Mobilità per tutti: a Milano il confronto sul futuro degli spostamenti
Non esiste una sola strada per costruire la mobilità del futuro. Auto, trasporto pubblico, treno, bicicletta, servizi condivisi, infrastrutture e strumenti digitali dovranno sempre più convivere all’interno di un sistema integrato, capace di rispondere alle esigenze di territori molto diversi tra loro.
È questo uno dei messaggi emersi dall’incontro “Mobilità per Tutti”, organizzato da Confcommercio Mobilità il 18 settembre a Milano, negli spazi dell’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo a Palazzo delle Stelline, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità 2026.
L’edizione 2026 della manifestazione europea, in programma dal 16 al 22 settembre, pone infatti l’accento sull’accessibilità dei sistemi di trasporto e sull’equità tra generazioni: l’obiettivo è garantire a persone di età, condizioni economiche e territori differenti la possibilità di accedere a modalità di spostamento sostenibili.
Oltre l’elettrico: la mobilità è un sistema
Il confronto milanese ha evidenziato come la transizione della mobilità non possa essere ridotta alla sola sostituzione delle motorizzazioni tradizionali con quelle elettriche.
A introdurre i lavori sono stati Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano, Carlo Fidanza, componente della Commissione Trasporti TRAN del Parlamento europeo, e Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità.
Fidanza ha richiamato la necessità di un approccio tecnologicamente neutrale alla transizione, sottolineando il rapporto tra le decisioni europee e le loro ricadute sull’industria e sui territori. Tra i temi affrontati anche la competitività della filiera europea, l’autonomia strategica, la gestione delle flotte aziendali e il recupero dei veicoli a fine vita.
Buongiardino ha invece ribadito la necessità di considerare la mobilità come un servizio essenziale, che coinvolge un ecosistema molto ampio: dalle automobili alle moto, dai veicoli ricreazionali alle aree di sosta, fino alla demolizione e al riciclo.
Un’impostazione che sposta il baricentro della discussione: non si tratta soltanto di scegliere quale automobile utilizzare, ma di costruire le condizioni perché ogni persona possa raggiungere lavoro, scuola, servizi e attività quotidiane in tempi ragionevoli e con modalità realmente accessibili.
Pendolari e periferie, la vera sfida
Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato dedicato alla mobilità pendolare tra centri urbani e periferie, con gli interventi di Gianni Verga, Chairman Think Smart Mobility @MIND, Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, membro della Corte dei conti europea, e Biagio Ciuffo, Deputy Head della Sustainable, Smart and Safe Mobility Unit dello European Commission Joint Research Centre.
Il problema è particolarmente evidente nelle aree periferiche, dove le alternative all’automobile sono spesso meno capillari e competitive.
Il confronto ha messo in evidenza un elemento decisivo: una mobilità sostenibile deve essere anche efficiente. Tempi di percorrenza, frequenza dei collegamenti, accessibilità delle fermate, integrazione tra diversi mezzi e possibilità di completare l’ultimo tratto del viaggio diventano quindi fattori determinanti.
Secondo Manfredi Selvaggi, gli interventi per favorire il passaggio dall’auto verso modalità più sostenibili risultano ancora insufficienti soprattutto a livello locale, dove la carenza di alternative può essere più marcata.
Ciuffo ha invece sottolineato la complessità delle politiche di mobilità e la necessità di evitare soluzioni uniformi. L’auto continua infatti ad avere un ruolo rilevante nella vita quotidiana, soprattutto quando ci si sposta al di fuori dei grandi centri urbani.
La questione, quindi, non riguarda soltanto come cambiare le automobili, ma anche come cambiare il modo in cui le persone si spostano.
Milano come laboratorio della mobilità
La seconda parte della mattinata ha portato il confronto sulla dimensione metropolitana, con la tavola rotonda “Città metropolitana, Milano e la mobilità”, moderata da Alessandro Finicelli.
Al tavolo Daniela Caputo, Arianna Censi, Simonpaolo Buongiardino e Luca Tosi hanno affrontato il rapporto tra trasporto pubblico, automobile, ciclabilità, servizi condivisi, infrastrutture e sviluppo urbano.
Milano rappresenta in questo senso un laboratorio particolarmente significativo: i flussi quotidiani non si fermano ai confini amministrativi del capoluogo, ma coinvolgono ogni giorno comuni dell’hinterland, province e territori limitrofi.
