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Hennessey Blackbird: hypercar V8 da 850 CV e cambio manuale

Di Riccardo Mantica
Pubblicato il 4 ago 2026
Hennessey Blackbird: hypercar V8 da 850 CV e cambio manuale
La nuova Hennessey Blackbird arriverà entro il 2030 con V8 aspirato fino a 850 CV, cambio manuale, trazione posteriore e prezzo da 2,5 milioni di dollari.

La Hennessey Blackbird sarà la terza hypercar della Casa americana dopo la Venom GT e la Venom F5, ma seguirà una strada completamente diversa. Il nuovo modello rinuncerà infatti a schermi digitali, elettrificazione, trazione integrale e cambio automatico per puntare su una formula ormai rarissima: motore V8 aspirato, cambio manuale a sei marce e trazione posteriore.

La produzione per i clienti dovrebbe iniziare tra il 2029 e il 2030, in prossimità della conclusione del ciclo della Venom F5. Verranno costruiti soltanto 71 esemplari, con prezzi a partire da 2,5 milioni di dollari, tasse escluse. Nonostante la lunga attesa, oltre due terzi della produzione sarebbero già stati assegnati.

La Blackbird nasce quindi come un’auto volutamente fuori dal tempo. Non prova a interpretare il futuro attraverso batterie, software e sistemi digitali, ma recupera un’idea di guida basata sul rapporto diretto tra pilota, motore e telaio.

Una hypercar ispirata agli aerei supersonici

Il nome e il design della Hennessey Blackbird richiamano il Lockheed SR-71 Blackbird, uno degli aerei più celebri per le sue prestazioni e per il suo profilo inconfondibile. L’ispirazione aeronautica non si limita al nome, ma influenza diversi elementi della carrozzeria.

La fiancata è disegnata per ricordare le forme dell’aereo, mentre nella parte posteriore trovano posto due stabilizzatori verticali attivi. Queste appendici si aprono automaticamente quando la vettura raggiunge le 71 miglia orarie, equivalenti a circa 114 km/h, e si posizionano con un’inclinazione di 71 gradi.

Il numero non è casuale. Richiama sia la quantità totale degli esemplari previsti sia diversi dettagli del progetto. Anche i quattro terminali di scarico seguono un’impostazione particolare: sono disposti a diamante e ricordano il Bell X-1, il primo aereo capace di superare la velocità del suono.

La struttura è realizzata attorno a una monoscocca in fibra di carbonio, abbinata a pannelli della carrozzeria costruiti nello stesso materiale. Questa soluzione permette di ottenere un’elevata rigidità e di contenere il peso, aspetto fondamentale per una vettura che vuole offrire reazioni rapide e un comportamento diretto.

Le portiere si aprono ad ala di gabbiano, mentre la capacità di carico è distribuita in più punti. Sotto il cofano anteriore trovano spazio due piccole borse, ma sono presenti ulteriori vani nei passaruota posteriori e dietro i sedili. Non sarà quindi una granturismo tradizionale, ma dovrebbe offrire un minimo di praticità per brevi viaggi.

V8 aspirato, cambio manuale e zero schermi

Il cuore della Hennessey Blackbird sarà un V8 aspirato da 6,2 litri, collocato in posizione centrale posteriore e sviluppato insieme a Ilmor Engineering. La potenza prevista è compresa tra 800 e 850 CV, mentre il regime massimo dovrebbe superare i 9.000 giri al minuto.

Hennessey punta a realizzare uno dei motori aspirati stradali più potenti e capaci di raggiungere il regime di rotazione più elevato mai utilizzati su un’auto omologata. Si tratta di una scelta in netta controtendenza rispetto alle hypercar moderne, che ricorrono quasi sempre a turbocompressori, motori elettrici o sistemi ibridi per aumentare le prestazioni.

Il V8 sarà collegato esclusivamente a un cambio manuale a sei rapporti, con la potenza trasmessa alle ruote posteriori. Il guidatore dovrà quindi gestire direttamente frizione, innesti e risposta del motore, senza l’intervento di un cambio automatico a doppia frizione.

Le prestazioni dichiarate sono comunque da hypercar moderna. La Blackbird dovrebbe accelerare da 0 a 60 miglia orarie, circa 97 km/h, in 2,5 secondi, mentre la velocità massima prevista è di 354 km/h.

Ancora più radicale è l’impostazione dell’abitacolo. Non sono previsti display digitali, neppure davanti al conducente. La strumentazione sarà composta da cinque elementi circolari analogici, con il contagiri collocato al centro.

Lo smartphone potrà collegarsi all’impianto audio tramite Bluetooth, ma non saranno disponibili schermi o comandi dedicati per gestire chiamate e contenuti multimediali. Al centro della plancia troverà posto anche una bussola di ispirazione aeronautica.

Per chi guida, questo significa meno funzioni e meno distrazioni. L’obiettivo è concentrare l’esperienza su sterzo, cambio e risposta del motore, lasciando in secondo piano connettività e assistenza digitale.

Prezzo da 2,5 milioni e produzione limitata

La Hennessey Blackbird sarà costruita in appena 71 unità, con un prezzo di partenza di 2,5 milioni di dollari prima delle tasse. La cifra potrà salire ulteriormente attraverso personalizzazioni e allestimenti realizzati su richiesta.

La presentazione pubblica è prevista il 14 agosto al The Quail, in California, mentre l’avvio della produzione destinata ai clienti è atteso tra il 2029 e il 2030. Il modello dovrebbe quindi entrare in scena quando la Venom F5 sarà vicina alla fine del proprio ciclo produttivo.

La nuova hypercar americana non punta soltanto sui numeri. La velocità massima e l’accelerazione restano importanti, ma il vero elemento distintivo sarà il modo in cui queste prestazioni verranno erogate.

In un mercato popolato da modelli ibridi, software avanzati e abitacoli pieni di schermi, la Blackbird sceglie una direzione opposta. Un V8 aspirato ad altissimo regime, una leva del cambio manuale e nessun display rappresentano una formula estrema, destinata a una clientela molto ristretta.

Proprio questa impostazione potrebbe diventare il suo principale punto di forza. La Hennessey Blackbird non vuole essere la hypercar più tecnologica, ma una delle più coinvolgenti e rare. Per scoprirla su strada bisognerà attendere fino alla fine del decennio, ma il progetto ha già attirato abbastanza clienti da coprire gran parte della produzione prevista.

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