Salone di Pechino: confermata in autunno l’edizione 2020

Inizialmente in programma dal 21 al 30 aprile, Pechino 2020 si terrà dal 26 settembre al 5 ottobre: è un timido ma importante segnale di rilancio.

Una prima buona notizia per l’intero comparto automotive – colpito in maniera pesantissima dalle conseguenze dell’emergenza Coronavirus – arriva dalla Cina: gli organizzatori dell’edizione 2020 del Salone di Pechino, inizialmente in calendario dal 21 al 30 aprile e a suo tempo rimandato a data da destinarsi, ne hanno comunicato le date di effettuazione: dal 26 settembre al 5 ottobre prossimi.

Come si ricorderà, Pechino 2020 – prima grande rassegna asiatica delle novità automotive – era stato “congelato”, verso la metà dello scorso febbraio, a causa dell’aggravarsi dell’emergenza da Coronavirus in Cina. Sebbene l’attenzione delle autorità sanitarie locali sia massima, i più recenti sviluppi (in ordine di tempo) sulla diffusione dei contagi da Covid-19 hanno suggerito allo staff organizzativo del Salone di Pechino di poter mettere in cartellone l’edizione 2020. Un primo positivo segno di “ripartenza”, che si contrappone alla recente cancellazione delle principali kermesse europee e americane: dal Salone di Ginevra al Salone di Detroit al Salone di Parigi, che quest’anno non vengono effettuati.

Ciò in quanto, dall’inizio di marzo, si assiste ad un lento ma costante miglioramento. Il Governo nazionale ha in questi giorni attuato un programma di misure volte ad evitare una eventuale riacutizzazione della pandemia sul territorio cinese: da una parte, le autorità cinesi hanno chiesto a tutti gli stranieri di non entrare nel Paese (a questo proposito, la concessione dei visti di entrata è stata provvisoriamente sospesa), ed ai diplomatici esteri di attendere prima di fare ritorno a Pechino. In più, è da segnalare la messa in isolamento dell’intera area di Jia (Cina centrale), 700.000 abitanti circa, proprio per scongiurare un eventuale nuovo focolaio di infezione.

Progetti di rilancio del settore auto

Mentre il Salone di Pechino 2020 appare all’orizzonte – segnale concreto di rinascita per il comparto, duramente provato dall’esplosione della pandemia – il Governo cinese si prepara a mettere in atto una serie di provvedimenti rivolti a rilanciare la filiera automotive, che nei primi due mesi di quest’anno ha, su base annua, fatto segnare un calo del 42% nelle vendite. Nel concreto, riferisce un “lancio” Ansa, sono tre le priorità indicate dal vicedirettore del Dipartimento delle Attività di mercato e la Promozione dei consumi del Ministero cinese del Commercio, Wang Bin: stabilizzare i livelli di vendita delle nuove autovetture, concedere minori vincoli per l’acquisto dei veicoli in alcune città, e rinforzare la filiera dell’usato con l’obiettivo di favorire la domanda. Dal canto suo, il Governo nazionale ha di recente annunciato una proroga di due anni agli incentivi per l’acquisto dei veicoli elettrificati, che sarebbero scaduti a fine 2020.

Timido risveglio per il settore

Le date di effettuazione del Salone di Pechino 2020 fanno ben sperare – non soltanto su un piano strategico, ma anche psicologico – per il futuro del comparto dell’auto, che già si sta confrontando con una pesantissima situazione i cui effetti, c’è da giurarci, verranno avvertiti per diversi mesi. È un primo segnale di “sole all’orizzonte”? Mai come in questo frangente è opportuno dire che staremo a vedere.

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