 2021.

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