Renault Clio: i trent’anni della vettura di segmento B più venduta di sempre

Ripercorriamo la storia della bestseller per la “Marque à Losanges”, capofila di un’impostazione di stile e tecnologica trasferita agli altri modelli del colosso francese.

La quinta generazione, di recente esordio sul mercato, porta in dote una serie di innovazioni in materia di sistemi di ausilio attivo alla guida che fanno riferimento alle tecnologie di guida semiautonoma di Livello 2, nonché all’inedita tecnologia E-Tech (condivisa con Captur e Mégane, sebbene per queste ultime la propulsione ibrida sia plug-in) in cui uno degli atout tecnici di rilievo viene rappresentato dall’adozione del cambio ad innesti frontali – a sua volta frutto di un decennio di costante evoluzione  nell’engineering dei sistemi di propulsione che, per layout progettuale, strizza l’occhio alla lunghissima esperienza della “Marque à Losanges” nel settore delle competizioni – che aggiunge un ulteriore elemento di distinzione e contribuisce all’ampliamento (o, più propriamente, alla “democratizzazione”) della mobilità elettrificata, “conditio sine qua non” per la produzione automobilistica new gen.

È Renault Clio, che contestualmente all’esordio della variante full hybrid E-Tech celebra i trent’anni dal debutto sul mercato: una storia lunghissima – anzi: da record, considerato che si tratta del modello rimasto in produzione più a lungo nella “epopea” Renault che prese il via nel 1898 – che, in occasione dell’importante e storico traguardo, si racconta attraverso una serie di elementi che  testimoniano una carriera da primato.

  • Oltre 15 milioni di esemplari venduti
  • È la vettura di produzione francese più venduta di sempre
  • È leader di segmento B in Europa e la prima “supercompatta” ad avere riportato le 5 Stelle nei crash test EuroNcap
  • È la prima vettura ad essere stata premiata, in due occasioni, “Auto dell’Anno” in Europa.

Renault Clio 1: rivoluzione citycar all’europea

Frutto di un rapido programma di sviluppo, che aveva preso il via nella seconda metà degli anni 80 quando era ormai chiaro che la “storica” Renault 5, e la sua evoluzione “Supercinque”, si preparavano a passare la mano al “nuovo che avanzava”. Una rivoluzione contrassegnata non soltanto dalla scelta dell’indicazione di gamma (il ritorno ad una denominazione “propria” e non più riferita a numerazioni), in modo da aiutare il pubblico a memorizzare il modello ed a definire alla nuova lineup una dimensione più vicina ai gusti delle persone; ma anche dall’impostazione di programma portata in dote: a differenza del carattere ben più “utilitario” di Renault 5, la allora nuova Clio si presentò come una “Piccola vettura versatile, progettata e realizzata secondo criteri solitamente appannaggio di veicoli di classe superiore”. L’asticella di segmento, dunque, si innalzò, come dimostrato fra gli altri dall’adozione e dalla disponibilità di accessori quali Abs, condizionatore, cambio automatico ad azionamento elettronico, antifurto a sistema anti-intrusione, specchi retrovisori elettrici riscaldabili, servosterzo. E fu una scelta premiata dai mercati: ottimi riscontri di vendite (fu subito ai vertici nella produzione Renault in Francia), e il titolo di “Auto dell’Anno” in Europa. E fu quasi immediatamente scelta quale nuovo “cavallo di battaglia” Renault nelle competizioni: in un primo momento nel monomarca Renault in pista (a sostituire la gloriosa R5 GT Turbo); subito dopo (dal Tour de Corse del maggio 1991, nelle esperte mani dell’indimenticato Philippe Bugalski, che terminò in ottava posizione assoluta; e dell’”eterno” Jean Ragnotti) avvenne il battesimo iridato nel Campionato del mondo Rally con la versione 1.8 16V, “antenata” della altrettanto “iconica” Clio Williams che, dal debutto avvenuto all’inizio del 1993, diede vita ad una “saga” sportiva – animata da centinata di piloti “privati” – giunta fino ai giorni nostri.

Clio 2: nel 1998 la conferma del successo

Cresciuta nelle dimensioni ed ovviamente“maturata” rispetto alla prima generazione, tanto da guadagnare un’ulteriore allure di “compattissima premium”, la seconda generazione di Renault Clio, lanciata a fine 1998, ampliò la propria gamma (con l’obiettivo di permettere a chiunque di… trovare la propria Clio) e guadagnò altresì nuove soluzioni in materia di sicurezza attiva (Abs e airbag per tutte le versioni). Riguardo alla produzione sportiva di punta, appartengono alla seconda serie lo sviluppo della variante RS – anch’essa protagonista di numerose stagioni di rilievo in pista e nei rally – e, soprattutto, la “incredibile” Clio V6 a motore 3.0 colloocato in posizione centrale e trazione posteriore, uno “scherzo” gioiosamente anacronistico che nel 2000 rinverdì per una stagione la mai dimenticata Renault 5 Turbo di vent’anni prima giusti giusti.

Clio 3: nel 2005 la piena maturità

A quindici anni dal debutto, la “segmento B” della Marque à Losanges venne interessata da una radicale evoluzione, che portò alla terza serie ancora aumentata negli ingombri esterni (fino a quasi quattroi metri la lunghezza “fuori tutto”) per garantire ulteriore spazio a bordo, marcatamente rivolta ad una ridefinizione della qualità costruttiva e a livello di finiture. Renault Clio 3 confermò il ricorso ad una filosofia di gamma improntata ad offrire dotazioni ed equipaggiamenti di classe superiore ai propri clienti: fanno parte della terza generazione, ad esempio, dotazioni quali il sistema di navigazione GPS, il Cruise Control con limitatore di velocità, il sistema di avviamento senza chiave; e tecnologie di sicurezza attiva e passiva ai vertici nella propria categoria (fino ad otto airbag), traguardo testimoniato dall’ottenimento – primo modlelo di segmento B ad averlo raggiunto – delle 5 Stelle nei crash test Ncap. La terza generazione di Renault Clio segnalò inoltre il debutto della variante “station wagon”: tutte qualità che contribuirono a loro volta all’assegnazione (2006) del secondo titolo di “Auto dell’Anno” in Europa per Renault Clio.

Renault Clio 4: si punta sull’emozionalità

Come migliorare un prodotto bestseller? La ricetta può arrivare prendendo in considerazione l’approccio emozionale nei confronti del pubblico. Ed ecco, nel 2012, la quarta generazione di Renault Clio, sviluppata attingendo a piene mani dalle peculiarità espresse dalla concept Renault DeZir. Accanto ad una nuova definizione di stile, tuttavia, la quarta serie di Clio ha ottenuto sostanziosi update tecnologici, a partire dall’offerta del modulo infotainment R-Link, ed un costante arricchimento di gamma con nuove dotazioni “premium”, su tutte il sistema Easy Park Assist.

Renault Clio 5: “summa” di quattro generazioni

La quinta serie di Renault Clio presenta la “dotazione genetica” di una stirpe da sempre ai vertici europei per livelli di vendita. Dalla prima Clio del 1990, ad esempio, ha ereditato la filosofia delle dotazioni di segmento superiore; dalla seconda generazione riprende gli standard di ottima abitabilità e comfort; da Clio 3 mantiene il concetto evolutivo in materia di qualità dei materiali e di “presentazione” agli occhi del grande pubblico; e dalla quarta serie ripropone lo stile deciso e personale, fonte di ispirazione per la più recente produzione Renault.

Renault Clio 1990-2020: cinque generazioni nelle immagini Vedi tutte le immagini

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