Audi: la concept AI:ME e le novità hi-tech al CES 2020

Un approccio olistico per la sicurezza e il benessere degli occupanti e l’evoluzione delle tecnologie in materia di auto elettrica e connessa.

Il “nuovo corso” Audi all’insegna delle tecnologie powertrain 100% elettriche, dei sistemi di connettività e dei dispositivi di auto connessa fa bella mostra di sé, in questi giorni, in occasione del CES 2020: il Consumer Electronics Show di Las Vegas, dove presso lo stand del marchio dei “Quattro Anelli” sono in esposizione il SUV Q4 e-tron (svelato lo scorso marzo, in occasione del Salone di Ginevra 2019), lo Sport-Utility coupé a zero emissioni Audi e-tron Sportback e la futuristica concept Audi AI:ME, presentata in anteprima assoluta, la scorsa primavera, al Salone di Shanghai 2019. Un parterre hi-tech per la kermesse – il Consumer Electronics Show – che si candida anno dopo anno a rappresentare una concreta anticipazione dello sviluppo hi-tech messo a punto dalle principali Case costruttrici, tanto più che il suo ruolo è sempre più centrale dal momento che il Salone di Detroit è stato spostato a giugno.

Leit-motiv di Audi al CES 2020 è una evoluzione della filosofia di approccio alla guida autonoma: se nel futuro il veicolo sarà in grado di assumere i comandi, al passeggero-utente (il ruolo di “conducente” sarà sempre meno attivo) ed agli occupanti la vettura non resterà che rilassarsi, guardare un film oppure lavorare. Al controllo di sterzo, acceleratore e freni pensano le centraline di controllo del veicolo. Ne consegue che, in parallelo allo sviluppo dei moduli hi-tech destinati ai comandi, l’evoluzione parallela riguarderà le tecnologie multimediali di bordo. A questo si rivolge il prototipo Audi AI:ME, che come accennato aveva fatto bella mostra di se alla rassegna cinese di fine aprile 2019 quale terzo progetto che il marchio dei Quattro Anelli ha ideato tenendo presenti precise tipologie di impiego: AI:CON (2017), Audi PB 18 e-tron (esposta al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach 2018) ed Audi AI:Trail Quattro (Francoforte 2019). Audi AI:ME non rappresenta, dunque, una novità in senso assoluto; tuttavia funzionale all’illustrazione del “nuovo che avanza” secondo le indicazioni di Ingolstadt, che accanto al futuribile prototipo espone una rassegna di progetti rivolti alla mobilità degli anni a venire, contestualmente, idee utili all’implementazione delle tecnologie hi-tech dedicate all’attuale lineup.

Audi AI:ME: il salotto su ruote

La filosofia alla base del progetto AI:ME è semplice: sviluppare “Una lounge su ruote per le megalopoli del futuro”. Dunque, ad alimentazione 100% elettrica, e caratterizzata da dispositivi di guida autonoma e tecnologie di completa connessione, e per di più in grado di adattarsi – per ovvi motivi di sicurezza e di benessere per gli occupanti – agli stati d’animo ed alle condizioni psicofisiche dei passeggeri. Si tratta, in estrema sintesi, di un “Terzo ambiente di vita” dopo l’abitazione ed il luogo di lavoro, ed in cui il controllo dei dispositivi di comunicazione e di connettività fa ricorso a tecnologie di oculometria, o eye-tracking (cioè i comandi avvengono mediante lo sguardo) ed ai comandi vocali, mediante due piccole telecamere a raggi infrarossi (una per il conducente, la seconda per il passeggero anteriore) che osservano i movimenti degli occhi e dei muscoli delle orbite, e riconoscono l’esatta direzione dello sguardo. A loro volta, i passeggeri confermano gli input mediante dei campi sensibili al tocco, collocati in corrispondenza dei listelli alla base di finestrini. Inoltre, Audi AI:ME (equipaggiata con un motore elettrico da 170 CV collocato in corrispondenza del retrotreno, ed alimentato da batterie da 65 kWh) viene provvista di visori 3D – evoluzioni della tecnologia “Holoride” che aveva debuttato proprio in occasione del Consumer Electronics Show dello scorso anno – che fanno ricorso alla realtà virtuale: una tecnologia “A carattere immersivo”, dettaglia Audi, che consente agli occupanti il veicolo di replicare l’esperienza di muoversi in un rilassante paesaggio montano, e integra i movimenti dell’auto nel mondo virtuale.