Da qui l’importanza dell’intermodalità, cioè della possibilità di combinare differenti mezzi di trasporto all’interno dello stesso spostamento.
Daniela Caputo ha richiamato il progetto Biciplan Cambio, destinato a sviluppare una rete ciclabile metropolitana integrata con il trasporto pubblico e con le altre modalità di spostamento.
L’obiettivo è creare un sistema nel quale automobile, bicicletta, autobus, treno e altri servizi non siano necessariamente alternativi, ma possano diventare parti di un unico percorso.
Il tempo diventa un parametro di competitività
Nel dibattito sul trasporto pubblico, Luca Tosi ha posto l’accento su un elemento spesso sottovalutato: il tempo.
Non conta soltanto quanto dura il viaggio a bordo di un autobus o di un treno. Per l’utente sono determinanti anche i tempi di attesa, la distanza dalla fermata, la frequenza delle corse, i cambi e la possibilità di raggiungere effettivamente la destinazione finale.
È proprio su questo terreno che il trasporto pubblico deve confrontarsi con l’automobile privata.
Anche la sicurezza, la puntualità e il costo del servizio contribuiscono quindi a determinare la qualità complessiva dell’esperienza di mobilità.
Il tema è particolarmente importante per chi vive fuori dai grandi centri: dove la rete non è capillare, la disponibilità dell’automobile può continuare a rappresentare una necessità concreta.
Lombardia, verso una “Smart Land”
Il confronto si è poi spostato dalla dimensione metropolitana a quella regionale con la tavola rotonda “Smart Land – Connettere la regione e le città della Lombardia”.
Sono intervenuti Franco Lucente, Claudia Maria Terzi, Andrea Gibelli, Angelo Costa e Francesco Argano.
La Lombardia è stata descritta come un territorio policentrico nel quale la mobilità deve mettere in relazione Milano, città medie, aree montane, zone rurali e territori produttivi.
In questo scenario, infrastrutture fisiche e digitali assumono un ruolo sempre più importante.
Lucente ha evidenziato il progetto di bigliettazione digitale integrata, che punta a consentire entro il 2028 l’utilizzo di un unico titolo di viaggio sui diversi mezzi del trasporto pubblico lombardo.
Terzi ha invece posto l’accento sulla necessità di ridurre le “distanze funzionali” tra i diversi territori, attraverso infrastrutture efficienti e una migliore integrazione tra le modalità di trasporto.
Dall’Expo alla Formula 1: l’importanza dell’ultimo miglio
Andrea Gibelli ha portato alcuni esempi concreti di integrazione dei sistemi di mobilità, richiamando anche le esperienze maturate in occasione di Expo e delle Olimpiadi 2026.
In questi grandi eventi emerge con particolare evidenza il problema dell’ultimo miglio, ovvero il collegamento tra una grande infrastruttura di trasporto e la destinazione finale.
Un esempio citato durante l’incontro riguarda il Gran Premio di Formula 1 di Monza: 35.000 persone hanno utilizzato un biglietto integrato comprendente treno, navetta e ingresso all’autodromo, con una crescita del 40% rispetto al 2025.
Il dato evidenzia un principio destinato ad assumere un peso crescente: quando differenti servizi vengono integrati in un’unica esperienza, il cittadino può essere incentivato a lasciare l’auto privata senza necessariamente rinunciare alla comodità dello spostamento.
Tecnologia e dati per una mobilità più intelligente
Il tema dell’innovazione attraversa quindi l’intero dibattito.
Dalla bigliettazione digitale ai sistemi di gestione del traffico, dall’analisi dei flussi alle infrastrutture intelligenti, i dati possono diventare uno strumento per comprendere come si muovono realmente le persone e progettare servizi più aderenti alla domanda.
Anche Engineering, partner dell’iniziativa, ha evidenziato il ruolo delle tecnologie digitali nel percorso verso le Smart Land.
La sfida, però, non è tecnologica in senso stretto. La tecnologia diventa utile quando riesce a migliorare concretamente l’esperienza dell’utente: ridurre i tempi di attesa, facilitare gli interscambi, aumentare l’accessibilità e rendere più semplice scegliere tra differenti modalità di trasporto. Dal confronto di Milano emerge così una fotografia della mobilità molto diversa da quella basata esclusivamente sulla contrapposizione tra automobile e trasporto pubblico.
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