Migliori auto ibride: la classifica 2019

Full hybrid, ibride plug-in, mild hybrid: ecco la Top Ten delle auto ibride più vendute in Italia e quali elementi ne rendono conveniente l’acquisto.

Un continuo calo nelle vendite di auto diesel, e al contempo un aumento delle vetture ad alimentazione alternativa e di quelle benzina di piccola cilindrata. È questa la fotografia che illustra l’attuale panorama nel mercato dell’auto: una situazione che vede il “vituperato” gasolio segnare il passo a favore, appunto, della “verde”,  dei sistemi di alimentazione a gas come il GPL, delle auto elettriche e delle auto ibride.

Ciò porta facilmente ad una considerazione: il settore delle vetture ibride, ibride plug-in ed elettriche si conferma in costante espansione. In questo, l’istituzione dell’Ecobonus inserito nella nuova Legge di Bilancio 2019 (qui il nostro approfondimento sull’Ecobonus: ecco come funziona) che “premia”, con incentivi all’acquisto, le vetture aventi valori di emissioni di CO2 al di sotto di 70 g/km, sebbene sia stato varato dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo primario dell’attenzione all’ambiente, va in maniera indiretta a vantaggio delle vendite delle vetture più “virtuose” dal punto di vista delle emissioni di diossido di carbonio. Categoria alla quale gran parte delle auto ibride di attuale generazione non appartiene – attenzione: il riferimento va, appunto, alla soglia minima “ministeriale” di emissioni di diossido di carbonio richiesta per ottenere gli sconti all’acquisto -; tuttavia, a vantaggio dell’ibrido sono da considerare (e non è poco) il permesso di circolare nelle aree a traffico limitato, di usufruire (nei Comuni che lo permettono) delle soste gratuite nelle “strisce blu”, di ottenere (anche qui, a seconda delle Regioni che contemplano tale formula agevolativa) esenzioni dal pagamento del “bollo auto”, e di ottenere tariffe RC Auto scontate che alcune Compagnie applicano.

Auto ibride: Italia è seconda per vendite in Europa

Nello specifico, e sulla base dei primi tre mesi del 2019 (prendendo come riferimento le rilevazioni periodiche Anfia) il totale dell’immatricolato relativamente alle auto ibride (considerati i modelli full hybrid e quelli mild hybrid) ha fatto registrare, in Italia, 27.294 unità: il 34,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2018. In ambito europeo (dove le nuove immatricolazioni sono state 192.087 considerati tutti i mercati UE più le tre Nazioni EFTA, ovvero Islanda, Norvegia e Svizzera), l’Italia si è attestata al secondo posto, dietro la Germania (40.673 nuove immatricolazioni di auto ibride) e davanti a Regno Unito (a quota 26.258), Francia (22.982) e Spagna (22.412). E da gennaio a maggio 2019, il volume di vendita delle ibride ha fatto registrare 48.422 nuove immatricolazioni (il 33,5% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2018).

Auto ibride: Toyota ai primi posti in Italia

Uno scenario che la dice lunga sulla diffusione delle autovetture ad alimentazione ibrida nel nostro Paese. Le quali, occorre considerare, sono interamente di produzione estera. In attesa che i programmi di elettrificazione per Fca recentemente comunicati e confermati dai vertici Fiat-Chrysler Automobiles entrino in fase operativa, l’attuale palcoscenico delle auto ibride in Italia è pressoché dominato dalla produzione orientale, con Toyota a fare la voce grossa nella “Top Ten” delle auto ibride più vendute: ben quattro modelli sui dieci più venduti a maggio 2019 appartengono infatti al colosso giapponese. Si tratta, nello specifico, di Toyota Yaris, Toyota C-HR, Toyota Rav4 e Toyota Auris.