Audi Intelligence Experience per l’interazione con il veicolo

Il concetto di navigazione con capacità di autoapprendimento è ben presente nei dispositivi infotainment Audi MMI “new gen”: progettata per memorizzare le destinazioni preferite, abbinandole alla data, all’ora ed alle condizioni di traffico in tempo reale e dunque proponendo le soluzioni ottimali per la navigazione, con il progetto “Audi Intelligence Experience” si propone di aggiungere un ulteriore tassello. Il nuovo scenario analizza, in ogni minimo dettaglio, le funzioni e le regolazioni preferite dall’utente: posizione di seduta, inclinazione del sedile, funzione massaggio, utilizzo dei sistemi multimediali di guida e destinazioni, tipologia e intensità dell’illuminazione abitacolo, percentuale di umidità dell’aria, temperatura interna, nuance di profumazione. “Le Audi di domani riconosceranno le preferenze già dopo un lasso di tempo particolarmente breve, e le attiveranno o le regoleranno in autonomia – evidenzia Audi – Se desiderato, la vettura potrà basarsi anche sulle condizioni psicofisiche dell’utilizzatore, rilevate in base allo stile di guida personale e di funzioni vitali, quali ad esempio la temperatura cutanea e il polso, monitorate da sensori ad hoc”.

Realtà aumentata e realtà virtuale per l’Head-up Display

Uno dei sistemi che Audi indica di imminente adozione (2020) riguarda un programma di sviluppo in materia Head-up Display, che sfrutta le tecnologie 3D di realtà mista (“mixed reality”) per abbinare oggetti reali ad immagini virtuali. La nuova tecnologia, sviluppata in partnership con Samsung, ricava – come un televisore 3D di ultima generazione – due visualizzazioni contemporanee da ogni immagine, attraverso una suddivisione a coppie dei pixel sullo schermo: un pixel è destinato all’occhio sinistro, quello accanto è per l’occhio destro. La rilevazione dello sguardo fa, anche qui, ricorso al sistema “eye-tracking” e, di conseguenza, orienta i pixel in modo che essi possano raggiungere con precisione il relativo occhio. All’atto pratico, il conducente vede proiettarsi davanti a sé, ad una distanza di 8-10 m, le immagini prodotte dall’Audi Head-up Display 3D Midex Reality: attraverso una visualizzazione specifica, questa distanza virtuale può superare i 70 metri, per non costringere l’occhio umano a modificare la messa a fuoco, a tutto vantaggio della sicurezza.

Il display on-demand transparent

Uno schermo “a tutta larghezza”, parzialmente integrato nella plancia e da 122×15 cm che durante la visione di un film può essere estratto dal proprio alloggiamento fino a raggiungere un’altezza di 22,5 cm e mettere a disposizione dell’utente una visione in formato 16:9 con diagonale da 21”. È il nuovo Display on-demand Transparent, in cui i segmenti dello schermo sono parzialmente trasparenti o evidenziati in nero, per offrire un più elevato contrasto. Peculiarità di questa nuova tecnologia, la possibilità di replicare il nero profondo mediante l’integrazione di due strati – il primo, rappresentato da uno schermo OLed trasparente, il secondo da un Black layer supplementare -, lasciando trasparenti le parti del display non necessarie alla visualizzazione delle informazioni e consentire un’agevole visuale sulla strada.

Le tecnologie infotainment MIB3 e di sviluppo dell’illuminazione

Al CES 2020, Audi illustra le nuove modalità di abbinamento fra alimentazione elettrificata ed auto connessa alla rete: un ambito che attualmente conosce una prima concretizzazione attraverso il dispositivo infotainment modulare MIB3 – portato al debutto dalla nuova generazione della bestseller Audi A4 – nel quale la velocità di elaborazione dei calcoli effettuata dal microprocessore principale è dieci volte superiore rispetto alla precedente unità MIB2. Infine, al Consumer Electronics Show il marchio dei Quattro Anelli presenta le più recenti evoluzioni sul fronte delle tecnologie di illuminazione. Con il progetto “Audi Human Centric Lighting”, Audi si propone di evidenziare in quale misura le condizioni psicofisiche del corpo umano possano essere positivamente influenzate da tonalità cromatiche adatte (ad esempio, per aiutare a mantenere viva la concentrazione o superare momentanee condizioni di stanchezza).

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