Volkswagen: avanti tutta con l’auto elettrica

70 nuovi modelli a zero emissioni entro il 2028; completa decarbonizzazione, dalla produzione ai veicoli su strada, entro il 2050. I risultati 2018.

Volkswagen: avanti tutta con l’auto elettrica

di Francesco Giorgi

13 Marzo 2019

I vertici Volkswagen puntano decisamente sui progetti di sviluppo della nuova mobilità elettrica. E lo fanno attraverso l’attuazione di un “big deal” che porta a ben 70, rispetto ai 50 precedentemente indicati, i nuovi modelli “zero emission” che Wolfsburg intende portare al debutto, su scala mondiale, entro il 2028.

In termini assoluti, ciò corrisponde, secondo le stime del colosso tedesco già al centro di un’ampia strategia di riposizionamento in chiave “eco friendly” per tutti i marchi che fanno capo al Gruppo VAG, a 22 milioni di nuovi veicoli, che saranno allestiti sulla piattaforma modulare Meb-Modularer Elektrifizierungsbaukasten concepita espressamente per le auto elettriche, presentata ufficialmente lo scorso settembre ed attesa al debutto, sotto le insegne Volkswagen, quale “base di partenza” della berlina compatta VW I.D. (il cui ingresso in produzione è previsto già nei prossimi mesi) alla quale farà seguito diretto il “medium-crossover” I.D. Crozz.

Il nuovo pianale modulare rappresenterà, nelle strategie di ampliamento della nuova lineup 100% elettrica, ciò che in anni recenti è stato per la piattaforma Mqb-Modularer Querbaukasten: la realizzazione di una tecnologia in grado di offrire un sistema di produzione flessibile ed ottimizzato dal punto di vista della gestione dei costi industriali, nella previsione di una diffusione su larghissima scala di differenti “famiglie” di veicoli. Già definito il capitolato degli investimenti: 30 miliardi di euro.

Obiettivo: decarbonizzazione

Non c’è solamente lo sviluppo di nuovi modelli elettrici, fra i programmi a medio-lungo termine: sui taccuini delle priorità ribaditi dai vertici di Wolfsburg, che vanno in ossequio agli obiettivi fissati dalla Conferenza di Parigi sul clima – indicati quale “metro di misura” – c’è, ad usare le parole dell’amministratore delegato del Gruppo Vag, Herbert Diess, “La produzione e altre fasi della catena del valore verso la neutralità in termini di CO2. Ecco come contribuiremo al contenimento del riscaldamento globale”. “Il Gruppo – puntualizza Diess – intende fornire una mobilità individuale più sicura, più pulita e completamente connessa a milioni di persone nei prossimi anni. Per sostenere gli investimenti necessari per l’offensiva elettrica, dobbiamo migliorare ulteriormente in efficienza e performance in tutti i settori”.

Ovvero: decarbonizzazione, termine strategico attraverso il quale VW fissa al 2050 l’impatto zero in termini di emissioni di CO2, e che dovrà essere attuato entro il 2050 seguendo alcune tappe-chiave nei prossimi anni, relative a tutte le aree di attività: “Riduzione di CO2 efficace e sostenibile; passaggio a fonti energetiche rinnovabili per l’alimentazione; e compensazione delle rimanenti emissioni inevitabili”. Per fare un esempio: il miglioramento del bilancio delle emissioni di CO2 durante l’intero ciclo di vita dei veicoli viene già perseguito dal Gruppo Volkswagen attraverso la catena dell’approvvigionamento. Attualmente, sui tavoli tecnici è in elaborazione un programma operativo ulteriormente dettagliato, nel quale viene individuato un particolare potenziale nella fornitura di acciaio e di alluminio.

Entro il 2025 -30% in meno di CO2

Per i prossimi sei anni, la timeline delle strategie in fase di esecuzione prevede l’abbattimento del 30% dell’impronta di CO2 emessa dalla “flotta” di veicoli lungo il rispettivo intero ciclo di vita in rapporto ai livelli 2015, l’anno del Dieselgate che, di fatto, ha dato il “la” all’organizzazione di concrete misure attuative nei confronti di un nuovo sistema globale di sviluppo dell’elettrificazione da parte dei big player del comparto automotive. Volkswagen compresa. Ed è essenzialmente qui la chiave del processo di progressiva escalation nell’elettrificazione della propria lineup, e dei corrispondenti 30 miliardi che verranno stanziati al 2023 esclusivamente per questo settore di intervento.