Auto ibride in Italia: la Top Ten 2019

A maggio 2019, come si accennava, la palma di auto ibrida più venduta in Italia è andata a Toyota Yaris, che ha messo a segno 1.981 nuove unità, cifra di poco inferiore ai 2.207 esemplari venduti ad aprile. Seguono, nell’ordine, Toyota C-HR Hybrid (1.516 nuove unità a maggio; 1.482 ad aprile), Toyota Rav4 Hybrid (1.513 esemplari venduti a maggio; 1.019 ad aprile), Toyota Auris-Corolla Hybrid (1.004 nuove unità a maggio; 1.039 ad aprile), Kia Niro (401 nuove immatricolazioni a maggio; 467 ad aprile), Suzuki Swift (372 a maggio; 327 ad aprile), Audi A6 (495 a maggio; 350 ad aprile), Suzuki Ignis (452 a maggio; 341 ad aprile), Range Rover Sport Hybrid (346 a maggio; 252 ad aprile), e Lexus UX (516 a maggio; 247 ad aprile). Il panorama, quindi, mette in evidenza un ampio ventaglio di proposte, per tipologia di carrozzeria e segmento di appartenenza, così come per tecnologia di alimentazione (full hybrid e ibrido leggero come nel caso di Suzuki Swift ed Audi A6).

Auto ibride: quali sono le migliori

Può quindi essere utile, ai fini di un’attenta valutazione di ciò che il potenziale cliente può considerare in previsione dell’acquisto di un’autovettura nuova, l’analisi delle dieci auto ibride più vendute in Italia, tenendo conto in ogni caso delle personali esigenze e delle molteplici varianti che possono intervenire nella scelta di un determinato modello.

Toyota Yaris Hybrid

Fedele alla strategia Toyota di sviluppo dell’elettrificazione, anche per la supercompatta Yaris (qui la nostra recente prova su strada effettuata sulla “variante-bomba” GRMN da 212 CV), “regina” di vendite fra le ibride in questa prima parte del 2019 dopo avere già concluso il 2018 al primo posto in questa fascia di segmento, lo sviluppo dell’attuale edizione-restyling è stato contrassegnato dall’abbandono dell’alimentazione a gasolio in favore di quella benzina-elettrico. Un passaggio di testimone coronato dal successo. Per questa declinazione, Yaris abbina un’unità 1.5 ad un motore elettrico, per una potenza complessiva di 101 CV, un consumo a ciclo medio di 3,7 litri di benzina per 100 km ed emissioni di CO2 nell’ordine di 84 g/km. Il listino parte da 19.950 euro in allestimento “Cool”, ma con gli sconti in concessionaria il prezzo può diventare più interessante.

Kia Niro

Di prossima evoluzione nella nuova variante-restyling “Model Year 2019” (qui il nostro approfondimento di presentazione al Salone di Ginevra 2019), la berlina-crossover di segmento C coreana (qui la nostra prova su strada) viene proposta nelle due versioni full hybrid HEV ed ibrida plug-in PHEV, ed in cinque allestimenti: Urban, Style, Style Eco, Energy, Energy Eco. I prezzi partono da 25.500 euro. Equipaggiata con l’unità 1.6 GDI (il medesimo che muove Hyundai Ioniq) da 105 CV, abbinato ad un’unità elettrica da 43,5 CV (60,5 CV per la declinazione ibrida plug-in), con cambio robotizzato a doppia frizione. L’alimentazione elettrica avviene tramite batterie ioni-polimero da 1,56 kWh, con sistema di recupero dell’energia. La potenza complessiva si attesta sui 141 CV. Il consumo medio è nell’ordine di 4,4 litri di carburante per 100 km. Le emissioni di CO2 variano da 97 a 29 g/km (plug-in).

