La Dino 246 GTS di Steve Winwood va all'asta a Pebble Beach 2026
La Dino 246 GTS continua a essere una delle sportive italiane più desiderate dai collezionisti e, nelle prossime settimane, uno degli esemplari più interessanti sarà protagonista di una delle aste più prestigiose del panorama internazionale. La Dino 246 GTS “Chair and Flares” del 1973, appartenuta al musicista Steve Winwood, sarà infatti proposta da Gooding Christie’s durante il Pebble Beach Concours d’Elegance 2026, appuntamento centrale della Monterey Car Week che ogni anno richiama appassionati e collezionisti da tutto il mondo.
A rendere speciale questa vettura non è soltanto il precedente proprietario, ma anche la configurazione particolarmente ricercata e il valore storico di un modello che, ancora oggi, rappresenta uno dei simboli più iconici dell’automobilismo italiano.
Un esemplare raro con una storia importante
L’auto che sarà battuta all’asta è una Dino 246 GTS “Chair and Flares” del 1973, identificata dal telaio 06698. Questa particolare configurazione è tra le più ricercate dagli appassionati grazie alla presenza dei caratteristici passaruota allargati e dei sedili sportivi che hanno dato origine al soprannome “Chair and Flares”.
Ad aumentare ulteriormente l’interesse dei collezionisti contribuisce il fatto che la vettura sia appartenuta a Steve Winwood, cantante, compositore e polistrumentista britannico vincitore di due Grammy Award e noto per aver fatto parte di gruppi come The Spencer Davis Group, Traffic e Blind Faith.
La combinazione tra rarità dell’allestimento e provenienza prestigiosa rende questo esemplare uno dei lotti più attesi dell’asta organizzata da Gooding Christie’s.
Design Pininfarina e meccanica ancora attuale
La Dino 246 GTS rappresenta uno dei progetti più riusciti firmati Pininfarina. Le sue linee, presentate all’inizio degli anni Settanta, continuano ancora oggi a essere considerate un punto di riferimento nel design automobilistico.
La versione GTS si distingue dalla coupé per il tetto rigido removibile, soluzione che permette di trasformare la vettura in una spider mantenendo inalterata l’eleganza delle proporzioni.
Sotto la carrozzeria trova posto un motore V6 da 2,4 litri montato in posizione centrale posteriore e alimentato da tre carburatori doppio corpo. Il propulsore sviluppa 195 CV, una potenza che all’epoca garantiva prestazioni di assoluto livello.
Grazie a un peso di circa 1.100 kg a secco, la sportiva italiana è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,2 secondi e raggiungere una velocità massima di 235 km/h, numeri ancora oggi rispettabili per un’auto progettata oltre cinquant’anni fa.
Una sportiva che ha segnato la storia Ferrari
Pur non esibendo il tradizionale Cavallino Rampante sul cofano, la Dino viene considerata a tutti gli effetti parte della storia Ferrari.
La scelta di utilizzare un marchio dedicato fu una precisa decisione di Enzo Ferrari, che preferì differenziare questo modello rispetto alle vetture più esclusive della Casa di Maranello. L’obiettivo era proporre una sportiva più accessibile senza modificare il posizionamento del marchio principale.
La Dino rappresentò inoltre un importante banco di prova per la configurazione con motore centrale, soluzione destinata negli anni successivi a diventare uno degli elementi distintivi delle sportive Ferrari.
Il successo commerciale confermò la validità del progetto e la 246 GTS venne prodotta in oltre 1.200 esemplari, diventando una delle versioni più apprezzate dell’intera famiglia Dino.
Pebble Beach si prepara a un’altra grande asta
La presenza della Dino 246 GTS di Steve Winwood conferma ancora una volta il livello delle vetture protagoniste della Monterey Car Week. Le aste organizzate durante il weekend di Pebble Beach rappresentano infatti uno dei principali punti di riferimento per il mercato internazionale delle auto da collezione, dove vengono proposti alcuni dei modelli più rari e ricercati.
Anche se la casa d’aste non ha ancora comunicato una stima ufficiale per questo esemplare, la combinazione tra configurazione “Chair and Flares”, stato collezionistico e passato legato a un celebre musicista potrebbe attirare numerosi collezionisti da tutto il mondo.
Per gli appassionati delle sportive italiane degli anni Settanta, questa Dino rappresenta uno dei migliori esempi dell’equilibrio tra design, tecnica e valore storico, qualità che continuano a renderla una delle vetture più desiderate del panorama collezionistico.
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