Porsche: la rivoluzione industriale 4.0 alla base del progetto Taycan

L’ingresso di Zuffenhausen nella e-mobility fa parte di un piano industriale ambizioso quanto complesso. Ecco un’analisi dell’”Industria 4.0” destinato a scrivere una nuova pagina nella storia del marchio.

Non c’è soltanto l’impegno, spesso condiviso fra Case costruttrici e utility di energia, verso la realizzazione delle infrastrutture pubbliche per la ricarica di veicoli elettrici: in realtà, lo sviluppo della “nuova mobilità sostenibile” è ben più complesso, e in parte può essere considerato discendente dal concetto di “Industria 4.0”, il progetto di radicale rinnovamento individuato all’inizio di questo decennio dal Governo tedesco che, per riposizionare l’asset manifatturiero nazionale in rapporto alla concorrenza mondiale, punta i propri riflettori sull’adeguamento delle risorse in termini di infrastrutture, sistemi di energia, enti di ricerca, scuole ed aziende. L’”impatto” delle nuove politiche sul contesto sociale ed economico assume una importanza epocale, tanto che per esso è stato nel frattempo coniato il termine di “Quarta rivoluzione industriale”.

Tecnologie cloud, flessibilizzazione del lavoro, interconnessione fra sistemi produttivi, “smart factory”, integrazione orizzontale e verticale fra tutte le parti del processo di produzione, sono alcune delle nuove “voci” che costituiscono le fondamenta dell’Industria 4.0, specificamente orientata – nel caso dello sviluppo del comparto automotive – alla produzione di nuovi modelli elettrici ed alla contestuale ridefinizione dei processi produttivi in generale. Porsche, in questo ambiente, rappresenta concretamente questa radicale evoluzione, tanto da definire il nuovo approccio industriale come “Porsche Production 4.0”.

In una nota che viene diffusa in queste ore, i vertici di Zuffenhausen, illustrando la nuova Taycan – primo modello Porsche ad alimentazione elettrica destinato alla produzione in serie, derivato nella propria filosofia di progetto da Mission E – indicano con precisione, dati alla mano, la nuova “mission” di Zuffenhausen che coinciderà con l’avvio alla produzione di Porsche Taycan ed il cui debutto commerciale è fissato per il secondo semestre del 2019.

Un “new deal” che, come accennato, abbraccerà l’intero iter di sviluppo della lineup Porsche, che a partire da Taycan è destinato ad evolversi gradualmente all’insegna dei sistemi di propulsione “green”: “Prevediamo che oltre il 50 per cento dei modelli Porsche consegnati a partire dal 2025 sarà elettrificato”, indica Lutz Meschke, vice presidente del Consiglio Direttivo e membro del Consiglio di Amministrazione responsabile dell’area Finance e IT di Porsche. Ne consegue, dal punto di vista del riassetto industriale, un insieme di investimenti di notevole entità che verranno indirizzati in alcuni settori-chiave: sviluppo e produzione, ma anche formazione del personale. Il tutto, fermo rstando l’obiettivo di mantenere il margine di profitto ad almeno il 15%.

In termini di impegno finanziario, le cifre che accompagnano la nuova era Porsche, che verrà inaugurata con Taycan e proseguirà per tutta la restante gamma, parlano chiaro: per il “lancio” della nuova sportiva elettrica di Zuffenhausen, sul tavolo viene messa una somma nell’ordine di 6 miliardi di euro, e la previsione di 1.200 nuove assunzioni, il continuo sviluppo della strategia “Porsche Production 4.0” e “La realizzazione di una campagna senza precedenti di diffusione di conoscenze a tutti i livelli aziendali: impegnandosi fermamente a promuovere la mobilità elettrica, il Costruttore di vetture sportive sta attuando un processo di grande trasformazione e riaffermando ancora una volta la sua capacità di salvaguardare il proprio futuro”, recita testualmente il comunicato Porsche.

Da qui è facile comprendere la “vision” individuata dai “piani alti” di Zuffenhausen in merito all’importanza industriale che il progetto-Tycan riveste nella storia dell’azienda: “Taycan è uno dei maggiori generatori di posti di lavoro nella storia di Porsche”, commenta Andreas Haffner, membro del Consiglio di Amministrazione responsabile delle Risorse Umane e degli Affari Sociali di Porsche.