Toyota C-HR

Dotata di una linea decisamente personale – e questo, unicamente ai contenuti tecnologici che porta in dote, è uno degli elementi che contribuiscono al gradimento da parte del mercato -, la crossover dall’immagine sportiva e vagamente coupé (qui la nostra video-analisi sull’allestimento più conveniente nel rapporto fra dotazioni e prezzi) presenta l’impostazione motoristica condivisa con quella della berlina Prius: motore 1.8 a benzina abbinato all’unità elettrica a sua volta alimentato da batterie al nickel-idruro, per una potenza complessiva di 122 CV, un consumo a ciclo medio di 3,8 litri per 100 km ed 86 g/km di emissioni di CO2. Disponibile in sei configurazioni di allestimento (Active, Trend, Dynamic, Lounge, Style+, e Lime Beat Special Edition), Toyota C-HR Hybrid (qui la nostra prova su strada) viene proposta in vendita a partire da 29.000 euro.

Toyota Rav4 Hybrid

Niente più diesel: anche per la popolarissima e longeva SUV (nel presente 2019 celebra i 25 anni dal debutto sul mercato), la quarta generazione ha detto addio al gasolio, e si concentra unicamente sulla propulsione ibrida. Nello specifico, Toyota Rav4 (qui il nostro primo contatto su strada con la nuova serie) abbina l’unità 2.5 benzina ad un motore elettrico, che riceve alimentazione mediante batterie al nickel-metallo idruro, da 218 CV di potenza complessiva. Nelle varianti a trazione integrale, la motricità al retrotreno avviene attraverso un secondo motore “zero emission”, che contribuisce ad erogare 4 CV in più. Tenuto conto delle dimensioni esterne (4,6 m di lunghezza, 1,86 m di larghezza, 1,65 m di altezza) la capacità del vano bagagli è complessivamente buona: 580 litri nel normale assetto di marcia. Accreditata di un consumo medio di 4,5 litri di benzina per 100 km e da 105 a 100 g/km di emissioni di CO2, Toyota Rav4 si articola su tre allestimenti (Active, Style e Lounge), tutti disponibili a due e quattro ruote motrici. I prezzi partono da, rispettivamente, 34.550 euro (2WD Active) e 37.050 euro (AWD Active).

Toyota Auris-Corolla Hybrid

Indichiamo entrambi i modelli in quanto proprio in questi mesi è avvenuto il passaggio di consegne fra la collaudata Auris e la nuovissima Corolla, denominazione che riporta in listino il nome della berlina più venduta nel mondo (la prima generazione debuttò nel 1966) e che viene allestita sulla piattaforma modulare TNGA-Toyota New Global Architecture (condivisa con la quarta generazione della ibrida-simbolo Prius e qui proposta nella variante GA-C). La lineup Toyota Corolla (qui la nostra video-presentazione) si articola sulle due versioni (entrambe ibride) 1.8 e 2.0, con potenze di, rispettivamente, 122 e 179 CV (quest’ultimo garantisce l’avanzamento in modalità 100% elettrica fino ad una velocità di 115 km/h). in vendita a partire da 27.300 euro (1.8, su tre allestimenti: Active, Business, Style) e 31.850 euro (2.0, in due declinazioni: Style e Lounge), Toyota Corolla viene dichiarata per un consumo medio di 4,16-4,6 litri di benzina per 100 km ed emissioni nell’ordine di 76-89 g/km di CO2.

Suzuki Swift

La “compattissima “cinque porte giapponese (qui la nostra prova su strada comparativa fra la “baby-bomba” 1.0 Boosterjet S e la “tuttofare” 1.2 Hybrid 4WD Allgrip in allestimento Top) viene proposta, in configurazione ibrida, nelle due varianti 1.2 da 90 CV complessivi, a due e quattro ruote motrici (consumo medio 5 litri per 100 km, emissioni di CO2 da 101 a 94 g/km) e 1.0 Boosterjet Hybrid S (esclusivamente 2WD) da 111 CV, per la quale la Casa costruttrice dichiara un consumo medio di 5,4 litri di benzina per 100 km e 98 g/km di emissioni di CO2. I prezzi partono da 17.990 euro e 18.890 euro.

