Fca-Renault: ecco perché l’accordo è saltato

Francesco Giorgi
06 Giugno 2019
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Renault ha chiesto tempo ancora una volta; Fca ha ritirato la proposta. I vertici di Boulogne Billancourt esprimono disappunto. Il ministro Le Maire: “Abbiamo operato in maniera costruttiva”.

“La proposta di fusione avanzata nei giorni scorsi a Renault viene ritirata, con effetto immediato. Fca rimane fermamente convinta della bontà di un progetto che ha ricevuto ampio consenso fin dal momento nel quale essa è stata formulata: una proposta che conteneva programmi e condizioni bilanciati con la massima attenzione, per garantire benefici concreti a tutte le parti coinvolte. È peraltro chiaro che, allo stato attuale, in Francia non sussistono condizioni politiche favorevoli ad una positiva prosecuzione delle trattative. Fca esprime i propri ringraziamenti più sinceri a Renault Groupe, in particolar modo al proprio presidente ed amministratore delegato; ed ai partner di alleanza Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il rispettivo impegno, costruttivo su tutti gli aspetti della proposta avanzata da Fca. L’azienda continuerà nel perseguimento dei propri obiettivi, attraverso un’implementazione della propria strategia indipendente”.

È, testuali parole, il contenuto integrale del comunicato diffuso nelle scorse ore dai vertici Fiat-Chrysler Automobiles, il cui board, riunitosi nella tarda serata di ieri alla presenza del presidente John Elkann, ha di fatto messo la parola “fine” al progetto di fusione alla pari con Renault Groupe. La vicenda, dopo avere tenuto banco per una settimana ed avere contribuito alla possibilità riscrivere – nelle ipotesi, sia chiaro! – un nuovo scacchiere internazionale delle “grandi potenze” automotive, è stata ritirata dal CdA della holding italo-americana, con una dichiarazione che nessun dubbio sembra nascondere quanto a “durezza” nei toni.

“Questo matrimonio non s’ha da fare…”

L’”idillio” (se tale sia stato) è stato dunque spazzato via da chi – appunto, Fiat-Chrysler – ne aveva creato i presupposti. Ed ora, tutto è da rifare. Tuttavia, fra le due parti (Fca e Renault) da diversi giorni c’erano due figure alle quali occorreva prestare la massima attenzione: l’amministrazione Macron, in rappresentanza del 15% di partecipazione che lo Stato francese detiene in Renault; e la posizione di Nissan, che nei giorni scorsi si era mostrata potenzialmente interessata al “big deal”, tuttavia aveva deciso di prendere tempo per studiare nei minimi dettagli la proposta di fusione 50/50 tra Fca e Renault, motivando il proprio temporeggiamento con il dubbio che, in caso di effettiva fusione, ciò avrebbe potuto portare ad un mutamento nella gestione degli investimenti con Nissan. Quanto al Governo transalpino, appunto primo azionista di Renault, c’erano, avanzate attraverso il ministro dell’Economia Bruno Le Maire, alcune “conditio sine qua non”: la nomina di un rappresentante governativo nel CdA della new Co, un “peso” politico nelle nomine ai vertici, la conferma della piena occupazione in Francia ed il mantenimento di una sede operativa a Parigi. Condizioni che sembrava potessero rivelarsi superabili. Come detto, anche Nissan, nella figura dell’amministratore delegato Hiroto Saikawa, pur manifestando cautela si dimostrava possibilista.

Renault chiedeva ulteriore tempo…

A quel punto, non mancava che attendere l’esito della riunione del CdA Renault di martedì scorso (4 giugno) che aveva l’obiettivo di dare il proprio “disco verde” al via ufficiale alle trattative. La quale ha, sì, avuto luogo; tuttavia, al di là di un generico “interesse” al big agreement da 33 miliardi di euro (post-ricapitalizzazioni) per la nascita del primo grande Gruppo automotive europeo ed il terzo su scala mondiale, di più non c’è stato. In buona sostanza: anche i massimi vertici della Marque à Losanges avevano deciso di prendere tempo, aggiornando la riunione al giorno dopo (ieri, mercoledì 5 giugno). L’intero comparto della filiera automotive internazionale davano per fatto il “via libera” alle trattative verso l’accordo. Ma, al termine di una lunga riunione (sei ore) a Boulogne-Billancourt, ecco la richiesta di un ulteriore “congelamento” della vicenda. Insomma: si chiedeva di prendere tempo ancora una volta.

… E l’accordo è saltato

L’eccessivo attendismo ha, di fatto, sancito la parola “fine” alla proposta: mentre da Parigi le tanto attese buone notizie non arrivavano, i “piani alti” Fca si sono riuniti a Londra. E, appena Renault ha formulato una nuova richiesta di rinvio, ecco arrivato, e con effetto immediato, il ritiro della proposta da parte dell’”asse Torino-Detroit”.

Per quanto il ministro dei Conti pubblici francese, Gérald Darmanin, in una intervista raccolta da France Info abbia manifestato una possibilità di ripresa dei dialoghi: “Le trattative – è dell’avviso il rappresentante al dicastero del budget – potrebbero in ogni caso riprendere, prossimamente. Vedremo”. “Più che ‘chiudere le porte’, occorre continuare a lavorare – ha proseguito Darmanin – D’altro canto, il Governo francese ha chiesto delle garanzie; se ve ne sia stata mancanza, è deplorevole”. In particolar modo, il ministro punta i riflettori sulla questione occupazionale: “È importante prendere tempo: serve per capire meglio i termini di un’eventuale alleanza”, riferendosi ovviamente alla richiesta di mantenimento della piena occupazione e degli impianti di produzione. Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ha dichiarato di “Prendere atto del ritiro della proposta Fca a Renault”, puntando a rassicurare che lo Stato francese “Ha operato in maniera costruttiva al progetto”.

Una indiscrezione pubblicata dall’agenzia Bloomberg e dal Wall Street Journal, riporta in queste ore La Repubblica, avrebbe indicato che, nella seconda delle riunioni che si sono tenute a Boulogne-Billancourt, i due rappresentanti Nissan nel CdA Renault avrebbero ritirato il “placet” dell’azienda giapponese nella proposta di fusione Fca-Renault.

Renault esprime disappunto

Nel primo pomeriggio, un comunicato ufficiale Renault (disponibile a questo link) “Esprime il disappunto di Renault Groupe per non avere potuto approfondire ulteriormente la proposta da parte di Fiat-Chrysler Automobiles. Siamo grati per l’approccio costruttivo adottato da Nissan, e desideriamo ringraziare Fca per tutti gli sforzi profusi, così come i membri del CdA per la loro fiducia. Riteniamo che questo progetto sia arrivato al momento giusto, con un’elevata credibilità industriale e di potenzialità a livello finanziario per creare un leader automotive mondiale con base in Europa”. Inoltre, esprime Renault nella nota, l’interessamento da parte di Fca “Sottolinea l’attrattività di Renault e della Alliance” con Nissan e Mitsubishi.

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