Altrettanto ambizioso è il riassetto di produzione ed assemblaggio, i cui impianti – attualmente in fase di costruzione – assumeranno una figura di “stabilimento nello stabilimento” presso il complesso principale di Zuffenhausen. In particolare, i dirigenti del “marchio della Cavallina” si soffermano su alcune importanti novità: produzione su linea flessibile (“Grazie alla quale Porsche sarà il primo costruttore di veicoli a utilizzare sistemi di trasporto senza conducente all’interno di un processo di produzione a flusso continuo”, aggiunge Albrecht Reimold, membro del Consiglio di Amministrazione responsabile di Produzione e Logistica) che permetterebbe all’azienda l’unione dei vantaggi di una produzione a flusso continuo alla flessibilità di un assemblaggio più versatile; l’aumento dei cicli di lavoro avendo a disposizione la medesima superficie e, in ossequio alla sempre più “centrale” importanza della produzione sostenibile da tempo sui taccuini delle priorità dei big player, “Porsche sta inoltre perseguendo l’ideale di una produzione rispettosa dell’ambiente e delle risorse – riferisce la nota stampa – Il processo produttivo di Taycan ha un impatto neutro in termini di emissioni di carbonio e l’obiettivo futuro per quanto riguarda le attività di produzione è quello di realizzare uno stabilimento a impatto zero, ovvero senza alcun impatto a livello ambientale”.

Non più, dunque, “catena di montaggio” seconda l’accezione ben conosciuta da oltre un secolo: il futuro della produzione secondo la “ricetta Porsche” si riassume nei concetti di flessibilità, automazione, riorganizzazione delle risorse, attenzione all’ambiente. È chiaro che il ruolo-chiave verso la “nuova industrializzazione” degli impianti di Zuffenhausen non poteva che essere affidato a Porsche Taycan: un progetto che prevede la creazione di 1.200 nuovi posti di lavoro, non tutti peraltro da destinare al primo modello 100% elettrico di Porsche: una parte dei nuovi assunti, specifica il comunicato dell’azienda le cui quote capitale sono dall’estate 2012 interamente in mano al Gruppo VAG-Volkswagen Audi, verrà impiegata nella realizzazione degli altri modelli di gamma sportiva a due porte.

Da sottolineare il nuovo approccio all’addestramento della nuova forza lavoro: “Una piattaforma di apprendimento digitale contenente oltre 1.200 moduli di formazione sulle tematiche della trasformazione digitale e in grado di erogare agli utenti formazione in modalità individuale e ad hoc sarà inoltre a disposizione dell’intero staff che accompagnerà Porsche nel passaggio all’era dell’elettrico e del digitale”.

Del resto, flessibilità e condivisione delle conoscenze vengono individuate, dalla dirigenza Porsche, come strumenti essenziali nello sviluppo della produzione di serie, da sempre in stretta correlazione con l’impegno dell’azienda nelle competizioni. Un travaso di esperienze che, come a suo tempo avvenne per 911, è altrettanto valido nel caso di Porsche Taycan, che “eredita” dalla plurivittoriosa Porsche 919 Hybrid la tecnologia di alimentazione ad 800V, sistema che ha presupposto lo sviluppo di componenti ad hoc, prima fra tutti la tipologia di batterie raffreddate a liquido per l’alimentazione del gruppo propulsore e la relativa ricarica, che promette tempi-record: soltanto quattro minuti per l’accumulo di energia sufficiente a garantire una percorrenza di 100 km (valore riferito al “vecchio” ciclo NEDC, staremo a vedere a quanto corrisponderà in relazione al “nuovo” ciclo WLTP).

L’introduzione delle indicazioni relative alla ricarica delle batterie torna utile per un’analisi delle nuove tipologie di alimentazione energetica attualmente in fase di studio da parte di Porsche E-Performance: il “Porsche Mobile Charger Connect” dalla capacità fino a 22kW destinato all’impiego domestico oppure in viaggio, ai sistemi di ricarica a induzione, alla prossima installazione (prevista in Europa entro la fine del 2019) di 400 “hub” di ricarica rapida con capacità fino a 350 kW nell’ambito della joint venture Ionity della quale Porsche fa parte insieme ad Audi, Bmw, Daimler AG e Ford e, negli USA, con la messa a disposizione – sempre a partire dal 2019 – di infrastrutture per la ricarica della medesima capacità di quelle europee secondo il progetto “Electrify America” promosso dal Gruppo VAG in 300 stazioni di servizio autostradali. Inoltre, in attesa del “lancio” commerciale di Taycan, Porsche pone in essere un progetto “diffuso” di alimentazione: “Più di 2.000 punti di ricarica a corrente alternata presso diverse destinazioni di viaggio – ad esempio, gli alberghi – in circa 20 mercati diversi. I clienti potranno accedere alla rete di ricarica Porsche attraverso il servizio di ricarica Porsche. Si tratta di una soluzione estesa a livello europeo che consente l’accesso a numerose colonnine di ricarica di gestori diversi. Tutti i conteggi e gli aspetti di fatturazione verranno gestiti centralmente da Porsche”.

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