In termini percentuali, si stima che la crescita di veicoli 100% elettrici nella gamma complessiva del Gruppo Volkswagen arrivi a crescere ad almeno il 40% entro il 2030. È peraltro imminente la messa in commercio dei primi modelli “figli” di questa strategia globale: da Audi e-tron, che inaugura il nuovo corso eco friendly hi-tech all’insegna dell’abbattimento delle emissioni di CO2 nell’intera catena di produzione per il Gruppo, a Porsche Taycan, alle successive Volkswagen I.D., I.D. Crozz, Seat el-Born, Skoda Vision E, e via via con Volkswagen I.D. Buzz ed I.D. Vizzion.

Partner strategici per l’offensiva elettrica

Il massiccio investimento globale finalizzato allo sviluppo di nuovi modelli elettrici da parte dell’intero Gruppo, indicano i massimi dirigenti di Wolfsburg, si accompagna ad un contestuale intervento di aziende ad elevato contenuto tecnologico, individuate nel ruolo di partner strategici per la fornitura delle celle per le batterie: si tratta di LG Chem, Ski, Catl e Samsung. A ciò, ed in previsione di una costante crescita nella domanda, potrà aggiungersi una possibile partecipazione del Gruppo Volkswagen in nuovi siti produttivi per accumulatori in Europa. Di più: è in fase di studio il potenziale offerto dalle batterie “solid state”, per il quale si intende giungere ad una produzione industriale insieme al partner QuantumScape.

Volkswagen: i risultati operativi 2018

Ecco, dunque, quanto annunciato nelle scorse ore dai “piani alti” del Gruppo Volkswagen, riguardo alle strategie di sviluppo dei nuovi modelli elettrici. Contestualmente, è stato illustrato il consuntivo 2018: anno che, dati alla mano, si è concluso con il raggiungimento di un fatturato pari a 235,8 miliardi di euro, cioè 6,3 miliardi in più rispetto al 2017, un utile operativo ante voci straordinarie per 17,1 miliardi di euro, anche in questo caso in aumento sui 17,0 mld di euro che vennero registrati l’anno precedente; ed una minore liquidità netta: 19,4 miliardi di euro, rispetto ai 22,4 mld del 2017.

Dal punto di vista dell’analisi finanziaria, i vertici di Wolfsburg osservano una penalizzazione nei margini Volkswagen (5,9%: percentuale leggermente inferiore del 6% registrato sull’anno precedente, nonostante un nuovo primato in termini di vendite: 10,9 milioni di veicoli venduti da parte dell’intero Gruppo) causata dall’entrata in vigore dei nuovi standard WLTP. Marchio per marchio, Volkswagen ha fatto segnare un fatturato di 84,6 miliardi di euro (+6,8%), Audi – compresi Lamborghini e Ducati – mette a segno un fatturato di 59,2 miliardi ed un utile operativo ante voci straordinarie di 4,7 miliardi di euro (7,9%); per Skoda, il 2018 ha fatto registrare un fatturato di 17,3 miliardi di euro (+4,4% ed un margine operativo dell’8,0%; Seat, infine, prosegue il proprio trend positivo con un +3,1% di fatturato 2018 (10,2 miliardi di euro), un margine operativo in crescita (2,5% sull’1,9% dell’anno precedente) ed un utile operativo di 254 milioni di euro.

Per il 2019, la stima Volkswagen in consegna viene indicata “In lieve crescita”, allo stesso modo del fatturato (fino al 5% sul 2018), nonché del margine operativo (fra il 6,5% ed il 7,5%). L’ottimo consuntivo 2018 porta il CdA ed il Consiglio di Sorveglianza Volkswagen a proporre un incremento del dividendo tanto per le azioni ordinarie quanto per quelle privilegiate: rispettivamente, 4,8 e 4,86 euro.

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