Audi A6

La berlina più grande del lotto di vetture che compongono la Top Ten del venduto fra le ibride in Italia è tale (ovvero ibrida) per l’ausilio del sistema supplementare all’unità termica principale, anziché per il “tradizionale” abbinamento fra motore a combustione interna e motore elettrico. Tutte le versioni della recentemente rinnovata lineup dispongono, infatti, dell’ormai noto sistema mild hybrid (“ibrido leggero”) ad alternatore-starter azionato da cinghia collegata all’albero motore, che non dà alcuna potenza alle ruote bensì si incarica di accumulare l’energia prodotta nelle fasi di decelerazione ad una piccola batteria agli ioni di litio collegata alla rete principale, per fornire la motricità al veicolo nell’avanzamento in “folle” o a motore spento (“coasting”) per un determinato numero di secondi, a motore al minimo, e in una precisa “forbice” di velocità. In questo modo, la vettura viene omologata come ibrida e beneficia delle agevolazioni alla circolazione (libero accesso nelle ZTL) e, ove presenti, fiscali (piani di esenzione regionali dal pagamento del bollo) nonché assicurative (sconti sulle tariffe RC Auto praticati da molte Compagnie assicuratrici). Audi A6 è in vendita con prezzi che partono da 52.750 euro.

Suzuki Ignis

Per la simpatica e personalissima “baby” giapponese, caratterizzata da una linea piacevolmente riconoscibile che abbina stilemi “crossover” a dettagli rivolti al passato della produzione automobilistica Suzuki (le citycar anni 70 dal corpo vettura supercompatto, squadrato e con le tre tipiche “feritoie” posteriori), vale in un certo senso il discorso fatto a proposito di Audi A6: l’omologazione come ibrida le deriva in virtù del ricorso ad un generatore elettrico – installato a sostituire motorino d’avviamento e alternatore – alimentato da una piccola batteria agli ioni di litio che accumula l’energia prodotta in decelerazione e frenata e fa da supporto all’unità principale (1.2 benzina da 90 CV) nelle fasi di accelerazione. In questo modo, si tengono sotto controllo i consumi e le emissioni, dichiarati in, rispettivamente, 5,2 litri di benzina per 100 km e da 105 a 98 g/km di CO2 a ciclo medio. I prezzi partono da 15.700 euro per la versione “iCool” due ruote motrici di accesso alla gamma ibrida.

Range Rover Sport Plug-in Hybrid

Frutto della recente strategia di sviluppo dell’elettrificazione condotta in parallelo con Jaguar, il marchio che insieme alla factory di Solihull fa capo al big player indiano Tata Motors, la nuova serie di Range Rover Sport (fra l’altro protagonista dei progetti di messa a punto delle tecnologie di guida autonoma CAV-Connected and Autonomous Vehicle, qui un nostro approfondimento a tema) ha portato al debutto l’alimentazione ibrida, in questo caso plug-in. Range Rover Sport PHEV (qui la nostra prova su strada) abbina l’azione del 2 litri Ingenium e di un motore elettrico da 13,1 kW, per una potenza complessiva di 404 CV ed un’autonomia di marcia in modalità 100% elettrica (circa 9 ore per un ciclo completo di ricarica attraverso una comune “presa” domestica) nell’ordine di 35 km. I prezzi di listino di Range Rover Sport PHEV (declinata nelle quattro consuete linee di allestimento SE, HSE, HSE Dynamic ed Autobiography Dynamic) partono da 91.200 euro.

Lexus UX

In Italia recentemente introdotta (i prezzi partono da 37.900 euro per la versione Executive a due ruote motrici, e da 39.900 euro per la corrispondente declinazione 4WD), il medium-crossover di intonazione sportiva prodotto dal marchio luxury di Toyota (qui il nostro approfondimento di presentazione) viene equipaggiato con l’unità 2.0 benzina a ciclo Atkinson e da un motore elettrico (alimentato da una batteria al nichel-metallo idruro da 1,2 kWh) per 184 CV di potenza complessiva (nel caso delle versioni a trazione integrale, la vettura dispone di un motore elettrico supplementare, e che eroga 7 CV in più ed entra in funzione in determinate condizioni di scarsa aderenza o se si necessita una maggiore stabilità).

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